
di Ignazio Mazzoli – Lavoro 2.0 – 13ª giornata dei diritti è la parola d’ordine della XIII Festa della CGIL di Frosinone nel parco della Villa comunale di Frosinone Venerdì il quattro di luglio.
Un messaggio secco e preciso di chi vuole parlare un linguaggio nuovo, dell’oggi, per affrontare un problema di sempre, di questa nostra umanità. “Non portare il pane a casa toglie la dignità” affermava, circa nelle stesse ore, Papa Bergoglio nel viaggio pastorale in Molise. Un problema grande, in un paese dove le famiglie spendono l’8,3 % in meno, cioè 66 miliardi tolti alla compravendita con un potere di acquisto ridotto del 13 % in 5 anni.
Noi l’abbiamo incontrato e sentito questo linguaggio nuovo? Eravamo li apposta per conoscerlo. Anzi la festa meritava maggiore attenzione e partecipazione, questa iniziativa che ormai ha una sua continuità nelle estati del frusinate testimoniava impegno a rinnovare e cambiare.
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Molto convincente è stata la presentazione del libro “Organizzamoci! I giovani e il sindacato dei mille lavori” curato da Ilaria Lani e pubblicato dagli Editori Internazionali Riuniti con la prefazione di Susanna Camusso. Si è trattato di un confronto al quale hanno partecipato Guido Tomassi (Segretario Generale della CGIL di Frosinone), Giuseppe Cirelli (Segretario Generale della Rete Degli Studenti Lazio) e Andrea Brunetti (Responsabile delle Politiche Giovanili della CGIL Nazionale). Curata, da Matteo Ernesto Oi e da altri giovani studenti, con molta attenzione la partecipazione, questo incontro ha visto di fronte due distanti generazioni di dirigenti sindacali che senza paludamenti e senza paracadute hanno dialogato. Ognuno con propri linguaggi e proposte di soluzione.
Il punto politicamente più rilevante è affrontato dal giovane Andrea Brunetti che ha rilanciato una delle proposte chiave dell’ultimo congresso Cgil: la Contrattazione inclusiva. Cos’è? gli abbiamo chiesto dalla lontananza dei nostri 71 anni. Semplice e lineare la risposta: ogni piattaforma deve contenere norme e tutele sia per i lavoratori assunti a tempo indeterminato che per quelli a tempo determinato, ma anche per tutte le possibili collaborazioni (contratti a progetto, partite iva ecc. ) in quella azienda ed in quelle aziende che applicano un determinato contratto. Detto così appare uno dei contenuti più importanti a sostegno dell’appello alla partecipazione per rinnovare e rafforzare la Cgil. Ma il linguaggio? Tutta l’informazione si è dipanata passando in rassegna ogni forma attuale di comunicazione e la tenace ricerca di come coordinarle senza disperderne la rapidità di conoscenza e ricercandone di unificarne gli effetti, Da Facebook a Twitter, da Pinterest a Google+ e via avanti con i socialnetwork e internet.
Chi legge ha presente la pubblicità di Telecom dove il protagonista domanda alla nonna di 27 o 28 nipoti: ci facciamo un selfie (una foto con autoscatto) e la signora risponde: no grazie non bevo? Il nuovo che abbiamo ascoltato può farci incorrere in analoghi, simpatici, equivoci. In questo nuovo liquido vitale nuotava bene anche il segretario Tomassi, per nulla tentato da giovanilismi, ma certamente coautore di un ambiente capace di accogliere le novità di Brunetti, Cirelli e Oi.
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Diversa è
l’impressione ricevuta dall’incontro “Territorio, Politiche Sociali e Sviluppo” che avrebbe dovuto vedere impegnati in un confronto il sindaco di Frosinone i consiglieri regionali Daniela Bianchi e Mauro Buschini, l’avvocata Sonia Sirizzotti dell’Auser, Rosario Trefiletti presidente della Federconsumatori e Teti Croci segretaria generale dello Spi-Cgil regionale coordinati da Guido Tomassi. Mancavano il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e il Presidente della CCIAA Marcello Pigliacelli. I due consiglieri regionali hanno parlato e sono andati via (?).
In questo confronto il nuovo non è non è riuscito ad arrivare. Assenze e genericità dei messaggi dei consiglieri regionali. Grande padronanza del linguaggio, rigorosissima sintassi, generosissimi sorrisi, ma nulla che arrivasse al cuore delle persone di questa realtà frusinate. Nessuna risposta alle attese di speranza per il futuro e alle attese di lavoro. Tre punti meritavano attenzione: 1) L’ordine del giorno sulla riunificazione Area industriale-Cosilam, apprezzabile per la riduzione di costi e nata su uno “slancio” avrebbe meritato qualche meditazione: non è stato neppure richiamato nell’incontro almeno per dire come i promotori intendano procedere; 2) Se si vuole parlare di lavoro per rispondere alle aspettative non basta dire che ora la Ragione si sta occupando di riforme strutturali (sic) e che i risultati si vedranno in seguito e per intanto si facciano presenti le esigenze attraverso i sindacati (altro sic). Le esigenze si conoscono: manca il lavoro, i sindacati non fanno i segnalatori, ma organizzano la protesta dei diritti mancanti perché vengano assicurati ai legittimi destinatari.
Le risposte: tutti vogliono sapere se L’accordo di programma Anagni-Frosinone sta dando i risultati previsti e se non, perché. Non riusciamo a farci rispondere alla domanda: a che punto sta l’avvio e la realizzazione? Ancora, tutti vogliono sapere a che punto sono e quanto siano certi i programmi Fiat. Eccoli i due grandi polmoni della sicurezza occupazionale in questo territorio. Non ci sono altre cose intorno a cui girare per cercare soluzioni ravvicinate. Ma di tutto questo, nulla si è sentito e dopo le frasi di circostanza ci si alza e salutando con garbo, sempre molto garbo, si abbandona la seduta.
Qui del nuovo non c’è traccia. La buona educazione dell’ospitante Cgil, la correttezza nel ricordare che la riduzione dell’Irpef delle addizionali regionali è il risultato della lotta di Cgil, Cisl e Uil e non una concessione, non bastano a nasconderci l’assenza di urgenti risposte che forse si aspettavano.
La sforzo di questa Cgil che vuole cambiare c’è, ma la strada è lunga. Se qualcuno ha dubbi sulla funzione del sindacato deve ricredersi. Ci vuole più sindacato, più presente, più combattivo e sempre più autonomo da padroni e partiti.
Frosinone 6 luglio 2014
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