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partito-democratico bandiera350-250di Stefano Vona – Domenica 12 ottobre, in provincia di Frosinone, due Sindaci del PD si contenderanno la “nuova Provincia”, accompagnati da uno sparuto gruppo di candidati consiglieri provinciali in corsa per uno dei posti in palio nell’Ente di Piazza Gramsci. Gli amministratori locali saranno chiamati a scegliere mediante un voto ponderato che premia i Comuni più popolosi a discapito di quelli meno abitati.

E’ la nuova tipologia di ente di secondo livello a “democrazia indiretta” che, con gli opportuni accorgimenti, verrà applicata anche al futuro Senato federale (in quel caso al Senato siederanno i consiglieri regionali). Con la conseguenza che la sbandierata “spoliticizzazione” delle Province, ossia l’eliminazione di presidenti, di giunte e dei consigli eletti, con i relativi stipendi (tutto il resto, dalle sedi ai dipendenti, dai mezzi alle società, resta in piedi) viene attuata attraverso un meccanismo che ha rimesso nelle mani delle Segreterie dei Partiti e dei capibastone ogni decisione e, in nome del governo del territorio, ha favorito ammucchiate tra Centrosinistra e Centrodestra come a Frosinone.

L’alleanza con il Centrodestra anelata e ricercata da entrambi gli schieramenti del PD facenti capo a De Angelis e Scalia (con pranzi e cene presso ristoranti della Provincia e ameni posti in riva al mare pontino), ha assunto, a Frosinone, il sapore di un regolamento di conti nel Partito con l’intento di annientare l’avversario interno e sancire definitivamente una leadership per la guida del PD ciociaro (problema irrisolto a causa del mancato Congresso 2013 e l’inciucio politico del 2014 quando, senza un regolare Congresso, è stato nominato Simone Costanzo Segretario Provinciale del PD, garanti l’On. Melilli e l’On. Moscardelli).

In gioco quindi, come si può capire, non solo il “governo del territorio” ma il sottobosco di poltrone nei vari Enti e Consorzi (la Presidenza Saf – Società Ambiente Frosinone, è stata assegnata, nei giorni scorsi, a Mauro Vicano vicino all’ex Europarlamentare Francesco De Angelis). Il Presidente che vincerà sarà giudicato dai fatti ma l’esperienza del voto di “secondo livello”, ha definitivamente messo in evidenza tutte le contraddizioni e il comportamento oscurantista del Segretario Prov.le del PD Costanzo.

E’ del tutto evidente, che le modalità non ortodosse con le quali sono state condotte le discussioni interne ed esterne al Partito, né renziane né riformiste, spalancano le porte ad una nuova stagione congressuale che dovrà ridefinire mission e politiche delle alleanze del PD ciociaro. Non è immaginabile che Matteo Renzi abbia previsto che la vittoria del PD debba passare attraverso una alleanza con il Centrodestra partorita da accordi siglati nei ristoranti o attraverso candidature partorite senza dibattito e via email dopo che accordi precedenti con il Centrodestra e il PSI sono miseramente naufragati.

pubblicato anche su L’Inchiesta dell’11 ottobre 2014

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