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partito-democratico bandiera350-250di Osvaldo Sanguigni – Il quasi annullamento del Partito Democratico stà avvenendo nel nome dell’innovazione e della modernità. Modernità sarebbe la trasformazione di questo partito, nato qualche anno fa, in partito di elettori e non di iscritti. Renzi: a me importano i voti e non gli iscritti; molte tessere e pochi voti come era prima non mi interessano. Laddove attribuisce alla formula di partito e non alla politica innanzi tutto il ruolo di traino dei voti.

Egli, però, non ha inventato niente di nuovo. Negli anni ottanta se non erro ci fu il tentativo di creare una Democrazia Cristiana nella quale avessero pari dignità iscritti e elettori.

Fa passare per modernità un’idea vecchia, con la quale si scontrò già ai suoi albori il movimento dei lavoratori. I sostenitori di quest’idea furono sconfitti dalla storia e si ebbe così la nascita del partito di iscritti e militanti di orientamento comunista, socialdemocratico e socialista, al quale guardarono anche altre correnti politiche, partito strumento di organizzazione e partecipazione, di formazione e selezione della classe dirigente, di mobilitazione degli iscritti, di critica alla società e alle sue storture, elaboratore di politiche di radicale cambiamento dell’economia, della politica, dello stato. Un partito comunità i cui iscritti fossero legati oltre che da comuni ideali da profondi legami di solidarietà e in grado di prefigurare il futuro della stessa società.

Ora Renzi e company ritengono di poter fare a meno di un simile partito, del quale tuttavia il PD è appena l’ombra, poiché basta il “capo”, dietro al quale si schierano a sua chiamata le varie truppe tra loro isolate e in lotta, i vari comitati d’affari che si formano attorno a “capetti” uniti dalla fedeltà incondizionata al “capo” e, soprattutto, dagli interessi individuali e di gruppo. In un partito di questo tipo spetta al “capo” formulare e eventualmente accettare idee e proposte.

Siamo così lontani anni luce dal partito intellettuale collettivo di Gramsci. Si prefigura una sorte di mucillagine politica informe, vischiosa e indigesta a chi considera il partito politico come uno strumento democratico, non solo di nome. E’ forse qui, insieme ad altri fattori, la causa del mancato rinnovo della tessera fino ad oggi da parte di circa 400.000 membri del PD.

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