bassetta 350-250di Redazione – Come dare voce ad un caso di discontinuità senza rinunciare al senso critico? Il caso di discontinuità è rappresentato dalla figura del sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, che al di là delle appartenenze di partito è senza dubbia una rottura netta e benefica rispetto al centrodestra ispirato da Franco Fiorito e dal pantano in cui ha lasciato la città dei Papi anche difronte agli occhi dell’Italia.
Un’intervista domanda e risposta non era sufficiente. Valerio Ascenzi, Ermisio Mazzocchi, Antonella Necci ed il Direttore, incaricati di questa decisione dalla redazione di unoetre.it, hanno scelto la formula della conversazione in cui da più prospettive si potesse conoscere l’impegno del sindaco Bassetta per affrontare un compito così difficile. Abbiamo aspettato la sua disponibilità e con lui abbiamo trascorso quello che si può definire “un pomeriggio con il sindaco di Anagni”.
Una conversazione informale dalla quale trarre interessanti spunti per cercare di comprendere quali siano gli obiettivi della sua amministrazione. Una insolita iniziativa giornalistica, i cui contenuti ve li riproporremo più in dettaglio successivamente.
Bassetta qualche tempo fa aveva definito Anagni come inesistente agli occhi dell’Europa. Nella conversazione di giovedì 2 ottobre scorso ha sottolineato che la cittadina ciociara è in effetti sconosciuta all’Ue per una serie di aspetti. Il principale è il fatto che non abbia mai attinto a fondi europei. “Sono una opportunità alla quale non si deve rinunciare, considerato anche il periodo in cui versano le casse comunali. Un eventuale sviluppo della città non può prescindere dall’acquisizione dei fondi europei”.
L’impressione che si ha nel parlare con Bassetta è quella di avere dinanzi una persona molto consapevole dell’impegno gravoso che lo aspetta e che lo vuole affrontare con le idee chiare. Vuole migliorare la città. Vuole governare il comune cercando il dialogo anche con chi ha opinioni e giudizi diversi dai suoi come è avvenuto, ad esempio per la pedonalizzazione – se pur parziale – del centro storico.
Anagni è una città d’arte, che negli ultimi anni non è riuscita a crescere. Il punto ora è come rimediare a tredici anni di immobilismo: attraverso qualsia via istituzionalmente percorribile che possa portare ad attingere fondi per lo sviluppo.
L’impegno al dialogo con la cittadinanza, con le associazioni è sostenuto dalla convinzione che quella sia la strada per attingere qualche buona idea. Stando attento a non chiudere gli occhi su alcune associazioni che a suo parere sono nate per cercare di dare la visibilità a chi le ha fondate. Nella stagione buia del centrodestra, noi non dimentichiamo, alcune associazioni sono state l’unica presenza di partecipazione e di libertà di pensiero. La lotta per la difesa dell’ospedale ne è una dimostrazione.
Il lavoro prima di tutto anche per Anagni. Il primo cittadino ne è convinto. In controtendenza a ciò che è stato fatto negli ultimi anni, si lavora alla conservazione, e ad un ulteriore, sviluppo del settore chimico farmaceutico dell’area di Anagni. Qualche giorno fa per questo sono stati riuniti intorno ad un tavolo, insieme ad alcuni docenti universitari di Tor Vergata, i direttori della aziende del polo chimico-farmaceutico di Anagni.
L’obiettivo non è chiedere posti di lavoro, ma verificare la possibilità di creare nuovi settori e scuole di alta formazione per i tecnici di questo settore.
Uno degli ambiti nei quali Bassetta prevede un intervento deciso è quello della qualità della vita. Qui siamo in piena Valle del Sacco. Il sindaco di Anagni pensa ad un Ufficio Ambiente in tutti i comuni limitrofi, che potranno condividere una figura tecnica – una sorta di funzionario ambientale con competenze tecnico-scientifiche adeguate – facendolo lavorare alcune ore su un comune, alcune altre su un altro comune. Questa figura dovrebbe operare insieme alle strutture preesistenti per la tutela dell’ambiente: l’Arpa, la Tutela ambiente del Carabinieri (ex Noe), il Corpo Forestale e la Guardi di Finanza.
Senza piaggeria, ma con serio interesse seguiremo questo lavoro dell’amministrazione anagnina.
7 ottobre 2014

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