pd inpiazza 225

pd inpiazza 225di Rosalia Mattone – Il PD locale assiste ad un patetico tentativo di personificazione, il politico quale imprenditore di se stesso gestisce autonomamente la propria condotta di rappresentante avendo come riferimento non il partito ma la sua persona (i suoi interessi).
Quello che spesso si dimentica è che il partito è di tutti i militanti ed iscritti, che in molti passaggi cruciali si sono visti “delegittimati” dall’essere considerati tali. Tanto per rinfrescare la memoria è bene ricordare l’entrata in giunta del Pd come scelta indiscussa e non condivisa con il partito, decisa nelle consuete stanze tra i soliti noti.

Un atteggiamento consolidato e difficile da scardinare nonostante gli sforzi di riportare il partito ad avere la funzione per il quale è nato. Siamo sempre al punto di partenza, la forza la fanno i numeri e i numeri sono le tessere. Tesseramento avvenuto con metodi discutibili e poco trasparenti tanto da causare l’annullamento del congresso locale, svolto attuando un’odiosa forzatura, all’interno di un contesto provinciale caratterizzato dalle medesime peculiarità.

Le forzature non fanno bene al partito, l’esclusività ad arrogarsi una scelta in nome di tutti non fa bene al partito, l’idea di poter far tutto ed il contrario di tutto non fa bene al partito. Siamo sicuri si parli ancora di bene del partito? Quel che è certo non si parla di politica.

Non si vede un progetto per il paese, non si condividono le scelte, non si palesano le linee guida, non si accenna alla progettualità di qualsivoglia argomento. Non ho mai avuto il piacere di sapere per bocca di un nostro rappresentante cosa fa il mio partito all’interno dell’attuale giunta.

Le notizie sporadiche lette sui quotidiani rendono ancor più chiara l’idea che non vi è inclusione in questo partito, ma solo un costante obiettivo: escludere gli altri per rafforzare se stessi. Parlare di congresso unitario senza gettarne le basi e con tali premesse diventa impossibile, insensato e quantomeno ridicolo.

Se vogliamo che il Pd torni ad essere una risorsa per il paese, un’occasione per poter realizzare il bene e l’interesse comune dobbiamo cambiare rotta. Sta faticosamente e tra mille resistenze emergendo una linea alternativa nel PD ceccanese, il cui obbiettivo non può e non deve ridursi alla “guerra santa” contro i vecchi apparati.

La scommessa è restituire un ruolo dignitoso al circolo locale ed agli organismi che lo compongono, all’insegna dell’inclusione e della condivisione, e perché no anche del rinnovamento.

Esserne capaci sarà la sfida più grande.

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