
riceviamo e pubblichamo COMUNICATO SINDACALE dal Coordinamento Agustawestland FIM-CISL Stabilimenti di Anagni e Frosinone.
Il Coordinamento Agusta della FIM-CISL di Frosinone, comprendente le RSU e i Membri del Direttivo degli stabilimenti di Anagni e di Frosinone, riunitosi martedì 07/10/2014, per analizzare e discutere le evoluzioni, inerenti il futuro piano industriale di FINMECCANICA, che ha trovato ampio risalto anche negli organi di stampa nazionali, ritiene doveroso promuovere un’informativa tra i lavoratori degli stabilimenti di Anagni e Frosinone, al fine di dirimere eventuali posizioni strumentali ed evitare inutili allarmismi.
L’insediamento del nuovo AD Moretti ha sicuramente aperto un tema importante, che coinvolge direttamente tutte le realtà di Finmeccanica, inerente la strategicità del gruppo nel contesto internazionale e la sua concorrenzialità rispetto ai grandi competitor europei e americani.
Di particolare interesse è l’analisi condotta e illustrata nel Cds di Finmeccanica, tenutosi il 25/09/2014, mirata da un lato a conoscere dettagliatamente le diverse realtà del Gruppo, dall’altro all’analisi delle diverse “produzioni” identificando, per ciascuna di esser, la loro massa critica, in termini produttivi e la loro competenza distintiva, al fine di analizzare la loro redditività.
Tale analisi è stata necessarie per cercare di tracciare e definire un piano industriale integrato che permetta un rilancio vero e sostenibile della Finmeccanica, la sua capacità di essere competitiva nella sostenibilità finanziaria e consenta al gruppo di affrontare le sfide che il mercato le pone innanzi.
Le principali criticità del gruppo sono essenzialmente legate:
1) All’incapacità del mercato militare e civile Italiano di sostenere programmi e progetti che garantiscono una continuità vera delle produzioni;
2) Al continuo decremento da parte dell’Italia di risorse finalizzate alle attività di ricerca e sviluppo;
3) Al reperimento di strumenti di liquidità finanziaria che ci permettano di essere competitivi rispetto ai grandi gruppi Anglo-Statunitensi e Franco-Tedeschi;
4) Alla dimensione troppo “nazionale” di alcune realtà del Gruppo che pregiudica la capacità di espansione verso asset e programmi a più alta redditività.
Partendo da tali criticità il Cds di Finmeccanica ha identificato gli Asset “strategici” che rappresentano un reale valore aggiunto, sia in termini economici che in termini di programmi, come Agustawestland, e quelli “non strategici”, come il mercato ferroviario e della logistica, giudicati a basso valore aggiunto sia in termini di sviluppo che di ritorni economici.
Sulla base di queste considerazioni ha illustrato alle OO.SS. Nazionali di FIM-FIOM-UILM una bozza di piano industriale che prevede importanti e sostanziali elementi di discontinuità, rispetto al passato, soprattutto inerenti alle ricadute organizzative che investiranno tutte le realtà del gruppo. Assisteremo o stiamo già assistendo: al trasferimento delle sedi legali a Roma, alla conversione delle 5 principali società del gruppo (AleniaAermacchi, Agustawestland, Selex, Oto Melara e Was) in Divisioni con una conseguente razionalizzazione delle strutture manageriali e societarie, anche attraverso eliminazione dei singoli Cds e con una centralizzazione delle funzioni centrali quali ad esempio il Finance, HR, Audit, Relazioni Estere, Ufficio Legale.
Queste azioni, alcune già avviate altre previste, hanno come finalità principali quello di liberare risorse e ottimizzare processi ed organizzazione.
Certamente questo sforzo non potrà trovare piena ed effettiva realizzazione negli obiettivi prefissati se anche il Governo non dirà chiaramente quale Ruolo dovrà giocare la futura Finmeccanica e con che cosa e con quali risorse è pronto a sostenere questo cambiamento.
Senza una politica industriale chiara, da parte di chi è deputato in questo paese a tracciare, rischiamo seriamente che a pagare il “prezzo” di questo inevitabile ed imprescindibile cambiamento siano ancora una volta i cittadini/lavoratori.
In questo scenario di profondo cambiamento come FIM non possiamo che tracciare quelle che a nostro avviso già rappresentano delle criticità e, come siamo da sempre abituati a fare, identificare delle proposte da condividere con la FINMECCANICA, per integrare e migliorare il Piano Industriale che verrà presentato tra fine dicembre e gennaio.
Di certo non siamo interessati a sostenere discorsi di natura campanilistica e/o di opportunità organizzative, ma di certo ci teniamo a sostenere con FORZA che l’Agustawestland ed i suoi lavoratori sono un modello industriale che ha dimostrato con i fatti funzionare ed essere in grado di affrontare le sfide del mercato nazionale ed internazionale.
Il modello delle relazioni sindacali, il modello per la valorizzazione delle professionalità esistenti, la capacità di risposta alle diverse esigenze territoriali, in termini di solidità delle unità produttive e di Off Load domestico, sono e devono rappresentare un modello da promuovere anche nella nuova Finmeccanica.
Di certo riteniamo che la FINMECCANICA debba avere delle priorità, a nostro avviso, da perseguire con forza: Il recupero delle redditività sui prodotti, un controllo ed una gestione più trasparente e trasversale delle diverse suppliers chain, una razionalizzazione dei costi indiretti e un recupero delle dispersioni di sistema, ma soprattutto deve ricercare con forza Alleanze Internazionali che ci permettano di costituire una gamma prodotti integrata e competitiva restando protagonisti nelle nostre competenze e nelle eccellenze che siamo già in grado di esprimere.
Siamo altrettanto convinti che sia ora di procedere alla reinternalizzazione di produzioni su segmenti strategici finalizzate da un lato al miglioramento degli standard qualitativi, troppe volte condizionati da variabili di “gestione” poco trasparenti, dall’altra al mantenimento del know-how interno.
Di sicuro un altro caposaldo su cui sarà indispensabile intervenire sarà quello di legare un’importante parte delle risorse recuperate nel processo di ottimizzazione agli investimenti in Ricerca e Sviluppo, unica vera opportunità ed esigenza per garantire un futuro industriale vero alla nuova Finameccanica. La FIM-CISL ritiene che tutto questo potrà avvenire solo con il coinvolgimento dei lavoratori e dei
loro rappresentanti, ma che non potrà prescindere dal ruolo che sapranno giocare tutti gli attori sociali e politici del Territorio non in una logica “campanilista” ma nella consapevolezza che al rilancio e allo sviluppo di queste aziende è legato indissolubilmente lo sviluppo industriale del nostro paese.
La FIM-CISL vigilerà sull’evoluzione di questa trasformazione, non farà sconti a nessuno e saprà rappresentare al meglio i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori, certa che le eccellenze, le competenze e le capacità che i lavoratori esprimono, saranno gli elementi distintivi tra il saper o non saper fare prodotti tecnologicamente avanzati e di alta qualità.
Il presente documento è stato approvato all’unanimità, in data odierna, dalle RSU e dai Direttivi FIM degli
stabilimenti Agusta di Anagni e Frosinone.
Frosinone, lì 09/10/2014
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