– «In tempi di profonda disaffezione dalla politica, assistiamo nella nostra provincia ad un dibattito poco edificante e subalterno a logiche troppo distanti dall’interesse collettivo.
La rappresentazione dello scenario politico in occasione di rinnovo del Presidente e del consiglio provinciale frusinate, vede praticamente tutte le forze in ballo protagoniste di un vizioso gioco di schieramenti e contrapposizioni, restituendo un’immagine opaca degli stessi partiti e di chi, più o meno forzatamente, ne orienta le scelte. La risultante di questo gioco, oltre ad essere profondamente divisiva, trascina lo stesso corpo dei partiti in profondi dissidi, sulla scia del sostegno cieco al proprio “mentore” di riferimento.»
«Nulla da eccepire al serrato confronto o all’aspro contrasto, ma in questa partita provinciale non se ne scorge altra motivazione se non lo strategico posizionamento di pedine fondamentali a futuri sviluppi e prossimi assetti. Poco si è aggiunto alla discussione in termini propositivi e progettuali, e questa dura contrapposizione lascia ancor più perplessi a fronte del nuovo profilo “sgonfiato” con cui la legge Delrio ridisegna le istituzioni provinciali. Se guardiamo in casa, la federazione frusinate PD fatica a traghettare a livello locale un rinnovamento che in ambito nazionale, pur con difficoltà e non senza scetticismo, sta segnando il passo di un nuovo corso. Il difficile dialogo tra le diverse aree che compongono questo partito, e le dissonanti posizioni su temi centrali, si traducono in provincia in lotte senza quartiere tra componenti che lasciano poco respiro e poche energie al sano agire politico. Troppo spesso il buon lavoro di qualche amministratore, non trova sufficiente spazio tra gli onori della cronaca.»
«Complice forse un poco incisivo ed accomodante intervento degli organismi superiori del partito, si è lasciato che in provincia di Frosinone si acuisse una guerra interna, combattuta nel nome dell’appartenenza e della fedeltà alla propria corrente. Semplicistico oggi addossare le colpe soltanto al fallimento di un accordo congressuale, criticato da molti ma al tempo ostacolato da pochi, nato dalla mera spartizione degli organismi dirigenti, che al primo ostacolo ha mostrato tutti i propri limiti. L’assenza di progettualità, intese su obiettivi e reali proposte politiche, ha svelato la debolezza di un patto fragile, in un partito che per responsabilità e dovere, oggi non è chiamato, bensì obbligato a cambiare registro.»
«Per la federazione del partito di Frosinone, in cui il tesseramento 2013 è stato definito nullo e 38 congressi di circolo dichiarati da ripetere, cominciano a farsi largo voci e richieste di apertura di una nuova fase congressuale. In qualche concitata direzione delle scorse settimane sia l’attuale segretario provinciale Costanzo che il presidente del partito Battisti si sono detti disponibili a ragionare su una sostanziale apertura del partito, che tradotta significherebbe primarie aperte anche ai non iscritti per la composizione della nova leadership provinciale del PD. Altre sensibilità interne al partito chiedono già da tempo procedure che aiuterebbero senz’altro a liberarsi dalla soffocante morsa delle cordate basate sulle tessere.»
«Ma la sfida risulta più complessa. Non basta allargare la platea degli elettori per le primarie. Bisogna costruire qualcosa di diverso, che non si definisca però come l’ennesima componente, ma che sappia interpretare al meglio queste aperture, sfruttando le competenze presenti sul territorio, e soprattutto capace di costruire e condividere progettualità politica al fine di affrontare le infinite problematiche di una provincia abbandonata. Le primarie come strumento di massima partecipazione, utili anche a saggiare gli umori dell’opinione pubblica, non possono essere lette soltanto come semplice cura di tutti i mali. Se non accompagnate dalla costruzione di un solido progetto politico, rischiano di deludere e non risolvere il problema delle maggioranze d’occasione e dei flebili accordi a corrente alternata.»
«Oggi Ceccano, con il Comune commissariato e con una lunga campagna elettorale davanti, è l’esempio di come correntismo ed opportunismo politico contribuiscano a svilire un dibattito pubblico che fatica a mettere sul piatto i problemi, ma non si risparmia nel proporre candidati. La nostra realtà è stata per anni, e per qualche sua componente ancora lo è, una vera protagonista di questo perverso gioco di ruoli e valzer di posizionamento. Si sventolano primarie, si stringono fugaci alleanze celebrando inconsueti congressi, e si riaffacciano vecchie conoscenze che tanto hanno dato e tanto hanno tolto, in termini di vivibilità, a questo paese. Candidature e discese in campo che nulla hanno di edificato ed edificante alle spalle, per la guida di coalizioni costruite sulla sabbia.»
«Non si ravvede una discussione sul “cosa”, tantomeno sul “come”, presi come sono sul “chi?”. La favola degli uomini per tutte le stagioni ha fatto il suo tempo, è una narrazione stanca di quello che questo paese è stato, è ora di trovare il coraggio di scrivere qualcosa di diverso.»
«Il Forum Democratico ritiene necessario ed indispensabile, per il bene di questo paese e di chi lo vive, invertire questo processo.
Aprire da subito un’ampia discussione cittadina su priorità ed urgenze, ed aggregare attorno a questo percorso delle forze in grado di esprimere competenza e rinnovamento, progettualità e concretezza. Crediamo seriamente che a Ceccano un ciclo ventennale sia arrivato a conclusione. La scommessa, come detto, è essere in grado di aprirne uno nuovo, riuscendo a differenziarsi nei metodi e nelle prassi, e possibilmente anche nei risultati. Esistono alcune concrete realtà nel nostro paese, espressioni di professionalità, associazionismo, produttività. Bisogna lavorare per portarle alla luce e fargli raccogliere la sfida. L’obiettivo è renderle organiche, farle coesistere e collaborare in un progetto che possa dare nuovo respiro all’amministrazione del paese. Un progetto collettivo che sappia finalmente superare l’idolatrìa dei pacchetti di voti a discapito delle competenze, trovando un giusto equilibrio tra rappresentanza e professionalità.»
«Queste sono le aperture che riteniamo utili e necessarie per Ceccano.»
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Forum Democratico – Ceccano
27-09-2014