di Roberto Giannetti – Riflettere sul rilancio dell’azione amministrativa vuol dire che il ragionamento deve necessariamente partire dalla crisi economica che ha contribuito a determinare nuove problematiche nelle quali la politica ha il dovere di intervenire ed affrontare con proposte concrete.
Per tali ragioni, oggi è dovere politico e civile affermare che le priorità assolute per il centro sinistra guardano a nuove politiche di vita e sociali che, non limitandosi a registrare i tagli, mettano mano ad una vera e propria rivoluzione delle priorità al fine di evitare un abbassamento nella tutela delle fasce più deboli, proprio quando quest’ultime tendono ad allargarsi.
Vista la scarsità delle risorse disponibili per la realizzazione di ambiziosi progetti, sarebbe utile rivisitare il modo di amministrare la cosa pubblica, razionalizzando prioritariamente spese e costi facendo in modo che ogni risorsa recuperata venga reinvestita su politiche sociali, culturali e giovanili.
Per iniziare una vera fase di ristrutturazione nei servizi del comune potrebbe essere utile ragionare su come dare un miglior aiuto ai cittadini e mirare nel contempo ad un impianto più efficace per il riordino delle spese.
Per esempio, aprire uno sportello di idee e proposte tra responsabili e addetti ai lavori su ogni settore interno, aiuterebbe sicuramente ad individuare e studiare sinergie possibili con tutti i settori e reparti per un servizio più idoneo nel suo complesso.
Riorganizzando gli uffici competenti, bisogna ripristinare, qualora esse siano carenti, la legalità violata nelle occupazioni abusive e le concessioni anomale di strutture pubbliche, ma soprattutto andare al recupero degli oneri di urbanizzazione mai versati oltre che delle morosità di canoni per utilizzo di strutture pubbliche e degli alloggi.
Tali obiettivi vanno accompagnati da un’effettiva responsabilità dei funzionari e dei dirigenti comunali, ai quali va eventualmente, riconosciuto un premio a conferma del raggiungimento degli stessi obiettivi.
Nelle città come Ceccano, dove la crisi costringe a dover ripensare se stessa, diventa malsana ogni idea di politiche infrastrutturali e di politiche edilizie che guardano sempre ad espansioni e occupazioni per la cementificazione di suoli vergini.
Occorre, invece, spingere e favorire il recupero di siti abbandonati e/o fatiscenti per permettere anche un riavvio e la rimessa in moto di una manodopera locale fatta di imprese di piccole dimensioni.
Altro capitolo può essere aperto sulla manutenzione e decoro cittadino per presentare una città più accettabile e più vivibile.
Qui il grosso recupero va fatto nel controllo delle opere di manutenzione, sia esso nella qualità che nelle individuazione delle spese e il rispetto per il mantenimento delle risorse già esistenti.
L’ assurdità di continuare a metter toppe, offensive all’occhio dei cittadini che vivono la città e di chi ne entra per vari motivi, non può dare un alto punteggio alla classe che amministra questa città.
Intervenire per far cambiare faccia alla città è doveroso per ogni orgoglio di appartenenza.
Di esempi possono essercene tanti e toccano nella cultura e nei comportamenti di ogni singolo amministratore e cittadino; essi vanno dalla cura dei marciapiedi, all’arredo delle piazze, ai parcheggi selvaggi, alla cura dei monumenti, alle invasioni delle erbacce e alla pulizia delle strade dai centri storici alle periferie ormai non più transitabili a piedi, ecc.
Questi e tanti altri, sono i temi sui quali i partiti intenzionati alla rivisitazione dell’esecutivo devono confrontarsi, suscitando un dibattito tra le forze politiche, segnatamente all’interno del centro sinistra e con un confronto più aperto anche con le forze di opposizione, perché, solo su tali questioni può riaffermarsi un’identità che si cali nella realtà delle cose e non sia vicenda confusa e astratta.
L’eventuale entrata in maggioranza del Pd, è sì un’opportunità per ristabilire un rapporto ad un dialogo normale con il governo della città, ma non può essere e non deve essere strumento per riaffermare vecchie logiche non più comprensibili né più utili ad una città che ha bisogno di rigenerarsi con professionalità trasparente e di merito per guardare avanti.
E’ necessario che tutte le forze politiche e la comunità del centrosinistra favoriscano una linfa per rilanciare un cambiamento capace di ridefinire politiche riformiste e per rispondere alle istanze della città.
Era questa l’ottica del documento firmato dalle forze del centrosinistra nel gennaio scorso e da lì occorre ripartire.
Ceccano 16-05-2013
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