Un tavolo entro gennaio, e non ad aprile come dice l’azienda, per discutere cosi’, ufficialmente, delle scelte e delle ricadute in Italia dell’acquisto di Chrysler da parte del Lingotto. Domani è in programma un incontro tra Fiom e Fiat, il primo dopo la lunga fase delle turbolenze sul piano delle relazioni sindacali. Ma c’è da scommetterci che sarà la più classica delle passeggiate lungo un bel viale alberato.
E dalla richiesta del segretario generale della Fiom Maurizio Landini, formulata oggi nel corso di una conferenza stampa, il messaggio è che a questo punto “o c’e’ una prospettiva di riorganizzazione industriale chiara o si rischia di raccogliere solo macerie. Attendere aprile che Fiat scopra le carte e’ tardi”. L’esecutivo, quindi, se ha tanto a cuore la ripresa economica, deve intervenire.
D’altra parte, aggiunge Landini, tutti i settori strategici, da Fiat a Finmeccanica, da Elettrolux a Indesit “sono ormai ad uno snodo importante, ad un passaggio fondamentale”. Ma senza un ntervento del governo il rischio di desertificazione e’ a un passo.
La Fiom chiede al governo di “giocare un ruolo” anche sulle “vicende non concluse” di Termini Imerese e Irisbus, nonche’ sulle procedure di mobilita’ aperte per l’Alfa Romeo di Arese. “Non c’e’ paese industriale al mondo – ha sottolineato il leader della Fiom – in cui non si veda anche un intervento pubblico” nelle crisi delle imprese e “non e’ vero che con la crisi gli investimenti non si fanno”, come dimostra la Volkswagen. Per questo l’esecutivo deve chiedere conto alla Fiat dei suoi piani in Italia: “Ho sentito il dottor Marchionne dichiarare che Fiat la propria politica industriale non la discuteva con nessuno. Secondo me un governo questa dichiarazione non la puo’ accettare”. “In questi tre anni la Fiat ha piu’ volte cambiato i piani per l’Italia e non c’e’ nessun testo in cui l’azienda ha messo nero su bianco il suo impegno per gli investimenti produttivi e per la realizzazione di nuovi modelli. Tanti stabilimenti – ha concluso – restano senza missione produttiva”.
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