Decaro sindaco di Bari

Decaro sindaco di Baridi Antonella Necci – Qualcuno dei lettori ricorderà un articolo che scrissi alla vigilia delle elezioni amministrative e che fu pubblicato sul nostro quotidiano online il 24 Maggio 2014 (http://www.unoetre.it/politica-e-economia/elezioni/item/479-per-votare-sorridendo.html).
Parlammo in quella occasione della probabile elezione a sindaco di Antonio Decaro, il quale in piena campagna elettorale, si produsse in uno spot con la Ministra Maria Elena Boschi che diede adito a commenti salaci. In quella occasione suggerii anch’io la possibilità di spot analoghi anche per le amministrative del comune di Anagni.
A distanza di circa due mesi, Decaro è, ovviamente, stato eletto a sindaco di Bari, e già lamenta i primi problemi da risolvere con metodi pragmatici, chiedendo anche il sostegno politico al Governatore di Puglia, Nichi Vendola.
La proposta che il sindaco Decaro ha lanciato per la città di Bari, l’aveva anche proposta quando era parlamentare del PD: il reddito di cittadinanza.” L’idea è quella di consentire alle famiglie più in difficoltà di poter avere un lavoro e un reddito minimo per un anno. Assieme alla Lega delle cooperative vogliamo lanciare delle coop sociali: ad esempio per la gestione dei servizi turistici nel centro storico o nella gestione delle spiagge. Per un anno avranno 400 euro al mese e speriamo possano apprendere una professionalità che consenta loro di essere assunti. In più stiamo firmando un protocollo con l’Ance (Associazione naz.le dei costruttori edili) per far lavorare queste persone nei cantieri. Insomma, le sto tentando tutte.”
Bella l’idea, che speriamo non sarà a sua totale esclusiva, e bello l’impegno a voler dare un po’ di respiro e un anelito di speranza al futuro di tante famiglie che vivono ben al di sotto della soglia di povertà.
Nell’intervista il giornalista, Massimo Franchi, chiede a Decaro dove ha trovato i soldi per finanziare il progetto. La risposta giunge spontanea: “In parte utilizzando i fondi straordinari che il Comune usava per il contrasto della povertà. Poi con un’alleanza con la Regione Puglia che ha avuto la nostra stessa idea. Usando fondi europei vogliamo essere il Comune che sperimenta questo strumento, per poi allargarlo alle altre città della Puglia. “
Insomma i soldi ci sarebbero, ma non si sanno gestire. Il monito di Decaro, e speriamo di tutti i neoeletti sindaci che si trovano di fronte ad insormontabili problemi che riguardano non solo la disoccupazione, la povertà, la deindustrializzazione, le opere pubbliche da costruire o mettere in sicurezza, deve essere quello di avere la libertà di disporre dei finanziamenti stanziati dalla Comunità europea, la quale, alla fine del periodo di finanziamento, li rivuole indietro, qualora non siano stati utilizzati.
Aggiunge Decaro: “A Bari abbiamo un bilancio da 450 milioni di cui il 75% vengono ormai da entrate proprie, tasse e multe. Non c’è niente da tagliare e la spesa sociale è solo di 70 milioni. Se potessi fare una sola richiesta, direi l’uscita dal patto di stabilità dei co-finanziamenti ai fondi europei. Oggi per usare 75 euro di fondi Ue devo usarne 25 miei, ma quei 25 mi fanno sforare il patto interno. E quindi non li posso usare.”
Attento dunque a risanare il debito interno e ad usare come deve i soldi della UE.
Perché non prendere ispirazione da questo sindaco, quindi? Le sue idee sembrano chiare e semplici. Nessun impedimento burocratico sembra bloccare la sua voglia di fare e di cooperare insieme a persone capaci. Durante la campagna elettorale le sue idee “innovative” sono state seguite dai più, e hanno “rallegrato” il grigiore di tante parole al vento. Chissà che anche stavolta non abbia ragione, e con il suo entusiasmo riesca a far girare i mulini a vento nel senso giusto?

13/08/2014

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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