Documento approvato dall’Assemblea nazionale dell’Ars.
L’assemblea nazionale dell’Ars, riunita a Roma il 19 giugno, esprime piena solidarietà e incoraggiamento ai senatori del Pd che si stanno battendo per affermare il pieno rispetto dell’articolo 67 della Costituzione che non prevede vincolo di mandato per i parlamentari eletti, tanto più su questioni di grande peso che implicano la libertà e questioni di principio, come sono certamente le scelte istituzionali.
Non a caso questi senatori si erano autosospesi dal gruppo del Pd del Senato di fronte all’atto di sopraffazione che li aveva visti rimossi dalla presenza nella commissione affari costituzionali, come se il diritto previsto dall’articolo 67 della Costituzione fosse relegato al solo comportamento in aula.
Per un partito che ha scritto democratico nel suo nome questo resta un atto grave e gravemente contraddittorio, che va denunciato. Il consenso elettorale non giustifica in alcun modo un’azione come questa di riduzione della libertà dei parlamentari di fare valere fino in fondo i diritti previsti dalla Costituzione. Diritti che furono garantiti perfino durante la discussione parlamentare in occasione dei bombardamenti in Serbia.
La Costituzione non può essere appannaggio dei governi. Di nessun governo.
Le modifiche costituzionali debbono garantire la divisione e l’equilibrio tra i poteri. La riduzione del numero dei parlamentari può essere ottenuta diversamente e in modo più ampio come dimostrano proposte di legge i campo, mentre un Senato ridotto di numero ma non votato dagli elettori non avrebbe la necessaria autonomia verso il governo. Inoltre il Senato, sebbene non eletto, concorrerebbe all’elezione del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale creando così un ulteriore accentramento dei poteri nelle mani del Governo, già rafforzato dalla proposta di legge elettorale ipermaggioritaria che, paradossalmente, sta proprio al Senato ora modificare nella versione approvata dalla Camera dei Deputati.
Il Governo Renzi deve aprirsi ad un confronto libero ed aperto sulle modifiche costituzionali, tenendo conto delle opinioni espresse da diverse parti per evitare un accentramento di poteri nelle mani del governo.
L’Ars fa appello a tutte le energie politiche, intellettuali, sociali per una mobilitazione a sostegno di tutte le posizioni che puntano a mantenere, pur nel quadro delle necessarie riforme della Costituzione, autonomia ed
equilibrio tra i poteri dello Stato e in particolare la garanzia dell’autonomia e della centralità del parlamento, pur riservando alla sola Camera dei deputati il voto di fiducia verso il Governo.
19/6/2014
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