di Ivano Alteri – Cari Politicanti,
la Vostra mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini si manifesta in così tanti modi che basta scegliere. Tra questi, però, uno dei più offensivi e insopportabili è senz’altro quello di fare le cose alla chetichella, contando sulla distrazione dei più. E così ci tocca assistere ad una forsennata riforma della Costituzione, in pieno agosto, non senza evidenti forzature parlamentari.
È evidente che, per voi, i cittadini sono un grave ostacolo, non solo alle riforme. Forse perché essi ormai hanno capito, anche quelli più distratti, che le riforme che tentate di fare in Italia da almeno una ventina d’anni, non sono altro che delle contro riforme, tese ad affossare lo spirito e la lettera di quel miracolo di Costituzione che ci ritroviamo ancora, nonostante voi. I costituenti avevano visto giusto, quindi, quando hanno posto tanti paletti alla sua modifica.
Ve l’abbia già detto altre volte, ma vale certo la pena ripeterlo: non avete la dignità sufficiente per riformare la Costituzione Repubblicana. Avete abbondantemente dimostrato di essere una imbarazzante massa di ladri di polli e turlupinatori di popoli, fatte le dovute eccezioni. Siete soggetti inaffidabili, banderuole in balia del vento che tira. Cambiate casacca ad ogni frusciar di banconote, siete disposti a spergiurare sulla vostra stessa madre e sui vostri stessi figli. Siete capaci di affermare oggi una cosa e domani l’esatto contrario, senza il minimo turbamento. Per voi l’appartenenza ad un partito non è appartenenza ad un’idea, ad una visione del mondo, ad un desiderio di emancipazione umana. Per voi è soltanto una miserabile opzione d’interesse, strettamente personale, un malsano desiderio di supremazia sugli altri, una fregola di comando che sconfina spesso nel patologico. Curatevi.
Non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, non siete tutti uguali, come affermano alcuni vostri inconsapevoli alleati. Ma a tutti voi vorremmo ricordare ancora una volta, che i padri costituenti erano stati designati dal popolo, voto su voto, non nominati dall’oligarchia come è successo a voi (per non parlare di chi non è stato mai votato!). E prima ancora erano stati consacrati alla vita pubblica dal battesimo del sangue, del sacrificio, del dolore, della fame, del freddo, della paura, della galera, della Resistenza. É per questo che hanno saputo inserire nella loro Costituzione ogni riguardo per gli esseri umani, ogni preoccupazione per il bene comune, ogni spazio possibile per la solidarietà, ogni premura contro la tirannide, di cui avevano già subito i torti. È per questo che sono stati giustamente creduti dal popolo, e da esso seguiti, amati, pianti e rimpianti fino ad oggi; certo anche per vostro demerito. Cosa potreste mai inserirvi voi? Come potremmo noi mai seguire voi, che avete goduto senza alcun merito delle libertà che essi hanno costruito, abusandone senza freni né pudore, fino a distruggerle?
Loro sapevano, e ce lo hanno scolpito indelebilmente nella memoria, che le idee, per camminare, hanno bisogno delle gambe degli uomini e delle donne. Miseri voi, che pensate possano bastare le vostre!
Frosinone 2 agosto 2014
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