Intervista raccolta da Ignazio Mazzoli – La crisi dei partiti ha prodotto ovunque in questo nostro Paese una diffusa formazione di centri d’iniziativa che vanno sotto il nome di “Associazioni”. Il degrado profondo dell’iniziativa politica dei partiti anche in questa provincia ha prodotto lo stesso fenomeno. Voglia di esserci e voglia di contare cacciate dai partiti rientrano comunque attraverso la finestra delle più diverse forme di aggregazione. L’Associazionismo ciociaro è ricco di iniziative solidaristiche, ma non solo, ci sono anche iniziative che vogliono manifestare il loro malessere verso i comportamenti attuali dei partiti fuori e dentro le Istituzioni e quindi manifestamente si vogliono occupare di politica. Partiamo da qui. Poi torneremo sui risultati e sulla organizzazione interna di queste iniziative di volontariato.
Oggi vi presentiamo Micaela Madonna presidentessa dell’Associazione A Filo d’Erba che opera nella città di Frosinone ” da più di un anno. Romana di nascita, ha due figli ed è “Assistente di comunità infantile, ma da sempre casalinga, per scelta” – come precisa lei stessa. Lo scopo che si prefigge è di valorizzare i tanti talenti, le donne di spiccata capacità intellettuale , le personalità determinate e fuori dai circuiti della malapolitica, i giovani di merito -“mettendo al centro bene comune e cittadinanza attiva su una base volontaristica e civica”- per determinare quella “discontinuità necessaria al rinnovamento della classe amministrativa e politica per la rinascita di una buona pratica, tanto locale che nazionale.”
E’ opportuno conoscere meglio queste iniziative che s’impegnano su un fronte così difficile e complesso. E alla signora Micaela Madonna abbiamo posto le domande che seguono.
Cos’è Il Filo d’Erba e come nasce?
L’associazione nasce più di un anno fa con l’intento di dare spazio e voce alle base (a filo d’erba appunto); è una libera traduzione di grassroots termine che si riferisce alla gente comune. La candidatura a Sindaco Indipendente della Professoressa Giuseppina Bonaviri fu per noi il primo impegno molto determinato che continua ad essere un’esperienza di riferimento politico credibile, fuori dalla casta, dalla malapolitica verso un cambiamento serio scuotendo le logiche affaristiche locali (che da troppo tempo invadono e tormentano il nostro territorio). Questa scelta ci ha dato la forza e la giusta carica per dare vita ad una iniziativa alternativa e innovativa come questa.
Perché si chiama “A Filo d’Erba”?
Per significare che anche il più fragile e piccolo tra i fili d’erba ha diritto di esistere in sintonia con il mondo. Oggi assistiamo ad un processo di distruzione della coscienza collettiva ed individuale a causa appunto della incapacità dei nostri rappresentanti preoccupati solo di mantenere inalterato un loro potere personale ed individualistico. Noi ci contrapponiamo a questa logica ritenendo che anche la persona più umile e apparentemente laterale sia una ricchezza da non perdere nella società. Abbiamo aderito a molte battaglie di cittadinanza sui diritti mancati a favore di una nuova società e non permetteremo che la voce della gente comune rimanga inascoltata. Vogliamo una seria tutela della base e chiediamo, unendoci al coro che si leva alto grazie all’operato della Rete La Fenice, che la Ciociaria torni a vivere di luce propria con il suo popolo.
Qual è l’azione quotidiana della sua Associazione e come si esplica?
Costruire una rinnovata partecipazione popolare nel quotidiano come elemento essenziale e fondante tra cittadine-i, partiti, movimenti, rete adoperandosi per il rafforzamento e lo sviluppo dello Stato di diritto. E’ la nostra priorità. Ormai facciamo parte di un movimento trasversale che si è esteso in tutta la provincia e oltre, che alla base del suo operato vede libertà d’espressione e di pensiero, etica del bene comune, rispetto e tutela d’ogni forma di diversità, sviluppo di una società aperta all’integrazione e allo scambio multiculturale, giustizia sociale, solidarietà, affermazione della cultura della Legalità e della Costituzione, pari opportunità e opportunità di genere che per noi rimangano prioritari.
Quali difficoltà incontra nella sua opera?
Tante. Innanzitutto quella della logica del pesce che reputandosi grande crede di potere divorare quello più piccolo, ovviamente troppo spesso accecato solo dalla voglia di detenere un potere che poi si dimostrerà fittizio. Questo vale anche per quelle pseudo associazione locali che vivendo di luce riflessa credono di essere uniche non aderendo all’idea che solo un percorso di unità concreta potrà essere vincente. L ‘esperienza con La Rete La Fenice ci ha fatto capire, invece, che solo stando insieme si può vincere la battaglia a favore di una umanità tanto lacerata e sofferente a causa dei cattivi costumi d’uso locali.
Di cosa avrebbe bisogno e come dovrebbe essere supportata la sua missione?
Primo, ho bisogno che si torni a credere fuori ed oltre i poteri forti. Vorrei che alcuni enti, tutti quelli di buona fede e tutte quelle realtà virtuose che alla base della loro missione mettono lealtà, valori, trasparenza, operato credibile collaborassero con una iniziativa come questa. Soprattutto chiediamo concretezza di azione.
Questo articolo è stato pubblicato anche sul quotidiano L’Inchiesta il giorno 25 ottobre 2013
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro.
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie