di Donato Galeone – Perché da elettore PD ad iscritto di questo partito. Una domanda mi viene posta da qualche giorno alla notizia della mia iscrizione al PD a Frosinone, città che ho conosciuta e vissuta sin dal 1967, pur residente da qualche anno a Roma.
La domanda è certamente politica ed è normalissima, nella risposta, perché orienta a favorire la decisione di ogni cittadino democratico, persona fisica partecipante con il voto, nel passaggio “da elettore PD a iscritto PD” – peraltro – sollecitato nell’esercizio pieno dei diritti-doveri costituzionali – conquistati dalla democrazia italiana nella dimensione europea.- di “tutti i cittadini che hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Da elettore PD a iscritto al Partito Democratico non è solo una scelta associativa, personale, ad un “partito” quanto, essenzialmente, la scelta di “un partito della democrazia pluralista” nella concezione della democrazia sia nelle sue modalità e forme definite interne, ad ogni livello, che:
1- nelle finalità e negli obiettivi sociali ed economici, aperti al confronto, da proporre in competizione nella società complessa, europea e globalizzata, elevando il lavoro per una rapida crescita produttiva ed equa redistribuzione dei risultati;
2- nella rappresentanza generale e nel rapporto con le associazioni sindacali dei lavoratori e le parti sociali;
3- nel confronto con i movimenti e le associazioni culturali e dell’informazione; con i gruppi di volontariato attivo e solidale verso la inclusione dei cittadini a rischio povertà e esclusione sociale.
Finalità, rappresentanza e confronto che dovrebbero riconoscersi in altrettanti tre momenti ordinari dell’agire politico di un Partito Democratico aperto alla società:
– il primo momento è quello della “domanda sociale” che, definita e scelta, viene trasformata in domanda politica;
– il secondo momento è quello della “competizione” che, risultante prevalente e vincente, amministrerà il potere politico;- il terzo momento è quello dell’esercizio della funzione nella “gestione del potere politico” conquistato.
Mentre sottoscrivevo l’adesione al PD davanti alla Società Operaia di Frosinone ho così ripensato – semplificando – alla funzione tipo di un Partito Democratico che un Candidato o Candidata a Segretario potrebbe condividere e proporre – nell’agire collettivo e non personalizzato – da scomporre – unitariamente – nella “partecipazione attiva e continua” in almeno “due moduli” di partecipazioni specializzate e professionali (non correnti o aree di riferimento correntizie) che dovrebbero essere verificate, adeguate e rinnovate, periodicamente: :Donato Galeone al momento dell’iscrizione al PDDonato Galeone al momento dell’iscrizione al PD
– nella loro organizzazione, amministrazione e finanze, studi, analisi e pianificazione delle proposte politiche;
– nella rappresentanza qualificata nei rapporti politici e per le assemblee parlamentari di ogni livello;
– nella funzione di governo e amministrazione politica dal Comune ad ogni livello istituzionale.
Nell’associarsi liberamente – per partecipare in un Partito democratico o in un Sindacato democratico – ogni cittadino e lavoratore esercita un suo diritto personale e costituzionale politico, sindacale e sociale.
Nessun Partito e neppure un Partito Democratico pluralista, identificato non confessionale, non può “farsi società” perché è distinto – in una società democratica – tanto nel suo “ruolo politico” quanto nel suo “ruolo istituzionale”.
E, pertanto, anche in questa sua duplice distinzione di ruolo, il PD, tanto con le regole di trasparenza nella gestione delle risorse interne di Partito quanto nel garantire, con altrettanta trasparenza, l’utilizzo corretto del denaro pubblico, dovrà essere esemplare contro la corruzione.
Il PD – a mio avviso – in questa direzione può adottare volontariamente, regolamentare e prevedere adeguate verifiche metodologiche – “impegnando onorevolmente” i propri rappresentanti eletti o incaricati pro tempore – ad informare elettori e soci sull’esercizio dei rispettivi mandati, volta a volta, o di anno in anno.
Il PD, organizzazione politica aperto e strumento plurale di democrazia non può ridursi, volta a volta, a prevalente e quasi unica funzione elettorale anche di coalizione, comprese le “primarie.” Tanto per le candidature di Partito quanto per altre candidature di rappresentanze istituzionali.
Non è quello il momento essenziale di un Partito Democratico aperto alla società ma sarà ed è – certamente – altro e conseguente il momento condiviso che, determinato nella scelta di domanda sociale, trasformata in domanda politica, deliberata dagli organi del Partito,
E tramite i candidati delle primarie che la domanda politica sarà ed è approfondita, confrontata e sostenuta – in campagna elettorale – dal voto degli elettori.
Non è vincente – sempre a mio avviso – il continuare a immaginare un Partito identificabile, prevalentemente, nella occasionale e periodica organizzazione di Comitato Elettorale dei Candidati, pur indicati dalle primarie.
Ma è e sarà sempre determinante – non personalizzata – una qualificata aggregazione socializzante volontaria di cittadini – tra Soci ed Elettori del PD sostenitori del centrosinistra – che, innanzitutto, identificandosi e riconoscendosi “democratici” tendono – giorno dopo giorno e con proposte condivise – a consolidare la “organizzazione politica progressista e riformatrice” – non escludendo ma provocando e, se necessario, anche con “mobilitazioni critiche pubbliche” intorno alle linee politiche e ricostruttive unitarie dello stesso PD, se collegate alle domande sociali dei cittadini.
Ecco, quindi, il “come” all’interno della organizzazione di un Partito Democratico, tra i Soci e gli Elettori territoriali si identificano e crescono i “ruoli specifici” tanto tecnici quanto rappresentativi.
E, certamente, in selezione condivisa verso la unità possibile che è “legame operativo” tra l’esercizio di responsabilità politiche, rappresentanza democratica e competenze tecniche.
Penso che sia utile per noi Soci ed elettori del PD suscitare e ampliare il confronto interno da rendere pubblico.
Ed ancor più in un momento importante di orientamento politico e praticabile richiestoci anche verso la scelta del Candidato/a quale Segretario Provinciale del PD di Frosinone.
Frosinone, 21 ottobre 2013
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