aulaSenato 350di Gianmarco Capogna* – La scorsa notte è arrivata la fiducia al Jobs Act o meglio alla legge di delega con cui il Parlamento, in questo caso il Senato, autorizza, secondo obiettivi e modalità prescritte nella delega stessa, il Governo a produrre un disegno di legge che riformi il mercato del lavoro. Una fiducia forzata non posta su una legge o su un intervento del governo ma preventivamente su una delega che di fatto una legge non è.

Chi pensava che la fiducia non sarebbe arrivata fantasticava senza tener conto della realtà. Chi invece pensava che tutti nel PD avrebbero votato favorevole a testimonianza di una cancellazione di fatto della libertà di voto e di mandato, come previsto dall’articolo 67 della Costituzione repubblicana, hanno avuto un’amara sorpresa. I senatori Ricchiuti, Mineo e Casson non hanno partecipato al voto dando seguito al dissenso già ampiamente dimostrato sia nel confronto pubblico che parlamentare.

Walter Tocci invece ha annunciato il voto alla fiducia e le conseguenti dimissioni non dal gruppo PD ma dal ruolo di Senatore della Repubblica. Un gesto coraggioso che merita il rispetto e la vicinanza di tutti e che sottolinea la profondità umana e politica di un uomo che per rispetto verso le istituzioni, compreso il suo partito, vota la fiducia e si dimette per rispetto delle proprie posizioni personali che lo hanno portato ad essere profondamente in contrasto con la linea del partito e del governo. “Non siamo stati eletti per togliere diritti” aveva dichiarato nel corso del dibattito al Senato, in un discorso duro ma di alto spessore politico.

Tocci ieri ha regalato una grande lezione, dimostrando che esiste ancora una politica fatta di coerenza, umanità e dignità. Una politica che porta anche a scelte difficili e sofferte come quelle di lasciare il seggio al Senato, dimostrando come rivestire quel ruolo non fosse una questione di attaccamento alla poltrona ma di passione e di voglia di mettere a disposizione le proprie competenze per migliorare il nostro Paese. Come membro dell’area vicina a Walter, e ai Senatori che hanno scelto di non partecipare al voto, non posso che esprimere a nome di tutti solidarietà e vicinanza ad un uomo che, anche nell’incontro ad Anagni di pochi giorni fa, ha dimostrato che si può far politica con dignità e, come qualcuno ci ha insegnato, senza perdere la tenerezza. Non una tenerezza dettata dall’inesperienza, ma dalla passione e dal coraggio. Ieri Walter Tocci ha ricordato il valore della coerenza e del coraggio, doti che nella politica contemporanea abbiamo difficoltà a rintracciare ma che invece siamo convinti risiedano nell’impegno e nella militanza che tanti dentro e fuori il PD dimostrano nella quotidianità.

*membro area Civati Frosinone

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Di Gianmarco Capogna

Classe 1989, sono specializzato in Politiche europee della non discriminazione. Sono Responsabile Diritti, Non Discriminazioni e Uguaglianza per i Giovani Democratici di Frosinone. Convintamente progressista e di sinistra, sicuramente civatiano.

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