di Ignazio Mazzoli – Si scrive Cristina Verro, ma si legge “Rinnovamento”, senza se e senza ma. Laureanda in scienze dell’Educazione, trentacinquenne, sposata, insegna nelle scuole elementari da quando aveva 21 anni. Giovane maestra ha insegnato a Padova e Venezia ed ora prosegue la sua “missione” a Ferentino. Nata a Veroli nella grande contrada che può andare sotto il nome di Castelmassimo, ma che è più giusto collocare nell’area che vede accostate S. Anna, Cotropagno, gli Angeli con un’ approssimazione perdonabile, spero. Insomma la maestra Verro viene dalle estese campagne di Veroli ed è candidata nella lista PDV (Progetto Democratici per Veroli) che sostiene il candidato a sindaco Simone Cretaro.
L’incontro con questa candidata si caratterizza per i molti distinguo e numerose messe a punto. Il primo e non potrebbe essere altrimenti, è la dichiarazione della sua appartenenza politica. “Sto in una lista civica ma sono del PD”. Come molti altri, ma lei lo dichiara. Certo avrebbe gradito competere sotto le insegne del suo partito ma le circostanze non l’hanno consentito. E qui viene la seconda messa a punto. “Sono membro del Comitato Direttivo del Circolo di Veroli da ottobre scorso, ma mi sono piovute addosso solo discussioni sui nomi e mai abbiamo affrontato la definizione dei programmi. Sento il bisogno che la linea politica generale si sostanzi, si qualifichi, si arricchisca di una ricerca costante delle cose da fare qui sul territorio. Vorrei partecipare a definire un progetto locale. Un Progetto per Veroli. Quello che non siamo riusciti a fare con il PD locale lo faremo con questa lista (PDV ndr).
Cristina Verro viene dall’impegno in quella che i media, con un opinabile criterio, chiamano società civile (opinabile perché a cosa di contrappone, ad una società incivile o a una società militare? ndr): In ogni caso il patrimonio di esperienze che porta con sé vengono dall’aver svolto attività di volontariato e nell’associazionismo più vario partendo dal suo territorio dove ha contribuito anche a quella esperienza bella e nota della Casa di Accoglienza “Giovanni XXIII”, fondata dal sacerdote don Andrea Coccia.
Oggi sono suoi obiettivi principali: contribuire al miglioramento del sistema scolastico nel comune e affrontare il disagio sociale. La Rete della Associazioni (donne, anziani, diversamente abili, sportive ecc) è un obiettivo da perseguire. “E’ necessaria una riorganizzazione della materia. Confrontare sistemi, normative, trattamenti per riuscire a offrire la migliore lettura che porti poi al riconoscimento del valore dell’opera di questo settore” E insiste – “un ripensamento dell’organizzazione, dello stile di comunicazione, del comportamento ambientale e sociale, della soddisfazione degli utenti e dei codici etici. Definire un indicatore per gli stili di vita dei dipendenti ma anche aprendo magari a nuove opportunità: periodi di aspettativa per fare volontariato, permessi parzialmente retribuiti e onere dell’assicurazione a carico dell’azienda. Aprire al volontariato, soprattutto, significa aprire anche a nuove forme di esperienza”. E sul piano della concretezza – “Ci sono fondi europei previsti dal programma EaSI. Su queste tre assi: Eures, Progress e Progress microfinance (nuova linea varata di recente), si basa il nuovo programma, da sviluppare in Europa, centrato sui diritti e sulla cittadinanza. Nei prossimi anni ci saranno 815 milioni di euro e a luglio partiranno i piani strutturali regionali. Si può pensare di lavorare con fiducia”.
La signora Verro ha svolto la sua attività d’insegnante, spesso, con quella di “incaricata di Funzione Strumentale (F.S.)” occupandosi di quei particolari settori dell’organizzazione scolastica per i quali si rende necessario razionalizzare e ampliare le risorse, monitorare la qualità dei servizi e favorire formazione e innovazione; cosa che l’ha messa sempre in contatto con le Istituzioni in particolare quelle locali. Quale “mission”?
Primo. Far conoscere la struttura bibliotecaria di Veroli che è sicuramente importante e per alcune discipline anche imponente. Secondo. Far riscoprire le eccellenze creative di questa città dall’archeologia, alla letteratura, alla storia, alle arti figurative e via ricercando. Con un criterio, anche nel cuore, che tutto ciò che si farà abbia costantemente e continuamente un riflesso capace di coinvolgere l’intero territorio di questo grande comune ciociaro. Cioè, le famose e popolose contrade di Veroli.
Per la prima volta, in questa cronaca elettorale delle elezioni verolane, sento di aver di fronte una nuova generazione impegnata in politica per sua scelta e volontà con idee in cui credere. I suoi intendimenti rivelano senza incertezze che esiste un fermento che vuole con forza il cambiamento. E’ una percezione che va al di là della persona della mia interlocutrice, mi pare che parli per conto davvero di una nuova generazione fino ad ora velata. C’è un cambio di cultura. Quanto è estesa questa voglia d’impegnarsi? non mi risulta alcun dato, ma ora so che c’è e mi pare che guardi a un progresso fatto di competenza e solidarietà. Speriamo che questa voglia d’impegno si traduca in fatti concreti.
Veroli 9 maggio ’14
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie