Ah credici, direbbe l’Insognata, siamo arrivati a Chatillon….ovviamente stiamo parlando del viaggio in bici di Stefano…..
Ogni mattina, ogni sera passo a casa sua, quella virtuale, la bacheca di Facebook per sapere come procede questa singolare manifestazione per accendere i riflettori sulla generazione di mezzo, quella dei cinquantenni, che nel mezzo (mica tanto) del cammin si ritrovò in una selva oscura, perché l’ Italia aveva smarrito la retta via……scaraventando molti cinquantenni nella precarietà.
A te lettore, nel raccontare questo viaggio dell’ “Ulisse Moderno’‘ affido un compito, quello di divulgare, di far conoscere questa protesta. Dobbiamo fare in modo che la stampa nazionale si accorga di questo viaggio. C’è un sistema e lo conoscete benissimo, la condivisione sulle vostre bacheche (Facebook, ma anche altri socialnetwork).
Ricapitoliamo ci siamo smarriti a Pizzighettone, poi siamo arrivati a Vercelli, scoprendo che le indicazioni delle piste ciclabili non sono così chiare e la soluzione del chiedere informazioni è un’arma a doppio taglio, a volte i gerghi, i dialetti prendono strane forme, generando confusioni, facendo scattare un campanello d’allarme – se non ci capiamo in Italia, parlando tra italiani, cosa succederà oltralpe, dal momento che Stefano non ”mastica” le lingue straniere?? Dicono che all’ estero sono ben segnate (le strade e le destinazioni ndr), chissà se sarà un’ altra leggenda metropolitana??
Da segnalare, ad Aosta abbiamo incontrato la famosa montagna, pensavamo di essere Zagor, l’eroe preferito di Stefano….invece cuore in gola e lingua di fuori registriamo la sconfitta, scendiamo dalla bici….trascinandola. Il plurale in questo diario di viaggio è un obbligo morale. Virtualmente sto viaggiando con lui in una posizione comoda, un mio sogno sta nel suo zaino. Mi sento come Pollicino che viaggia appoggiato nella mano di un Gigante, in fondo è la realtà. Stefano per me è un gigante, che sta affrontando un viaggio importante per svegliare i dormienti. Oggi corro in libreria per comprare “Vie dei canti”, un libro che narra un viaggio in Australia, ho scoperto che nella casa viaggiante di Stefano – nello zaino – c’è questo libro.
Mettiamola così, la condivisione della lettura dello stesso libro rappresenta un modo per sentirmi ancora più vicina a lui…….Abbiamo un budget proletario, così scegliamo pensioni dove si paga poco, a volte l’igiene lascia a desiderare,…..brrrrrrrrrr, speriamo di non incontrare scarafaggi, altrimenti urlo e sveglio Stefano. Una volta in viaggio con gli studenti siamo finiti in un albergo con gli scarafaggi, era tutto un urlare prof e studentesse, per fortuna avevamo il nostro Batman, il prof Antonucci, ma questa è un’ altra storia.
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