anagni stazione

anagni stazioneIl parcheggio della stazione ferroviaria di Anagni è ormai un’area di sosta a pagamento. Le polemiche da parte dei pendolari dei giorni scorsi non si sono placate. Indignati per questa scelta sono quelli che devono necessariamente recarsi a lavoro in treno, i quali non si spiegano il motivo per cui si debba pagare la somma di un euro al giorno per una struttura fatiscente, che non garantisce neanche la totale sicurezza delle automobili. L’amministrazione Bassetta, ha comunicato che c’è una delibera relativa ad un appalto conclusosi sotto la guida del commissario prefettizio e che l’entrata in vigore della sosta a pagamento era prevista per il periodo estivo. C’è un impedimento normativo, che non permetterebbe al Comune di rescindere il contratto senza il pagamento di una penale. Ma il Comune a questo punto dovrebbe comunque trovare una alternativa per i pendolari, magari individuando un’altra area per far parcheggiare le auto, oppure potenziando il sistema di trasporti pubblici e facendo aumentare le corse tra Anagni e la Stazione. Questa sarebbe solo una “toppa” per i soli pendolari di Anagni. In un’ottica più orientata al territorio in generale, servirebbero azioni congiunte tra i Comuni del comprensorio.

Un euro al giorno
Tra i pendolari c’è chi ha compreso che si tratta di un provvedimento non voluto da questa Giunta, chi invece ha manifestato il suo dissenso nei confronti del nuovo sindaco, poiché la gestione del parcheggio da parte di un azienda privata, è iniziato dopo l’insediamento di Bassetta. Purtroppo stando così le cose, Bassetta non può togliere l’appalto all’azienda che se l’è aggiudicato.
Tutto questo ci spinge ad una serie di riflessioni, molte delle quali già fatte in passato, soprattutto sulla struttura del parcheggio della stazione realizzata quasi un decennio fa.
La tariffa per la sosta nella struttura a due piani del parcheggio della Stazione Ferroviaria di Anagni, sarà di un euro al giorno. «Cos’è un euro?» dicono alcuni. Nulla per chi non viaggia e non deve fare i conti a fine mese, o a fine anno. Ma non per chi usa il treno tutti i giorni per recarsi a lavoro sono ulteriori spese da sostenere per lo spostamento. C’è da considerare che chi viaggia in treno, di solito lo fa per limitare dei costi, che lieviterebbero in maniera esponenziale viaggiando in auto. Facendoci i “conti della serva” sono in media 25 euro al mese per i pendolari, che vanno a sommarsi ai 91 euro dell’abbonamento mensile (91,00 euro per chi viaggia da Anagni a Roma).

Manutenzione, un’Utopia
L’amministrazione Bassetta ha spiegato che c’è una delibera del 24 aprile 2014, effettuata in pieno commissariamento, che affida il servizio di gestione del parcheggio ad una ditta privata, al fine di garantirne anche la manutenzione. Le domande che ci facciamo qui sono diverse: in questi anni, perché il Comune non ha mai pensato di fare la manutenzione su quella struttura? Considerato il modo di gestire le strutture pubbliche da parte di chi ha governato negli ultimi tredici anni, possiamo affermare con certezza che c’è stata una totale negligenza da parte degli amministratori. È sotto gli occhi di tutti: giardini pubblici, bagni chimici pubblici, parcheggi del centro e a ridosso del centro. Ma perché sotto commissariamento è stata presa una decisione del genere? In fin dei conti la manutenzione la si poteva effettuare con qualche operaio del Comune di Anagni. Oppure sono spariti? Queste decisioni, almeno a naso, non dovrebbero esser prese in maniera più collegiale, magari da un Consiglio comunale eletto, o da una Giunta? Inoltre: l’attuale amministrazione, nulla può fare in merito alle dinamiche della delibera, oppure non c’è scampo? Perché stando così le cose, la ditta appaltatrice per lasciare il parcheggio dovrebbe ricevere un indennizzo considerevole.
Andando ad analizzare, per l’ennesima volta, la situazione del parcheggio possiamo facilmente rilevarne condizioni fatiscenti: le infiltrazioni d’acqua sono ovunque. I ragazzi del Movimento cinque stelle di Anagni, si sono cimentati nella pulizia della struttura, anche se pulirlo non ha risolto i veri problemi.

Parcheggio inutile
Il problema reale di quel parcheggio è che, quando è stato inaugurato con squilli di trombe sui media locali, era già inadeguato ad ospitare un numero considerevole di automobili. Si tratta di un’opera realizzata senza criterio alcuno, a nostro avviso, perché non tiene conto del fatto che i pendolari arrivano dai Comuni di Anagni, Sgurgola, Gavignano, Gorga, Fiuggi, Piglio, Acuto. Già al momento dell’inaugurazione non si era tenuto conto che il numero di pendolari che arrivavano alla stazione di Anagni in auto, erano aumentati considerevolmente.
Ricordiamo ancora quando, chi ha governato negli anni procedenti, ne fece un cavallo di battaglia, attaccando le amministrazioni di centrosinistra che non erano riuscite a realizzare un parcheggio e a dare condizioni più degne ai pendolari. Di fatto la realizzazione di quel parcheggio non ha mai dato condizioni migliori ai pendolari, poiché la struttura è piccola. L’area su cui sorgeva il vecchio parcheggio, pur se con poche luci e senza delimitazioni, pur se su solo un piano, era pari al doppi di quello che è oggi l’area di parcheggio. Aumentando il numero dei pendolari il risultato è che, ad oggi, per trovare posto nelle ore di punta si rischia la rissa. Molti pendolari parcheggiano lungo la strada o davanti l’entrata dell’ex deposito militare. In passato, chi ha parcheggiato in divieto di sosta, pur senza ostruire il traffico agli altri automobilisti, è stato multato.
Un paio di anni fa, i ferrovieri che lavorano presso la stazione di Anagni, hanno chiuso un occhio lasciando il cancello aperto e permettendo la sosta anche a coloro i quali non erano addetti ai lavori o i non autorizzati (c’è ancora oggi chi usufruisce della sosta, essendo autorizzato per motivi di lavoro). In quel periodo sono scoppiate polemiche, soprattutto da parte di chi pretendeva una autorizzazione a parcheggiare in quell’area. I lavoratori delle Fs avevano permesso a tutti i pendolari di parcheggiare considerata l’emergenza. Probabilmente lo fecero nell’attesa che il Comune di Anagni valutasse – come hanno fatto molti altri comuni che hanno la stazione sulla Roma–Cassino – di prendere il parcheggio dei ferrovieri e di realizzarvi un’area attrezzata magari a pagamento ( anche un euro al giorno) così da poter rientrare nei costi per l’acquisto del parcheggio. Oltre alle polemiche di chi inveiva – a torto a nostro avviso – contro i dipendenti Fs, la totale indifferenza da parte delle Giunte guidate da Noto ha fatto evidentemente cambiar idea ai funzionari delle ferrovie che avevano chiuso un occhio. Così quel cancello è stato chiuso di nuovo: oggi quell’area sproporzionata, è inutilizzata.

Le alternative possibili
Il Comune di Anagni dovrebbe verificare se c’è ancora la possibilità di prendere l’area del parcheggio dei ferrovieri. Ci risulta che pur essendovi all’interno un binario morto, questo non venga utilizzato per lo scambio e la sosta dei vagoni merci. Molti altri comuni (Valmontone, Zagarolo ad esempio) hanno già preso le stesse aree e vi hanno realizzato parcheggi per i pendolari.
C’è poi la possibilità di aprire una parte dell’area dell’ex deposito militare, adiacente al piazzale della Stazione (un tempo era piazzale/parcheggio). In questo modo potrebbe esser garantita la sosta ad un numero maggiore di automobili.
Eventuali migliorie e lavori potrebbero essere decisi insieme ai Comuni del comprensorio, considerato che molti pendolari arrivano anche da li.
Inoltre, se di città d’arte trattasi, il Comune di Anagni dovrebbe garantire un servizio pubblico di collegamento tra le più vaste aree della città e la Stazione Ferroviaria. Oggi questo servizio lascia molto a desiderare ed è quasi assente durante i week end.
Purtroppo non si può retrocedere sull’appalto: si tratta di una eredità scomoda che l’amministrazione si ritrova, ma si dovrebbe pur sempre vigilare sull’efficienza della ditta appaltatrice, al fine di verificare gli interventi di manutenzione. Una manutenzione non adeguata, potrebbe anche significare una rescissione del contratto da parte del Comune.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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