di Ignazio Mazzoli – Già l’11 ottobre 2013 da queste colonne si segnalò una delle poche iniziative intraprese da un’amministrazione comunale per sostenere la lotta alla crisi dell’occupazione in questa provincia. Il sabato precedente, cioè il 5 ottobre, durante la Prima giornata del Volontariato, interessante iniziativa del comune di Ceccano, svolta presso la mediateca della città, che sotto il titolo “Ri–conosciamoci: il welfare plurale”, che coinvolse ben 25 associazioni del territorio per diffondere le proprie attività, incontrammo un’iniziativa molto importante di cui si è parlato poco se non per far circolare dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano.
La cooperativa sociale “Videocoop”, nata da un’iniziativa di alcuni ex dipendenti della Videocon di Anagni, si fece notare in quell’occasione contribuendo a dare risalto ed importanza all’iniziativa. Come annunciato in allora gli ex lavoratori Videocon, costituitesi nella nuova cooperativa denominata “Videocoop Società Cooperativa” per l’attività di riciclaggio di apparecchiature elettriche ed elettroniche, avevano chiesto al comune di Ceccano la concessione dei locali comunali di via San Francesco per avviare l’attività in tempi veloci e potersi così ricollocare dal punto di vista professionale. I locali del comune, infatti, sono già omologati e registrati come centro di raccolta di queste apparecchiature. L’Amministrazione Maliziola ha risposto positivamente con una deliberazione della giunta comunale, la n° 360 del 19 dicembre 2013. L’atto, immediatamente esecutivo, firmato dal sindaco Maliziola, dal vicesindaco Maurizio Cerroni e dagli assessori Pasquale Casalese, Irene Giovannone e Camillo Maura, permette ai lavoratori in difficoltà di avviare immediatamente l’iter per far decollare la nuova realtà imprenditoriale al fine di poter accedere alle opportunità d’intervento previste dall’Accordo di programma Anagni-Frosinone.
E’ una manifestazione di sensibilità ai temi sociali e occupazionali dell’Amministrazione Maliziola, la decisione di concedere la struttura richiesta alla Videocoop Società Cooperativa in modo eccezionale e provvisorio. In questo modo i lavoratori, ex Videocon, saranno agevolati e potranno dare rapidamente avvio alle attività e superare le difficoltà burocratiche richiedendo quanto prima il necessario accreditamento nel settore del trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche presso il CdC RAEE (Centro di Coordinamento RAEE dei Sistemi Collettivi istituiti per la gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) conformemente alla specifica tecnica prevista.
Non ci sono dubbi che, per quanto simbolico, si tratti di un gesto concreto di vicinanza ai lavoratori in difficoltà che l’Amministrazione ha realizzato “credendo fortemente nel loro impegno e desiderio di ripartire – parola della sindaca Maliziola – Si tratta di un modo coraggioso per rilanciarsi e rispondere alla crisi economica e occupazionale attraversata dalla Ciociaria”.
E’ stato già reso evidente che “Il volontariato, la generosità individuale sono doni preziosi che donne e uomini dotati di forte senso civico fanno al loro prossimo con sentimento e con amore, ma non possono né devono sostituire i processi industriali su cui si regge l’economia di un paese”. Tanto più oggi è necessario spingere senza sosta su “nuove norme più adeguate e moderne per un sistema integrato di servizi sociali, ma contemporaneamente si mettano le strutture forti che producono la grande ricchezza al servizio dei cittadini, delle donne e degli uomini di questa società”.
Apprezzare questa scelta dell’amministrazione di Ceccano chiama a un dovere, quello di porre l’accento in questa drammatica situazione sul come si fronteggia il dramma di decine di migliaia di disoccupati in questa provincia di Frosinone. Come s’impegnano i comuni di questa provincia perché Regione e Governo trovino le risorse necessarie?
Nessun eletto e dirigente politico provinciale, regionale e nazionale pensino di mettersi la coscienza a posto nella lotta alla disoccupazione e al degrado economico solo per avere sollecitato e sostenuto la formazione di una cooperativa di tre o cinque o nove persone. Ci sono numeri con più zeri che bisogna fronteggiare e non si soddisfano i bisogni con le raccomandazioni e i suggerimenti, ma sapendo avviare e portare alla vittoria grandi movimenti di lavoratori e cittadini che possano così rivendicare i loro diritti con le loro forze e le loro qualità. Solo così saranno davvero apprezzati gli sforzi delle amministrazioni come quelle di Ceccano e si darà una speranza concreta alle attese di un’intera società.
Un movimento che sappia esigere una gestione trasparente dei fondi per l’accesso al credito e alle garanzie; di quelli del “plafond Lazio” nel fondo centrale garanzie per i finanziamenti agevolati alle piccole e medie imprese localizzate nel sistema Locale del lavoro di Frosinone Anagni e del comune di Fiuggi e soprattutto sappia imporre l’esigenza di una nuova politica industriale che risponde al dettato dell’articolo 41* della Costituzione e non soltanto alle ambizioni di chi vuole farsi imprenditore per il proprio tornaconto.
Questo articolo è stato pubblicato anche sul quotidiano L’Inchiesta il giorno venerdì 27 dicembre 2013
*Art. 41 “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
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