di Antonella Necci – I Media hanno la cattiva abitudine di distorcere l’informazione per assecondare le esigenze più varie, sia del pubblico che settorialmente segue tali mezzi di informazione, sia chi pretende un determinato taglio politico con il ben poco nobile ricatto monetario.
Quando però si fa riferimento ai dati oggettivi, non si può dire che l’informazione risulta di parte, poiché i fatti parlano da soli.
E i fatti ci dicono che dal 4 Luglio 2014 Israele ha iniziato un massiccio attacco sulla Striscia di Gaza in Palestina. Solamente nella prima settimana ha sganciato oltre 400 tonnellate di bombe, uccidendo oltre 130 Palestinesi. La maggior parte erano civili, circa la metà erano donne e bambini. Mentre stiamo scrivendo il bollettino di guerra continuerà a salire.
La giustificazione a questo massacro, ufficialmente è l’omicidio di tre studenti Israeliani, che viene addossato ad Hamas. A quanto pare Israele non ha prodotto alcuna prova evidente che l’omicidio degli adolescenti israeliani fosse stato eseguito da Hamas o da un Palestinese, mentre pare che si siano trovate prove che ricondurrebbero agli Israeliani. (http://scgnews.com/palestinians-reject-cease-fire-israel-prepares-for-full-invasion)
Sul Jerusalem Post del 1 Luglio 2014 , l’audio che doveva essere allegato, faceva sentire distintamente le voci dei rapitori che, in Ebraico, ordinavano,durante una telefonata,alle loro future vittime, di mettere giù le mani. L’audio non è stato diffuso al pubblico, bloccato dal Governo Israeliano.
Allora perché Israele sta attaccando Gaza? Il motivo è economico e risiede nella riserva naturale di gas esistente lungo la costa. Una delle più grandi riserve di gas del paese. I proventi per lo sfruttamento di tali risorse naturali dovrebbe essere a totale appannaggio del popolo Palestinese. Ma non è così. (http://scgnews.com/the-gaza-bombardment-what-youre-not-being-told)
Se visualizziamo la cartina qui acclusa possiamo osservare la graduale perdita di territorio avvenuta nei decenni da parte dello stato Palestinese. Quello che appare evidente è che tutto può essere tranne che una guerra in difesa dei diritti israeliani. Sembra piuttosto una pulizia etnica da parte di questi.
Senza insistere sui particolari che impediscono il “cessate il fuoco”, e che tengono in considerazione la volontà degli Israeliani di andare avanti con l’offensiva e quella dei Palestinesi di difendersi fino alla fine, come ha incitato, proprio ieri da Dubai il capo di Hamas,è notizia di ieri che I deputati di Sinistra Ecologia e Libertà hanno abbandonato l’Aula della Camera per protestare contro il mancato accoglimento del governo della richiesta di svolgere un’informativa sulla situazione in Medio Oriente. Richiesta che Sel sta avanzando da giorni ma alla quale ancora non si è avuta risposta. Tanto che dopo aver lasciato l’Aula i deputati di Sel si sono recati a palazzo Chigi per chiedere direttamente al governo di riferire alle Camere.
Durante il semestre di presidenza UE italiana, l’Italia dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, la propria attenzione esclusivamente verso quelle riforme atte a distruggere quel poco di democrazia ancora esistente. Come non perdonare chi è tanto intento a modificare la Costituzione, da non rendersi conto che, se tali conflitti si trasferissero nel resto del mondo, in situazioni così drammatiche ci si potrebbe trovare chiunque?
Che sensibilità può dimostrare come Alto Rappresentante Ue per la politica estera, incarico per cui Renzi sta premendo per la ministra Mogherini, se questa non è in grado nemmeno di riferire sui conflitti internazionali alla Camera?
Ma soprattutto perché questo silenzio così imbarazzante quando altri paesi, come il Brasile, hanno richiamato i propri Ambasciatori da Israele?
Che timori ha l’Italia a schierarsi a favore della pace?
24 Luglio 2014
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie