di Ignazio Mazzoli – Sono otto i capitoli chi descrivono 10 anni di scelte e di attività del Comune di Veroli promosse dal suo Sindaco Giuseppe D’Onorio e raccolte nel libro “SERIAMENTE… una politica dei fatti”, presentato lunedì 19 maggio nell’Aula Magna del Liceo Scientifico di Veroli. Raramente un sindaco uscente che non si ricandida, perché ha già svolto due mandati consecutivi, presenta un resoconto per volontà di rendicontare due lustri di impegno politico-amministrativo. In genere queste iniziative precedono sempre una seconda candidatura.
E’ interessante notare come “la politica di bilancio” occupi, non a caso, il primo capitolo. D’Onorio della gestione del bilancio fa il perno su cui ha costruito i risultati della sua azione che riassume nel messaggio “come operare in un periodo di crisi senza alzare le tasse” (comunali). Precisando appunto che questa priorità ha consentito di affrontare la «crisi che avanzava pensando ai cittadini in grave difficoltà economica, che non riuscivano a trovare lavoro e introducemmo delle assunzioni di 2 mesi in attività di pubblica utilità, soprattutto durante il 2012 e 2013, un piccolo sollievo che fu apprezzato così come il Bonus per le famiglie in difficoltà che permise di onorare le proprie scadenze di luce, acqua o sevizi vari. Mentre cercavamo di rilanciare il commercio nel centro storico proponendo incentivazioni ai giovani abbiamo lavorato ad eliminare tutti gli affitti comunali. Tutti, ma proprio tutti, accrescendo il patrimonio civico e utilizzandolo al meglio nella dislocazione e funzionalità degli uffici che hanno rapporti quotidiani con i cittadini».
L’importanza di questa scelta si riverbera anche nei servizi. Con orgoglio, anche durante la presentazione di lunedì pomeriggio, ha ricordato come un grande contrada, quella del Crocefisso oggi ha le fogne che mancavano da sempre, perché la corretta gestione del bilancio ha permesso al Comune di sostituirsi all’AceAto5 nella dotazione di impianti fognari. «Con 4 milioni abbiamo realizzato le opere risparmiando 7 milioni che avremmo dovuto spendere in più se ci fossimo affidato alla gestione dell’AceaAto5 che avrebbe dovuto partecipare con un suo 20%, mai impegnato. I comuni che hanno seguito questa strada non hanno realizzato i loro progetti come è successo a Ferentino».
E’ interessante sfogliare il libro e ripercorrere la ricostruzione di queste due consiliature comunali. Non c’è enfasi propagandistica, ma una ricca raccolta di dati che qui naturalmente non possono essere citati tutti, ma a mo’ di esempio del metodo seguito è sufficiente riportare cosa si legge a proposito di come si è proceduto per «fare di Veroli una realtà più pulita, più sana, più verde abbiamo investito in fonti di energia alternativa come il fotovoltaico, tanto da essere annoverati tra degli Enti della provincia di Frosinone più sensibile verso l’utilizzo di queste fonti» che hanno prodotto un ricavo totale di oltre 137mila Euro. Non male. E ancora – «abbiamo avviato gradualmente la raccolta differenziata che è stata estesa su tutto il territorio arrivando a raggiungere il 61%», in un solo anno. Si, la scelta di Giuseppe D’Onorio è stata quella di affidarsi ai numeri per far comprendere i grandi passi in avanti compiuti non solo nella difesa dell’ambiente. Senza rinunciare a ricordare che sono “risolte anche le vertenze giudiziarie ora riapre il ristorante sito nei locali delle Filonarde, Il palazzo Diamanti venduto all’Ater ospiterà ambienti utilizzabili. Il Museo è una realtà per agevolare le iniziative di rilancio turistico”. E di nuovo – “Il bilancio è in pareggio permettendo di fare investimenti. Veroli è il primo comune nel Lazio a beneficiare della Cessione di credito che si è utilizzato per aggiornare il Palazzetto dello Sport, realizzazione importante soprattutto se si coglie che lo sport è economia”.
Se ci si fosse attenuti al metodo scelto dall’autore di illustrare fatti e numeri sicuramente si sarebbe assicurato un miglior servizio al risultato di questa elegante iniziativa elettorale che purtroppo a tratti ha trasudato aggettivi manifestando un piaggeria di cui si può fare a meno.
Giuseppe D’Onorio ha scelto il miglior modo per fare un endorsement (approvazione, sostegno) alla coalizione, prevalentemente di liste civiche, che ha meticolosamente costruito in questi anni e a cui spera di affidare l’eredità del suo lavoro. Molto efficace, il sindaco uscente, quando ha ringraziato i suoi predecessori, Tarquini, Marcoccia, Cretaro, Fiorini e anche Danilo Campanari, oggi avversario della coalizione espressa dalla sua maggioranza. Una lezione di stile che non è stata, in questi giorni e non sarà, senza influenza. La presentazione di questo libro, “SERIAMENTE… una politica di fatti”, posta all’inizio dell’ultima settimana di campagna elettorale ha determinato la migliore definizione del terreno di confronto a cui nessuno dei contendenti si è potuto sottrarre, ma ha anche dato un colpo alla competizione del tutti contro tutti. O si fanno contestazioni fondate e argomentate o è meglio tacere dopo avere letto questo resoconto.
E’ il clima che piace a D’Onorio: «Mai alcuna riunione del Consiglio Comunale è stata rinviata o è andata deserta, rispettando così onorevolmente la delega ricevuta dai nostri concittadini. (…) Né la diversità delle opinioni e delle proposte, né il confronto, per quanto acceso o serrato, hanno mai scalfito la dignità della sua funzione. (…) Lascio la carica di sindaco con la serenità d’animo di aver fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità e nel rispetto di ciò che la legge consentiva. (…) Non vi nascondo che sento il desiderio di sollevarmi dal grande peso che la carica di primo cittadino mette addosso». Già, fare il proprio dovere seriamente è sempre un gran lavoro, anche faticoso.
Veroli 20 maggio 2014
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