Opara di Mario Riccidi Fausta L’Insognata Dumano – Credici Frosinone è un cantiere artistico, soltanto che nessuno lo sa perché gli eventi non vengono adeguatamente pubblicizzati e perché c’è quella “spocchia di forte individualismo”. Ancora una volta la location è la villa comunale nel progetto ”ARTE VISIVA” realizzato da Borghese.
L’artista Mario Ricci non ha certamente bisogno di presentazioni, già il titolo della mostra è un intrigante racconto IO CAMMINO DA SOLO…..poche opere dove cammini per ore, se ti lasci prendere per mano dall’artista….. Io sono stata rapita per tre ore in una domenica mattina piovosa. Un autoritratto monocromo mi ha introdotto nel viaggio. Una figura appena visibile su un fondo rosso, il mito di Plinio della nascita dell’arte, un’ombra che stimola e provoca, leit motiv della sua arte. Lo spettatore deve riflettere, cercare la forma, interrogarsi mentre osserva le illusioni ottiche.
Un’ arte che non imita il reale, ma lo suggerisce. Il quadro sembra venirti addosso, sembra di entrare ed uscire dallo spazio. UN VIAGGIARE. Una molletta, un cucchiaino possono narrare una città. I piccoli oggetti di cui è fatta la nostra vita quotidiana, le piccole vite che non si incrociano, come non si incrociano le grandi città…..Ogni tela meriterebbe fiumi di inchiostro, ogni tela ti lascia interrogativi io mi sono scompaginata nello spazio, mi sono lasciata prendere per mano fino alla visione onirica realizzata dal guanciale posto a chiusura del viaggio.

 

Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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