Quieto vivere

Quieto viveredi Ignazio Mazzoli – Sfogliando i giornali di carta e non, in questo agosto per nulla vacanziero, tra una notizia e l’altra, quasi in secondo piano, leggi che «l’Italia Alimentari Spa di Paliano, in provincia di Frosinone, ha deciso di cessare le attività … dal giorno alla notte, mettendo in mobilità i dipendenti, chiudendo i cancelli, prelevando le merci, e smontando i macchinari per trasferirli in altri siti produttivi, tutto questo approfittando del periodo di ferie tra il 18 e il 19 agosto.» (di Graziano Fornaciari da primapaginadiyvs.it)

«Più di 100 morti in una sola giornata a Gaza. Oltre 2000 in totale fra cui molte centinaia di bambini: si passa di strage in strage, non si riesce più a seguirle tutte. Oltre quattro settimane che vediamo tutto questo e non bisogna illudersi. L’accordo di tregua è solo un miraggio. Il gabinetto di sicurezza israeliano si è chiuso con la decisione di lasciare ancora carta bianca alle forze armate. … Il mondo resta alle frasi di circostanza che non cambiano nulla.
Messaggi di morte, distruzione. Nessuna possibilità di riconciliazione. …Nessuna parola di pace e di speranza. Lo stesso pontefice non osa dire le parole giuste. Parla di una Terza Guerra Mondiale in atto, dice che bisogna “fermare” tutto questo, ma poi non specifica come, con quali mezzi, quali parole, quali “messaggi”.» (di Antonella Necci da unoetre.it)

Andrea Maurelli, operaio dell’Ast di Terni in sciopero della fame dal 25 luglio scorso per chiedere attenzione, anche da parte del premier Matteo Renzi, nei confronti della vertenza dell’acciaieria, della famigerata ThyssenKrupp che ha chiuso i risultati trimestrali con un utile operativo quasi triplicato a ben 398 milioni (diciamo circa 800 miliardi delle vecchielire, in un trimestre). Maurelli ha ricominciato a mangiare qualcosa perchè sta molto male. (http://corrieredellumbria.corr.it/)

Tre fatti diversi tra loro tutti egualmente gravissimi. Papa Francesco parla di terza guerra mondiale non dichiarata e frammentata. L’impressione mettendo insieme episodi così diversi è che la situazione sia già terribilmente drammatica in una dimensione molto più ampia di quella delineata dalla definizione di guerra mondiale. C’è un potere prepotente alle spalle di queste tragedie che conduce la sua lotta contro tutta l’umanità riducendone diritti e mezzi di sopravvivenza.
Dice Zagrbelsky: «il disegno è la sostituzione della politica con la tecnica dell’economia finanziarizzata. Un cambiamento epocale, che dovrebbe sollecitare un dibattito sui principi fondamentali della democrazia e una presa di posizione da parte di ciascuno, soprattutto di chi sarebbe preposto istituzionalmente a farlo. Invece niente. …Si tratta di trasformazioni generali che piegano le volontà dei singoli, volenti o nolenti, consapevoli o inconsapevoli. … C’è una metamorfosi di sistema, nella quale si collocano tante specifiche vicende, ciascuna dotata anche di ragioni sue proprie.» (di Marco Travagli da ilfattoquotidiano.it)
Qual’è la risposta? C’è come un’atmosfera trasecolata che spinge all’inerzia e all’assuefazione. E’ come se fosse passata la parola d’ordine del quieto vivere. E questo lo chiamano “quieto vivere”? Oggi, in queste condizioni è il demone del sonno della coscienza.

“Quieto vivere” – quasi una antinomia fra la vita e la quiete. Per fortuna la quiete è spesso relativa come il fiume che si allarga e scorre quietamente, oppure un tale che si è seduto, e sta quietamente ad ascoltare qualcosa; o ancora chi dice vorrei vivere un po’ più quietamente, in pace, senza tanta agitazione, con meno preoccupazioni. Realisticamente il più delle volte si finge per il quieto vivere….. e altri aggiungono, però prima o poi nel vaso non ci stà più acqua e quindi traboccherà…. ed è anche bene ricordare che prima o poi arriva il conto da pagare!
Quieto è anche chi non è più in moto, che ha smesso di muoversi. Così i appare l’Italia oggi, un paese inerte. Che non si sa cosa aspetti.

Mai cedere a un prepotente per il “quieto vivere”. Chissà quante volte avete sentito pronunciare questa frase, l’ho fatto per “quieto vivere”, da una persona che desiderava restare in buoni rapporti con tutti. Questo cedimento è stato solo l’inizio di altre richieste, di altre prepotenze, di altre prevaricazioni. La maggior parte delle persone domanda ciò di cui ha bisogno. Quando l’ha ottenuto è contenta e ringrazia. Ma vi sono anche individui animati da una insaziabile brama di possedere, di controllare, di dominare. e mai si accontentano, anzi aumentano le loro richieste. Ritengono sia loro tutto dovuto. Nnon hanno il senso del limite. Vogliono dominare gli altri. Che cosa vogliono veramente? Vogliono possedere gli altri fino all’ultima fibra, tenerli nelle loro mani, avere il potere di utilizzarli anche a costo di farli soffrire.
Nella vita quotidiana si travestono da agnelli, si nascondono dietro la menzogna e l’ipocrisia e amano far ridere. Bisogna invece osservare attentamente gli effetti delle loro decisioni e delle loro azioni. Se qualcuno cerca di affermare la propria autonomia tentano di distruggerlo. Guai a cedere alle richieste del prepotente “per quieto vivere”. L’altrui acquiescenza gli da più forza. Occorre fermare solo con un no deciso, categorico, che faccia capire che non c’è niente da fare e non ci sarà niente da fare nemmeno nel futuro. E quando non c’è un’autorità che ferma questa sopraffazione, occorre che gli oppressi trovino il coraggio di ribellarsi, di coalizzarsi per sfidarlo e vincerlo in una battaglia sindacale, legale, o politica, che gli tolga ogni speranza. La risposta è reagire, sempre e comunque nella solidarietà dei propri simili, proporzionalmente alla durezza dell’attacco.

Il demone dell’odierno “quieto vivere” minaccia le moltitudini, ma anche la nostra vita individuale più riservata, ci rende incapaci di difendere anche ciò che di più personale abbiamo, gli affetti e le aspirazioni. Ognuno respinga questo demone dalla propria coscienza. Verranno tempi migliori per davvero in cui avere una sincera tranquillità.

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