Un'assemblea d'insegnanti

Un'assemblea d'insegnantidi Antonella Necci – Arrivo e già fuori dell’aula magna si sente il rappresentante territoriale Cisl che ripete la frase più frequentemente udita nei Media” ma la scuola di cosa si lamenta?”. A lui, come a tutti noi, più che un rimprovero da parte di chi non vive su questo pianeta-scuola, sembra un grido di dolore che, a tanti professionisti sottovalutati e mal pagati, suona beffardo nell’indifferenza che da esso si irradia.
Più volte considerata parcheggio ad ore per i propri figli, mai vista come un mezzo di convivenza civile e di crescita sociale, la Buona Scuola proposta da Renzi é un abile lavoro di marketing, da cui sono state astutamente estrapolate leggi e norme che la dovrebbero semplificare, snellendo i procedimenti burocratici ed esaltando il rapporto umano e professionale che ne dovrebbe essere cardine fondamentale.
Al contrario, la burocrazia diventa sempre più soffocante, e il suo svolgimento porta via ore preziose alla nostra vita privata, non restituendo in cambio alcuna soddisfazione umana.
L’assemblea territoriale a sindacati congiunti, cioè Snals, Gilda, Cisl e Cgil, alla quale ho preso parte venerdì mattina, doveva servire a fornire un know-how di autodifesa per i docenti e a gettare le basi per una lotta per la sopravvivenza delle competenze tanto dolorosamente conquistate sia dai docenti che dal personale ATA.
Di fatto é stato il solito parlare a vuoto per tre ore, con una moderatrice che pedantemente segnava il tempo di ogni intervento e con la fastidiosa esortazione a compilare il questionario presente sul sito della Buona Scuola e ad aggiungere, ove possibile, quattro punti cardinali: Rinnovaci il contratto, Riconosci gli scatti di anzianità, Prendi in considerazione anche la scuola per l’infanzia, Prendi in considerazione anche il personale ATA.
Un po’ poco per far sentire all’unisono le voci di protesta. Molto poco per me che, tra tanti, ero l’unica ad aver compilato per intero il questionario e a sapere che ciò che ci veniva propinato non aveva molto senso. Le inesattezze enunciate dalle RSU mi facevano capire che anche loro non avevano messo mano al questionario e poco avevano letto dei 12 punti, riassunti in un Bignami ad hoc, fatto per far riconoscere le apparenti buone intenzioni di chi vuole distruggere quanto di democratico resta ancora all’interno della scuola.
Allora ho pensato che se un lavoratore non si riconosce in un sindacato, vuol dire che quel sindacato non fa nulla per avvicinarsi al lavoratore.
Quello che un tempo sembrava una grande conquista e una delle massime espressioni di evoluzione sociale insieme al diritto al voto per tutta la popolazione, a distanza di poco più di cento anni dovrebbe essere annullato in nome della rottamazione e del progresso.
Se questo é un passo avanti, significa che qualcosa, a livello di comunicazione tra le classi sociali, non funziona, o siamo talmente distratti da permettere ai predatori di diritti umani di derubarci della nostra dignità sociale.
La Buona Scuola deve soprattutto amare se stessa, ho pensato, e guardandomi intorno tra facce che si guardavano con un misto di invidia, indifferenza, incompetenza figlia dell’opportunismo, ho pensato che anche stavolta, come in tante altre occasioni passate, chi vuole distruggere la scuola italiana avrà vita facile. Solo che stavolta le assesteranno il colpo di grazia, e ancora una volta saranno troppo pochi quelli che se ne renderanno conto.
Troppo pochi anche per far sentire il proprio dissenso in mezzo al chiacchiericcio sterile di tutte queste RSU.

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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