
Come vede la crisi Vincenzo Antenucci, un nostro lettore, e la descrive in questo articolo che segue.
{tab=Una crisi mai vista}
Da tempo sto riflettendo su quello che sta accadendo, nel mondo in Europa e in Italia. Crisi economiche di queste dimensioni la mia generazione non ne ha mai conosciute.
Questo è dipeso anche perché i mercati si sono globalizzati completamente. La mia riflessione non vuole soffermarsi su questo aspetto anche perché non ne sarei capace, pero voglio riflettere sulle drammatiche ripercussioni che sta subendo il nostro paese.
Abbiamo una crisi di competitività di vaste proporzioni. Le nostre aziende non producono e non vendono, soprattutto nel nostro paese, con ripercussioni gravissime sul piano occupazionale con punte di disoccupazione del 13% e tra i giovani del 42%.
Questa situazione ha creato sfiducia nei confronti dell’intera classe dirigente della nazione(politica, impresa e sindacati). Nel giro di tre anni si sono succeduti 4 governi nessuno dei quali è riuscito ad imboccare una strada che cominciasse a dare qualche risposta ai tanti problemi ci affliggono l’Italia.
Nessuno fino adesso è riuscito a parlare chiaro alla nazione e a dare la terapia giusta per iniziare la guarigione e portare il paese fuori dalla crisi.
Attualmente ci sta provando Renzi. Io sono uno di sinistra, vengo dal PC, e dalla FIOM CGIL, ora sono un pensionato FIAT, alle primarie ho votato Cuperlo, ha vinto Renzi ed ora è presidente del Consiglio.
Io mi auguro che riesca a realizzare le cose che sta promettendo al paese.
Con rammarico devo constatare che le prime decisioni che ha preso sono inique e ingiuste perché in materia di abbassamento delle tasse ne sono avvantaggiati solo i lavoratori dipendenti, lasciando fuori i pensionati che per il passato hanno contribuito molto a creare ricchezza per questo paese.
Anche in questa fase cosi critica per la nazione i pensionati hanno fatto da ammortizzatore sociale, perché si sono accollati il costo della disoccupazione dei figli, una grave ingiustizia dovuta anche dalla complicità del sindacato che non ha agito per rimuovere tale iniquità.
L’altro punto e la riforma del mercato del lavoro che vede ancora aumentare la precarietà per i disoccupati escludendo totalmente la generazione dei disoccupati che hanno superato i trenta anni, e saranno più di tutti quelli che pagheranno il costo più alto della crisi.
Gli altri soggetti in campo non solo non hanno fatto niente ,ma hanno cercato di ostacolare il risanamento. In particolare vediamo quello che sta facendo la grossa industria: FIAT in testa che trasferisce all’estero la sede sociale e fiscale per non pagare le tasse in Italia e questo accade sotto gli occhi indifferenti dei governanti.
In Germania una casa automobilistica, non lo avrebbe mai fatto anzi non glie lo avrebbero mai premesso perché loro si che hanno il senso della nazione!!!!!Mi voglio soffermare sul ruolo che deve avere il sindacato.
{tab=36 anni in Fiat}
Ho lavorato 36 anni in Fiat, prima presso la sede di Torino e poi qui a Cassino. Sono stato impegnato per 35 anni nel sindacato FIOM CGIL Con incarichi di responsabilità all’interno degli stabilimenti prima a Torino e poi a Cassino. Le maggiori conquiste le abbiamo ottenute, quando le cose andavano bene e si lavorava sempre, l’azienda vendeva le macchine e con dure lotte riuscivamo ad ottenere risultati positivi anche per i dipendenti. In una situazione di profonda crisi, come questa che stiamo attraversando, un sindacato serio che tiene alla sorte dei pensionati, dei lavoratori dipendenti, dei disoccupati e dei giovani non può limitarsi a dire sempre NO, come sta facendo la CGIL, ma deve avere il coraggio di entrare in gioco a pieno titolo facendo proposte serie, responsabili, aprendo un confronto con le altre confederazioni, la confindustria, le altre parti sociali e il Governo, proponendo loro un patto per lo sviluppo per rilanciare l’economia e la crescita dando cosi un impulso alla ripresa economica e all’occupazione.
Questo patto va finanziato con il contributo di tutti i cittadini in proporzione al proprio reddito, dal pensionato che guadagna una pensione minima con una cifra simbolica di 0.50 centesimi di euro ai più abbienti con contributi molto più elevati in proporzione ai loro guadagni, cosi finanziando un fondo da utilizzare solo per l’occupazione giovanile. Tutti devono sentirsi protagonisti per il risanamento della Nazione, questo anche a titolo di prestito come successe durante il Governo Prodi per entrare nell’Euro, quando poi fu restituito tutto il denaro prestato.
Penso che in una fase di emergenza vanno trovate misure di emergenza. Di fronte a questa situazione critica vanno adottate tutte le garanzie necessarie affinché le risorse vengano utilizzate con il massimo rigore, nessuno si deve tirare indietro.
Il fondo dovrà essere gestito con trasparenza con un organo di controllo sulla gestione e con la massima oculatezza. In questa operazione nessuno si tirerebbe indietro ciò potrebbe dare una risposta occupazionale perché in Italia in quasi tutte le famiglie ci sono disoccupati.
La Camusso deve avere il coraggio di mettersi in gioco come fecero i suoi predecessori: Di Vittorio nel dopoguerra lancio il piano per il lavoro in cambio del blocchi dei salari , Lama alla fine degli anni 70 propose il famoso documento dell’EUR che affrontava hai da allora la crisi di alcuni settori industriali, Bruno Trentin nel 92 difronte ad una crisi economica firmo l’accordo per sterilizzare la scala mobile con il Governo e Confindustria. Quest’ultimo dopo alcune proteste dentro la sua organizzazione, si presento dimissionario al direttivo e dopo una lunga discussione gli fu ridata piena fiducia.
Da quel periodo in poi tutto il sindacato non ha fatto più accordi degni di questi nomi. C’è stata l’era berlusconiana che ha puntato solo alla divisione del sindacato.
Ora deve esserci un periodo dove tutto deve rinnovarsi. Ha ragione Landini.
Non sempre condivido le cose che fa come il mancato accordo alla Fiat, perché questo ha indebolito i lavoratori annullando totalmente il ruolo di tutto il sindacato anche quello dei firmatari.
Non è possibile che la FIOM sia fuori dalla Fiat.
Anche se la Corte Costituzionale ha reintegrato la presenza della FiOM all’interno delle fabbriche FIAT, ma è spogliata da qualsiasi ruolo politico. Nell’ambito sindacale quando di parla della Fiat non si può fare a meno della FIOM, e quando si parla della FIOM non si può fare a meno di pensare alla FIAT. Questi due soggetti hanno fatto la storia sindacale nel nostro paese.
{tab=Rinnovare il sindacato}
Tuttavia Landini ha ragione quando pone il problema serio come quello del rinnovamento di tutto il quadro dirigente del sindacato soprattutto quello della CGIL, che ha un apparato dove la stragrande maggioranza dei funzionari vive di rendita, si scambiano le poltrone come succede in provincia di Frosinone. Oggi c’è una crisi di idee e di progettualità dovuto proprio al mancato rinnovamento della classe dirigente.
Ha ragione ancora Landini, quando proporne lo scioglimento del sindacato pensionati della CGIL, perché questa e una categoria che viene utilizzata senza offesa da parte mia per i pensionati a garantire l’apparato di cui parlavo prima, perché nei congressi la confederazione si riserva una quota di delegati pensionati da utilizzare per eleggere gli uomini di fiducia della stessa in barba a qualsiasi concetto di democrazia. Sarebbe più logico che i pensionati venissero organizzati nelle categorie di provenienza.
Ritornando al tema principale penso che la cosa miglior oggi per governare bene, questo paese è mantenere la coesione sociale. Renzi deve stare molto attento a non dividerà la Nazione. Un primo errore è stato abbassare le tasse solo ai lavoratori dipendenti e alle imprese tendendo fuori i pensionati e le altre categorie. Non si può dividere la società tra i cittadini più importanti e quelli meno importanti.
Bisogna fare una riforma fiscale seria a dir poco epocale per recuperare una vera giustizia sociale. Le tasse esistono e vanno pagate perché servono per guarantire i servizi necessari soprattutto per i cittadini più disagiati, ma bisogna renderle eque e giuste. Prendiamo ad esempio L’IMU, non è pensabile che due coniugi che possiedono una casa ciascuno (magari ereditata dai sacrifici dei genitori), ad una dei due viene considerata come seconda casa costringendoli a pagare cifre esorbitanti. Tutto ciò anche perché i comuni per fare cassa impongono le aliquote massime. Nella maggioranza dei casi su verifica che uno dei due è anche disoccupato e vivono con un reddito minimo da lavoro dipendente.
Immaginate in che disaggio economiche si vengono a trovare queste famiglie. Bisogna dire una volta per sempre che una famiglia che possiede due case non è detto che sia ricca anzi a volte diventa una spesa da non poter sostenere creando gravi problemi economici come in questo caso.
L’altro esempio: un lavoratore che per ragioni di lavoro è stato costretto a trasferirsi i dal suo paese di origine, ha dovuto lasciare la casa di sua proprietà per andare a casa in affitto dove lavora, in questo caso non gli si può considerare seconda abitazione perché questa persona viene penalizzata due volte: una perché è costretto a pagare l’affitto, l’altra perché lo costringono a pagare l’IMU come seconda casa. Per una tassazione giusta bisogna avere come punto di riferimento il reddito delle famiglie cosi come dice la Costituzione. Penso sia arrivato il momento di agire come detto attraverso: 1) Il patto per lo sviluppo, 2) La lotta all’evasione fiscale, 3) Una riforma equa e giusta del fisco, 4) Una riforma equa e giusta della tassa sulla abitazione, 5) Una riforma del mercato del lavoro vera, che tenga conto dei diritti inalienabili di tutti i lavoratori anche quelli che hanno superano i 30 anni e che si sappia coniugare anche con le esigenze delle aziende che abbia una durata minima di 30 anni, 6) Coinvolgere il più possibile i cittadini, renderli partecipe fare in modo di riscoprire il senso della nazione, perché da questa crisi si esce con lo sforzo di tutti.
Quindi e necessario che il governo Renzi si confronti con tutte le parti sociali.
{/tabs}
Vincenzo Antenucci, pensionato Fiat, già dirigente sindacale di fabbrica della FIOM CGIL.
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie