di Fausta L’Insognata Dumano – Grande Sorella sbarca sul pianeta nel 56, proprio l’ anno della grande nevicata. Si andava alla mensa dei poveri, pure allora la città era divisa in ricchi e poveri. Oggi ho aperto l’ agenda dei ricordi di Grande Sorella…..gli uomini la mattina si mettevano in fila dal caporale, per racimolare la giornata di lavoro. Contratto, articolo 18 non stavano in nessuna agenda. La Ciociaria era una terra di contadini, di pastori e nello stesso tempo di ricchi proprietari; si lavorava per pochi soldi, valigie di cartone, attraverso un parroco, le donne furono le prime ad emigrare verso Como, Milano, Torino. Anche la mamma partì, lasciando i figli alla nonna. A destinazione le donne vivevano insieme in grandi cameroni, sottoposte a regole ferree. Figurati, nell’ immaginario collettivo ”sono andate a fare le mignotte”. Poi sono partiti gli uomini…… A Como, un altro mondo, i primi scioperi, chi è tornato, richiamato dagli affetti, è tornato con una consapevolezza, la possibilità di organizzarsi. A ltri invece partivano verso la Germania, la Svizzera, il Belgio, l’America, per raggiungere gli altri migranti. Grande Sorella impara ad andare in bici, senza le gomme, solo i cerchioni verso la strada del trenino per Fiuggi. Trenino, che prendevano le donne con la cesta in testa……. Sorpresa arriva l’industrializzazione selvaggia del divo Giulio, appropriandosi con gli espropri a quattro soldi di terreni fertili, a volte barattandoli con posti di lavoro. Frosinone diventa un babilonia, senza un piano regolatore. Entrare in un negozio e scegliere le scarpine era un’euforia, arriva la tv e le cambiali. A casa di Grande Sorella sacrifici e cambiali non sono mai mancati, la nonna diceva :”ti pregano la salute” arrivano le prime domeniche al mare con la 600.una tappa era gonfiare le camere d’ aria,certi ciambelloni neri,la cesta mangereccia. Le pinete erano i ristoranti proletari, colorati di voci e tovaglie.
L’estate Gande Sorella lavorava con il mercataro. Il mercato è il mercato, ti insegna tante cose. Lei era la fotocopia di Anna Magnani.
”Impara un mestiere e mettilo a parte…….era la filosofia di idraulici, meccanici, ragazzini al lavoro. L’estate. I primi soldi, un bivio …..scuola o non scuola??? Grande Sorella si dà alla moda, sarta e stilista, aveva respirato l’aria dalla nonna sarta, che usava lo spago pieno di nodini come metro. Laboratori di confezione. In nero, regge poco. Gli scontri con il datore e le colleghe all’ordine del giorno, ma si era giovani ”che soddisfazione ” dire ” me ne vado” arriva la fabbrica, periodo di prova, febbre a 39, una tigre in gabbia, comincia la vita scandita dai ritmi. Arrivano i primi scioperi, lei sempre in prima fila, grandi manifestazioni, poi ops blocco della scala mobile. L’asse attrezzato era un fiume di auto in protesta per andare in provincia. 15 anni di fabbrica, intervallati da cassa integrazione e mobilità, anticamera del licenziamento. Fine dell’era industriale a Frosinone, Grande Sorella diventa socialmente utile, dieci anni di lotte per la stabilizzazione del lavoro, scontrandosi a destra e sinistra. Parte la multiservizi, un contratto a tempo indeterminato, un sospiro di sollievo???? No. Altri 7anni di lotte, domani al lavoro con una proroga di 15 giorni…..poi ???? bah
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