internet italiani

internet italianidi Matteo Oi – “Ha deciso il popolo di internet!” una frase che in Italia dovrebbe far paura e far riflettere. Nell’era della politica su facebook, twitter e i blog in cui non sono più le sedi, i circoli e le sezioni i luoghi della democrazia e del dibattito politico bisogna fare i conti con la realtà.

Perché in Italia, al netto dei vari spot del “bisogna digitalizzare…” per finire puntualmente con il costruire un gigante di ferro con i piedi d’argilla perché mentre buona parte della burocrazia, dell’amministrazione ed anche della scuola è in formato digitale gli italiani non lo sono, non tutti sono in condizione di accedere ad internet.

La fotografia dell’Istat parla chiaro: il 40% delle famiglie italiane non ha accesso ad internet da casa, tra il nord e il sud del paese c’è una forbice di quasi 10 punti percentuali e il divario tra le famiglie in cui il capofamiglia è un operaio e quelle in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista risulta di circa 19 punti percentuali.

Questi sono problemi risolvibili abbastanza facilmente, si tratta d’investire, costruire infrastrutture, ridurre il costo della banda larga o ampliare i progetti delle “smart cities”. Il vero problema è l’uso che gli italiani fanno d’internet perché mentre la comunicazione tramite mail, chat e social network è una pratica con cui non si hanno più difficoltà e il 58% consulta siti d’informazione, e qui si dovrebbe aprire una grossa parentesi sugli italiani che credono alle numerose bufale che circolano su internet, solo il 20% esprime sul web la propria idea su un tema sociale e politico e la metà partecipa a consultazioni, sondaggi e votazioni a carattere socio-politico.

Alla fine di quel popolo del web dei 38 milioni di utenti solo il 10% partecipa alla democrazia digitale. Per questo sono del parere che finché dai banchi di scuola fino ai banconi dei bar non ci sarà quel senso di misura e quelle capacità critiche per saper utilizzare al meglio e bene le tecnologie d’informazione e comunicazione la democrazia del web semplicemente non funziona.

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Di Matteo Ernesto Oi

Nato a Sora il 6 agosto del 94, ha frequentato il Liceo Sulpicio di Veroli e il Liceo F.lli Maccari di Frosinone, dove si è diplomato nel 2014. Durante gli anni di scuola ha ricoperto numerosi e differenti incarichi di rappresentanza degli studenti entrando anche a far parte della Rete degli Studenti Medi di Frosinone della quale, nel Marzo 2012, è diventato Segretario Provinciale e si occupa di Salute e Sport come delegato nazionale e del comitato promotore della Rete degli Studenti Medi del Lazio. Attualmente milita in diverse organizzazioni politiche come l'ANPI, il Movimento Federalista Europeo ed è volontario nella Protezione Civile di Frosinone e dell'Auser del Frusinate di cui è componente del direttivo provinciale.

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