Ceccano palazzo antonellidi Giovanni Proietta – Un anno ci divide dalla fine del mandato del commissario. Un anno di campagna elettorale che dovrà avere il compito di spazzare via la maggior parte dei protagonisti di un ventennio fallimentare sul piano culturale, economico e sociale. Ceccano ha bisogno di novità. Non ha bisogno di nuovismo, volto ammiccante dietro cui si celano i volti dei soliti noti. Cognomi familiari spolverati di belle speranze e specchietti per le allodole. Ceccano ha bisogno di guardare a tre fari: la competenza, l’onestà e la capacità politica, caratteristica senza la quale si finisce inevitabilmente impigliati nelle fauci dei navigati amministratori di questa città, di destra e di sinistra. Il treno della modernità, del progresso, anzi meglio, dello sviluppo sostenibile, farà fermate solo per chi sarà capace di capirne l’arrivo. I tempi sono maturi perché una città abitata da persone con esigenze impegnative e aspettative interessanti sia governata finalmente da amministratori all’altezza delle sfide del futuro. Negli ultimi vent’anni la qualità della vita ceccanese è andata peggiorando, laddove altrove la capacità di qualche raro buon amministratore è riuscita a donare alla comunità una visione di futuro. Una classe dirigente ha fallito e ora si è chiaramente identificata. Nei prossimi giorni avremo modo di vedere come si disporranno i vari interessi. Indipendentemente da questo, cerchiamo tutti, per quanto ci è possibile, di non essere rappresentati ancora una volta da politici non all’altezza dei nostri sogni, delle nostre necessità. Evitiamo di prolungare la lunga nenia della lamentela. Ovunque impegniamoci, ognuno a modo suo, per evitare altri anni di decadenza e degrado per la nostra comunità. Persone preparate, pronte a questa sfida, non mancano. Nei prossimi giorni occorrerà capire come si distribuiranno o se, ancora peggio, a ridosso dalle elezioni, preferiranno ancora una volta le solite fazioni, dietro a simulacri di rappresentazione che dietro al personalismo non celano ormai neanche uno sparuto seguito. Le vecchie formule hanno fallito, occorre trovarne di nuove.

 

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