Berlinguer: una domanda a Scalfari
Su la Repubblica Eugenio Scalfari tesse un elogio commosso di Enrico Berlinguer, un rivoluzionario che colloca tra papa Francesco e Machiavelli. Anche il segretario fiorentino fu un grande rivoluzionario del suo tempo, “il quale però – chiarisce il segretario del Pci – si riferiva alla virtù individuale di un principe mentre noi ci riferiamo a una formazione politica che organizzi le masse per trasformare la società”. Scalfari lo mette nero su bianco: “Il nostro – scrive – è un popolo abbastanza strano, s’innamora più spesso dei clown che dei politici impegnati”. Ben detto, dottore. Ma permetta una domanda: perché mai il suo giornale sostiene un altro segretario fiorentino, che è l’opposto di Berlinguer e rassomiglia molto a quello che lei nomina come “un miserabile”, vale a dire Bettino Craxi? Non sarà perché c’è chi, e anche lei, vuole conservare il capitalismo per l’eternità, mentre Berlinguer lottava per una civiltà più avanzata oltre il capitalismo, in cui il socialismo si coniughi con la democrazia e la libertà?
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