Anagni notturno 350

Anagni notturno 350di Valerio Ascenzi – Sembrava una campagna elettorale tranquilla, con toni pacati, all’insegna dei contenuti. Chi pensava che il malefico Smaug stesse dormendo, ha pensato male. Noi stessi credevamo che, tolti di mezzo certi individui – grazie anche alla magistratura – sarebbero stati due mesi tranquilli. Ci sbagliavamo. Un attacco alla sede elettorale del Partito Democratico, preceduto da un volantino denigratorio nei confronti di un candidato al consiglio comunale e del candidato del Pd, Fausto Bassetta. Forse la cartuccia sparata alla fine della campagna elettorale, per cercare di arrivare a risultati più rosei del previsto? Ma da parte di chi?
Riguardo l’attacco al Pd, al di là della vernice rossa gettata davanti le vetrate, niente altro sembra aver subito danni. Soprattutto nessuno sembra essersi fatto del male. Il problema è che simbolicamente quel gesto può significare molte cose, può far crescere la rabbia, ma si sa che contro chi non si dichiara e compie gesti del genere, nascondendosi, si può solo reagire con la volontà di andare avanti. Di certo non è una bomba carta. Il Pci e i Ds, come altre formazioni di centrosinistra hanno subito atti anche peggiori. Anche per questo motivo i militanti e i candidati del Pd sembrano aver reagito bene.
Quel che ci fa riflettere e ci fa pensare che questi ultimi giorni, potrebbero essere quelli più duri, è l’apparizione di un volantino senza firma. Ancora una volta si colpisce il centrosinistra e un candidato a sindaco che sulla carta è l’uomo da battere. Ma stavolta si è pensato bene anche di mettere in mezzo Pd locale e regionale, oltre ad un candidato della lista civica di Bassetta, che avrebbe organizzato una cena – non elettorale – a casa sua, nella quale si sarebbe parlato di un termovalorizzatore. Peccato però che questa cena, si sarebbe svolta in una data diversa rispetto a quanto indicato sul volantino.
C’è chi sospetta che ci sia dietro qualcuno, che per motivi di natura legale, e penale, avrebbe dovuto starsene ritirato in campagna, mentre in campagna pare ci vada (così dicono gli avvistamenti) per cercare consensi per un candidato in particolare. Ovviamente noi raccogliamo e riportiamo indiscrezioni, facendo presente che possono anche essere solo tali.
Tornando al volantino: si tratta di qualcosa di delirante, fatto di ragionamenti contorti e contraddittori, in cui si fa riferimento alla, volontà del centrosinistra regionale, di voler realizzare non un impianto industriale per la manutenzione di elicotteri, ma un termovalorizzatore e annessa discarica. Ci sembra di rivivere momenti delle ultime tre campagne elettorali, in cui la macchina che vomita fango è stata utilizzata per smontare le candidature dello scomparso Vincenzo Diurni, e del dottor Sandro Sansoni. Ancora una volta, contro il candidato che sulla carta risulta essere quello da battere. Anche se da battere, di solito, sono sempre “i campioni uscenti”. Stando a quanto accaduto negli ultimi tredici anni ad Anagni, non possono essere definiti tali.
Nel volantino – scritto per altro coi piedi, perché nella mente di chi lo scrive, a leggerlo sarà una moltitudine di bifolchi da prendere in giro, se gli dice bene per altri cinque anni – si fa riferimento al fatto che più candidati a sindaco – tra cui il notaio Angelo Salvi – abbiano indicato Bassetta come l’uomo venuto dall’alto, per trasformare Anagni in una nuova Malagrotta e che il suo precedente incarico, al Ministero dell’Ambiente, per questo motivo sarebbe giustificato. Nessuno, secondo il misterioso (il)letterato, avrebbe smentito queste accuse. In primis: anche un ragazzino capirebbe che nominare un uomo vicecapo di gabinetto del ministro dell’ambiente, per poi farlo dimettere e mandarlo a fare uno sfregio del genere nella città dove vive con i propri figli, è follia pura. Ma del resto, se la firma, occulta, è quella che molti pensano allora la follia è di casa. Secondo: non è vero che non siano arrivate smentite: tanto per precisare, solo il notaio Salvi ha mosso accuse nei confronti di Bassetta, in merito all’utilizzo dell’area dell’ex deposito militare. Un video su youtube mostra come però, in un confronto pubblico tra i candidati in lizza, il professor Giovanni Stella, ex assessore alla cultura del comune di Anagni negli anni novanta, abbia chiesto a Salvi di mostrare le prove di quanto affermava contro Bassetta. Salvi non ha saputo replicare e non ha mostrato alcuna prova. Questo vale quanto una smentita. Anzi, vale anche di più. E poi c’è un patto che Bassetta ha fatto pubblicamente con i cittadini, firmando un documento con il quale si impegna affinché nell’area dell’ex deposito militare non venga mai realizzata una discarica.
Tirare in ballo il Pd locale, che non avrebbe voluto fare accordi con Sel, è un’altra idiozia. La diatriba con Sel nasce sulla base di altri argomenti, purtroppo di altra natura, argomenti sui quali andrebbe aperta una parentesi e scritto qualcosa a parte. Ma il mancato accordo con Sel, non riguarda i contenuti, né i progetti dei due partiti per la città.
Un flyer degno della fantapolitica partorita dalla mente del più folle dei pennivendoli, che chiama in causa anche il Pd regionale e nazionale, partito che vorrebbe Anagni come il nuovo sito per lo smaltimento dei rifiuti di Roma. E ci vuole veramente la faccia di bronzo, per affermare certe cose: la distruzione ambientale dell’area nord e del frusinate in generale non è attribuibile a chi oggi si candida per cercare di mettervi un freno. Sappiamo tutti chi ha portato qui i termovalorizzatori, sia nello stabilimento della Marangoni sia a Colleferro. Sappiamo pure chi ha chiuso gli ospedali non permettendo alla gente di curarsi in maniera dignitosa. Dalla Ciociaria, giungono nei reparti oncologici della capitale, sempre più spesso persone – adulti e bambini! – che qui non trovano attrezzature adeguate, ma di sicuro una qualità della vita pessima. Ma questo argomento per il quale si dovrebbe aprire un discorso molto più lungo.
A nostro avviso i candidati che hanno veramente a cuore la città, la sua rinascita devono avere la forza di continuare a parlare di idee e di programmi. L’unica cosa è non raccogliere le provocazioni e andare avanti per la propria strada.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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