
di Ermisio Mazzocchi – Il 14 ottobre 1965 si scioglie la Federazione di Cassino del PCI per essere unificata a quella di Frosinone, trasformata in un Comitato di zona del Cassinate e della Valle di Comino. Il segretario regionale, Enzo Modica, propone come segretario del Comitato Emilio Mancini, che nel maggio del 1967 farà parte della segreteria della Federazione provinciale di Frosinone del PCI, segretario Arcangelo Spaziani.
Gli inizi di una lunga militanza di Emilio Mancini come dirigente provinciale e regionale con diversi incarichi assunti dal PCI al PD. In quell’anno, ero al terzo Liceo e già attivo nel PCI, o meglio nella FGCI, ebbe inizio la nostra amicizia e collaborazione politica. Insieme si facevano i comizi, io per la Federazione giovanile comunista e lui per il PCI.
Numerose, tante, sono state le uscite insieme per diffondere l’Unità e distribuire volantini, fatti con il ciclostile girato a mano con l’inchiostro che colava, davanti alle fabbriche o sui cantieri edili. E di manifesti ne abbiamo attaccati sui muri delle città l’uno con il manifesto in mano pronto all’affissione e l’altro a spargere una colla dall’odore sgradevolissimo. Impegno e discussioni su la politica senza limiti di tempo e di luogo. E non poche sono state le critiche, i dissensi politici tra noi. Non è stato solo tutto questo. Mi fece lezioni di guida per l’automobile quando dovevo prendere la patente o quando dimostrava un suo interessamento per i miei esami all’Università. Momenti di vita quotidiana. Sono trascorsi molti anni da allora e oggi Emilio compie 80 anni. Una invenzione degli uomini per misurare il tempo. In verità c’è solo una continuità delle nostre azioni, dei nostri sentimenti, delle nostre idee. Con Emilio continueremo quel viaggio iniziato un giorno di autunno. Non attaccheremo insieme, forse, più manifesti. Certamente ci incontreremo per salutarci e potrò dirti: ciao, compagno Mancini, come va?
Lunedì 7 luglio 2014
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