valle del sacco 350

valle del sacco 350di Valerio Ascenzi – Presentato lo statuto del Coordinamento dei sindaci della Valle del Sacco in materia ambientale nella serata di martedì 23 settembre a Valmontone, presso Palazzo Doria Pamphilj. Il coordinamento sarà un tavolo istituzionale per la difesa del territorio. Non è mancata qualche polemica, proveniente dalle associazioni. Pare esistesse già una iniziativa, una sorta di tavolo dei sindaci dell’alta Valle del Sacco, nata dal Laboratorio Comune Alta Valle del Sacco, che negli ultimi anni ha portato avanti anni un discorso propositivo e progettuale con la Regione Lazio.

Erano presenti al tavolo il vicensindaco del Comune di Valmontone, Eleonora Mattia, il capogruppo di maggioranza del Comune di Valmontone, Giulio Pizzuti, il sindaco di Olevano Romano Marco Mampieri, il sindaco di Paliano Domenico Alfieri e il sindaco di Anagni Fausto Bassetta. Proprio quest’ultimo ha illustrato i punti salienti della bozza dello statuto, invitando i presenti (anche i rappresentanti del mondo delle associazioni) a intervenire e a suggerire modifiche.
Alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo, sono intervenuti per sottolineare la necessità di un tavolo unico in grado di mettere insieme istituzioni e associazioni. La polemica è stata subito smorzata da Bassetta e Pizzuti.
Abbiamo appreso, almeno dalle dichiarazioni degli esponenti delle associazioni, che la preoccupazione principale fosse quella di riconoscere un ruolo e “pari dignità” anche ai Comuni non presenti, che facevano parte di un altro tavolo, quello promosso dal Laboratorio Comune Alta Valle del Sacco. Sempre dalle dichiarazioni di alcuni esponenti dell’associazionismo locale, si evinceva preoccupazione circa l’atteggiamento di questo tavolo riguardo il territorio, le peculiarità e le particolarità del territorio che maggiormente vengono influenzate da cattive condizioni ambientali.
Non tutti gli amministratori presenti, hanno dimostrato di comprendere le intenzioni degli intervenuti. confstampa sindaci vallesacco 350-260Conferenza stampa sindaci Valle del Sacco – Bassetta illustra linee dello StatutoBassetta e Mampieri sembrano aver compreso maggiormente le esigenze di chi sul territorio non solo ha lavorato per l’ambiente, ma tiene all’economia enogastronomica dell’area a cavallo tra le province di Roma e Frosinone.
Bassetta ha sottolineato l’importanza di un tavolo in cui più Comuni si mettono insieme per risolvere i problemi ambientali di quest’area. Ha anche lanciato la proposta dell’apertura di un ufficio ambiente condiviso tra comuni, dove, ipoteticamente, un funzionario può lavorare ad esempio dieci ore per un comune, altre dieci per un comune limitrofo, così da avere una visione complessiva dell’area della Valle del Sacco.
Un tavolo del genere secondo gli amministratori da forza al territorio e non lo indebolisce. Inoltre, da quel che sembra essere già scritto nella bozza dello statuto, la collaborazione con le associazioni è contemplata.
A nostro avviso qualcuno poteva mostrare maggiore diplomazia e savoir faire nei confronti delle associazioni. Un amministratore che si rispetti, anche dopo aver ascoltato cinquecento persone, deve avere la capacità di ascoltare chiunque, anche se sta dicendo idiozie, per poi avere un’altra capacità: quella di filtrare le baggianate e far passare solo quanto di buono appreso. Rivendicare di essere “stati eletti democraticamente”, ad esempio da parte del vicesindaco di Valmontone, non c’entrava nulla, con l’iniziativa e con l’argomento, soprattutto se voleva essere questo un argomento per zittire le associazioni presenti. Anche perché i presenti hanno capito solo in corso d’opera che si trattava solo della presentazione di una bozza dello statuto. L’atteggiamento del sindaco di Paliano, Alfieri, che ad un intervento in cui si rivendicava l’esistenza di un tavolo precedente con altri Comuni, martedì non presenti, rispondeva: “Neanche io ero all’altro tavolo precedente”, non ci è sembrato affatto propositivo.
Fortunatamente la discussione ha preso una piega diversa, grazie agli interventi di Bassetta e Mampieri (bisogna riconoscerlo), così è venuto fuori che il mondo dell’associazionismo non resterà fuori da questo tavolo. Del resto, in questi anni in cui la politica sia di destra che di sinistra erano latitanti nei confronti di tematiche come quella ambientale, che riguardano da vicino la Valle del Sacco, la popolazione e l’opinione pubblica hanno partorito associazioni i cui esponenti e militanti, hanno acquisito molte esperienze e informazioni, che non possono di certo andare perdute. Un amministratore serio non può fare finta di nulla, di fronte ad associazioni che si battono e che fanno costituire parte civile un comune intero.
Lo statuto prevede lo scambio di informazioni a livello ambientale tra Comuni. In questo modo, sia sulle condizioni dell’ambiente sia a livello normativo, i Comuni possono essere tutti aggiornati. La costituzione di quello che una sorta di consorzio per l’ambiente favorirà anche l’accesso ai fondi europei per la salvaguardia del territorio in ambito ecologico.
Non sono mancati interventi propositivi a sostegno del documento. Ad esempio da parte di Anna Natalia, di Anagni Viva. Ma anche da parte di Legambiente Monti Lepini – che guardando positivamente l’iniziativa – ha chiesto di aggiungere nello statuto il controllo delle aziende e delle loro produzioni e l’istituzione di un registro dei tumori in provincia di Frosinone e nell’area Sud di Roma. Il monitoraggio, secondo Legambiente Lepini, è necessario per comprendere cosa accade nelle aziende del territorio, altrimenti nessuno sa e saprà mai cosa è accaduto qualche anno fa alla Marangoni di Anagni, o nell’incendio sviluppatosi nell’impianto di Castellaccio. L’esempio della Marangonni poi, rasenta l’assurdo: non si possono consumare ortaggi coltivati in quell’area, ma il motivo per cui non si possono consumare non si può sapere. La popolazione, ha il diritto di essere informata.
È intervenuto anche l’assessore all’ambiente del Comune di Ferentino, Franco Martini, il quale ha sottolineato l’importanza di estendere il tavolo anche ad altri Comuni. Nella sua proposta anche quelli dell’area lepina in provincia di Frosinone.
A nostro avviso questo tavolo è un’ottima iniziativa e non ha di certo l’area di un poltronificio o di una vetrina, o cassa di risonanza, per questo o quel politico. Attendiamo i prossimi passi del coordinameto.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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