di Danilo Collepardi* – Se fossi stato cittadino di Civitavecchia anche io, da sempre di sinistra, (PCI-PDS-DS-PD) probabilmente avrei votato per il candidato a sindaco del M5S pur non condividendo quasi nulla di Grillo e compagni. E’ l’unico modo che ci resta per provocare il rinnovamento in un PD imbalsamato nelle sue correnti.
La rottamazione di D’Alema è stata facile avendo avuto, Renzi, il sostegno unanime della stampa e dell’opinione pubblica , ma serve a ben poco se si esaurisse solo a questo atto simbolico. I veri nodi da sciogliere si trovano sul territorio dove manca anche il controllo democratico di un’opinione pubblica informata. Lì il PD è, nelle suo strutture organizzative democratiche, assolutamente ossificato nel suo rigido sistema correntizio. C’è solo un modo veramente efficace per smantellare questa corazza impermeabile, stabilire un limite rigoroso agli incarichi istituzionali come avviene per i sindaci. L’assenza di questa valvola di sicurezza fa sì che, qualsiasi elezione (regione, parlamento nazionale ed europeo), inevitabilmente si trasformi in un centro di potere finalizzato, ove più ove meno, all’ampliamento e al mantenimento del potere stesso. E’ aspirazione naturale per ogni politico, uomo o donna che sia, voler mantenere più a lungo possibile un incarico istituzionale usando, per tale scopo, tutti i mezzi leciti possibili e, purtroppo, a volte, come abbiamo visto, anche quelli meno leciti. Ma se possiamo fare a meno nel Parlamento di un D’Alema, possiamo ben privarci, dopo duo o tre legislature complessive, di tanti deputati neanche lontanamente paragonabili per capacità politiche e culturali a D’Alema. Il fatto è che questi deputati spesso trasformano il loro territorio di elezione in un feudo personale da cui possono essere strappati solo con una sonora sconfitta elettorale del PD. Come è accaduto a Civitavecchia.
Io credo che Renzi conosca bene il da farsi (sono in molti a conoscerlo) allora lo faccia al più presto perché, prima o poi, la sua “spinta propulsiva” si esaurirà ed il PD, così come è, servirà a ben poco, condannato ad una perenne lotta interna fratricida. In provincia di Frosinone non si è riusciti, a causa di ciò, a presentare in nessun Comune importante una lista del PD e in molte parti non ci si è nemmeno presentati alle elezioni per la prima volta dalla Liberazione.
Frosinone 10 giugno 2014
*già Capogruppo PCI-PDS nel Consiglio Regionale del Lazio
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie