di Valerio Ascenzi – Sembrava una campagna elettorale tranquilla, con toni pacati, all’insegna dei contenuti. Chi pensava che il malefico Smaug stesse dormendo, ha pensato male. Noi stessi credevamo che, tolti di mezzo certi individui – grazie anche alla magistratura – sarebbero stati due mesi tranquilli. Ci sbagliavamo. Un attacco alla sede elettorale del Partito Democratico, preceduto da un volantino denigratorio nei confronti di un candidato al consiglio comunale e del candidato del Pd, Fausto Bassetta. Forse la cartuccia sparata alla fine della campagna elettorale, per cercare di arrivare a risultati più rosei del previsto? Ma da parte di chi?
Riguardo l’attacco al Pd, al di là della vernice rossa gettata davanti le vetrate, niente altro sembra aver subito danni. Soprattutto nessuno sembra essersi fatto del male. Il problema è che simbolicamente quel gesto può significare molte cose, può far crescere la rabbia, ma si sa che contro chi non si dichiara e compie gesti del genere, nascondendosi, si può solo reagire con la volontà di andare avanti. Di certo non è una bomba carta. Il Pci e i Ds, come altre formazioni di centrosinistra hanno subito atti anche peggiori. Anche per questo motivo i militanti e i candidati del Pd sembrano aver reagito bene.
Quel che ci fa riflettere e ci fa pensare che questi ultimi giorni, potrebbero essere quelli più duri, è l’apparizione di un volantino senza firma. Ancora una volta si colpisce il centrosinistra e un candidato a sindaco che sulla carta è l’uomo da battere. Ma stavolta si è pensato bene anche di mettere in mezzo Pd locale e regionale, oltre ad un candidato della lista civica di Bassetta, che avrebbe organizzato una cena – non elettorale – a casa sua, nella quale si sarebbe parlato di un termovalorizzatore. Peccato però che questa cena, si sarebbe svolta in una data diversa rispetto a quanto indicato sul volantino.
C’è chi sospetta che ci sia dietro qualcuno, che per motivi di natura legale, e penale, avrebbe dovuto starsene ritirato in campagna, mentre in campagna pare ci vada (così dicono gli avvistamenti) per cercare consensi per un candidato in particolare. Ovviamente noi raccogliamo e riportiamo indiscrezioni, facendo presente che possono anche essere solo tali.
Tornando al volantino: si tratta di qualcosa di delirante, fatto di ragionamenti contorti e contraddittori, in cui si fa riferimento alla, volontà del centrosinistra regionale, di voler realizzare non un impianto industriale per la manutenzione di elicotteri, ma un termovalorizzatore e annessa discarica. Ci sembra di rivivere momenti delle ultime tre campagne elettorali, in cui la macchina che vomita fango è stata utilizzata per smontare le candidature dello scomparso Vincenzo Diurni, e del dottor Sandro Sansoni. Ancora una volta, contro il candidato che sulla carta risulta essere quello da battere. Anche se da battere, di solito, sono sempre “i campioni uscenti”. Stando a quanto accaduto negli ultimi tredici anni ad Anagni, non possono essere definiti tali.
Nel volantino – scritto per altro coi piedi, perché nella mente di chi lo scrive, a leggerlo sarà una moltitudine di bifolchi da prendere in giro, se gli dice bene per altri cinque anni – si fa riferimento al fatto che più candidati a sindaco – tra cui il notaio Angelo Salvi – abbiano indicato Bassetta come l’uomo venuto dall’alto, per trasformare Anagni in una nuova Malagrotta e che il suo precedente incarico, al Ministero dell’Ambiente, per questo motivo sarebbe giustificato. Nessuno, secondo il misterioso (il)letterato, avrebbe smentito queste accuse. In primis: anche un ragazzino capirebbe che nominare un uomo vicecapo di gabinetto del ministro dell’ambiente, per poi farlo dimettere e mandarlo a fare uno sfregio del genere nella città dove vive con i propri figli, è follia pura. Ma del resto, se la firma, occulta, è quella che molti pensano allora la follia è di casa. Secondo: non è vero che non siano arrivate smentite: tanto per precisare, solo il notaio Salvi ha mosso accuse nei confronti di Bassetta, in merito all’utilizzo dell’area dell’ex deposito militare. Un video su youtube mostra come però, in un confronto pubblico tra i candidati in lizza, il professor Giovanni Stella, ex assessore alla cultura del comune di Anagni negli anni novanta, abbia chiesto a Salvi di mostrare le prove di quanto affermava contro Bassetta. Salvi non ha saputo replicare e non ha mostrato alcuna prova. Questo vale quanto una smentita. Anzi, vale anche di più. E poi c’è un patto che Bassetta ha fatto pubblicamente con i cittadini, firmando un documento con il quale si impegna affinché nell’area dell’ex deposito militare non venga mai realizzata una discarica.
Tirare in ballo il Pd locale, che non avrebbe voluto fare accordi con Sel, è un’altra idiozia. La diatriba con Sel nasce sulla base di altri argomenti, purtroppo di altra natura, argomenti sui quali andrebbe aperta una parentesi e scritto qualcosa a parte. Ma il mancato accordo con Sel, non riguarda i contenuti, né i progetti dei due partiti per la città.
Un flyer degno della fantapolitica partorita dalla mente del più folle dei pennivendoli, che chiama in causa anche il Pd regionale e nazionale, partito che vorrebbe Anagni come il nuovo sito per lo smaltimento dei rifiuti di Roma. E ci vuole veramente la faccia di bronzo, per affermare certe cose: la distruzione ambientale dell’area nord e del frusinate in generale non è attribuibile a chi oggi si candida per cercare di mettervi un freno. Sappiamo tutti chi ha portato qui i termovalorizzatori, sia nello stabilimento della Marangoni sia a Colleferro. Sappiamo pure chi ha chiuso gli ospedali non permettendo alla gente di curarsi in maniera dignitosa. Dalla Ciociaria, giungono nei reparti oncologici della capitale, sempre più spesso persone – adulti e bambini! – che qui non trovano attrezzature adeguate, ma di sicuro una qualità della vita pessima. Ma questo argomento per il quale si dovrebbe aprire un discorso molto più lungo.
A nostro avviso i candidati che hanno veramente a cuore la città, la sua rinascita devono avere la forza di continuare a parlare di idee e di programmi. L’unica cosa è non raccogliere le provocazioni e andare avanti per la propria strada.
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