pd inpiazza 225

pd inpiazza 225di Ivano Alteri – Nel suo intervento di qualche giorno fa su Unoetre.it, Sara Battisti invitava ad una riflessione “attenta e non superficiale” sul Pd, per rendere politicamente efficace “l’unico partito presente in Italia”, allo scopo di rispondere alle domande pressanti dei cittadini e del Paese. L’invito era rivolto soprattutto ai protagonisti ciociari del partito, ai suoi associati e sostenitori, è chiaro; ma viste le diverse “funzioni” che secondo noi il Pd dovrebbe, e potrebbe, svolgere nell’ambito più generale del Centrosinistra, pensiamo che l’invito riguardi anche noi, i lettori del nostro giornale e tutti i cittadini ciociari.

Il sollecito di Battisti ci pare quanto mai opportuno, vista l’inerzia che caratterizza il PD ciociaro sin dalla sua nascita; ad essa, neanche l’ultimo congresso ha saputo porre rimedio. Al contrario, proprio lo svolgimento del congresso ha manifestato, ancor più, tutte le questioni politiche irrisolte; non è un caso che sia assurto alle cronache nazionali per i rigonfiamenti sospetti di tessere a cura dei soliti notabili locali. Anche la speranza che le primarie potessero liberare il partito da questa morsa personalistica e di clan, è quindi miseramente sfumata: le strutture del partito restano prigioniere delle pratiche notabilari.

Ci pare evidente, a questo punto, che i soli meccanismi interni del partito non siano in grado di rimuovere gli ostacoli al rinnovamento e sprigionare tutte le sue energie; tanto meno può esserlo il sistema delle primarie aperte per eleggere il segretario. Così come posto, quindi, il problema che ha il PD ciociaro sembrerebbe irrisolvibile: esso avrebbe assoluto bisogno di nuove pratiche politiche per riconnettersi col territorio e riavviare l’azione; ma i notabili impediscono le nuove pratiche politiche, e il territorio se lo gestiscono in proprio. I sostenitori di un rinnovamento sostanziale del partito sembrerebbero così condannati all’impotenza pressoché totale.

Ma forse le cose potrebbero andare diversamente, se i democratici più sinceri smettessero di immaginare il PD come fosse il centro esatto del mondo, e tornassero a guardarsi intorno, soprattutto alla loro sinistra. Certo non sarà loro sfuggito che le pratiche notabilari di cui sopra, hanno avuto bisogno, nel corso degli anni, di una sempre maggiore marginalizzazione della sinistra e del Centrosinistra. Il ruolo dei notabili, infatti, diventa possibile, e in un certo senso “necessario”, quando i partiti scompaiono e la politica si mostra inetta; il ruolo dei notabili è un ruolo di surroga. Crogiolarsi sul fatto che il PD sia “l’unico partito presente in Italia”, perciò, può diventare alquanto pericoloso. La desertificazione dei partiti, lo sfaldamento delle alleanze strutturali, soprattutto a livello territoriale, sono lo spazio privilegiato dei notabili e delle loro pratiche degenerative, la galera per le energie fresche e pulite, l’oblio per il merito, la morte per la sana politica.

Insomma, ci pare chiaro: il PD ha bisogno del Centrosinistra, in tutte le sue sfumature, se non vuole degenerare e se vuole essere davvero efficace. Ma a volte questo bisogno di relazioni è sentito come una grave debolezza, cui dovrebbe rifuggire una classe dirigente competente e matura. Personalmente, pensiamo che sia invece una forza inestimabile, poiché presuppone la consapevolezza di essere soltanto parte di un tutto; cosa essenziale per non disperdere talenti, per mantenere i legami con i cittadini, garantire la massima trasparenza, rendere le idee politicamente efficaci.

In conclusione, pensiamo faccia bene Sara Battisti a riproporre le questioni emerse, ancora, nel corso del congresso, e a pretendere che si riparta da lì; ma non sarà sufficiente, a nostro avviso, una discussione tutta interna, per quanto patrocinata dal livello nazionale del partito, se i legami politici col territorio continueranno ad essere tenuti personalmente da alcuni, e non dagli organi preposti. Abbiamo, perciò, anche noi un invito da recapitare a lei e agli altri democratici sinceri: attiviamoci per il risveglio del Centrosinistra, per la riapertura dei canali di comunicazione tra i diversi soggetti; torniamo a coinvolgere coloro che hanno contribuito a dare rappresentanza ideale e politica, con tutti i limiti e le contraddizioni, ad una gran parte dei cittadini italiani. Essi, ne siamo certi, ce ne sarebbero grati.

Frosinone 16 gennaio 2014

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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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