A via Tasso

A via TassoContinua l’impegno di Angelino Loffredi nella ricostruzione storica di quali figure sono state presenti nell’antifascismo di Ceccano, la sua città, ma che è anche antifascismo di questa nostra provincia e della regione Lazio. Ha fatto ancora un approfondimento sulla vita di Francesco Bruni e l’ha riferito alla stampa locale. Ecco la sua testimonianza.
di Angelino Loffredi – «Ho sentito il dovere di incontrarvi perché in una nota da me fatta circolare nel mese di ottobre, riguardante Francesco Bruni, giovane ceccanese partecipante nella Resistenza romana, avevo fatto qualche considerazione che la ricerca avviata presso l’Archivio Storico comunale mi spinge a precisare, se non a rettificare.
Ricordo che il diciannovenne Francesco Bruni, aveva combattuto nelle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà, ferito da un ufficiale tedesco nel gennaio 1944 da due colpi di arma da fuoco, arrestato dai tedeschi, ricoverato in ospedale mori fra atroci sofferenze nel maggio del 1944. Nella stessa nota scrivevo che attorno al Bruni a Ceccano non era stata posta alcuna attenzione, nessuno lo aveva mai ricordato.
La prima persona che me ne aveva parlato era stata Tommaso Bartoli, poi dopo l’ultimo 25 Aprile Bruno Benelli, mio cugino e giornalista televisivo, reduce da una visita al Museo della Liberazione mi sollecitò ad approfondire tale vicenda. Successivamente, l’Architetto Compagnoni in una iniziativa che ricordava Montezemolo, trucidato alle Fosse Ardeatine, anche se non esisteva alcun collegamento fra i due, ne tracciava alcune informazioni. Tutte queste notizie erano senz’altro importanti ma mi sembravano molto frammentarie e incomplete fino a quando nel mese di ottobre con Lucia Fabi sono stato a Roma presso il Museo della Liberazione, a via Tasso, ove abbiamo potuto raccogliere documenti e sistemare meglio il quadro complessivo non solo del giovane Francesco ma anche della madre Regina Bruni, comandante della prima zona romana di Giustizia e Libertà. Sia di Francesco Bruni che della madre Regina ne ho fatto due note che ho fatto circolare in rete e attorno alle quali ho ricevuto tanti commenti. Sui due, comunque. abbiamo intenzione di mantenere aperta la ricerca.
Quale è la novità allora ?
Nel registro dei verbali delle sedute del Consiglio Comunalo, conservato nell’Archivio Storico comunale ho trovato, che il 16 novembre del 1953 viene approvata la deliberazione 91, nella quale con 18 voti favorevoli e uno contrario si stabilisce che :
Villa Principessa di Piemonte verrà chiamata Villa Comunale;
Una traversa di Viale della Libertà verrà chiamata Via Antonio Gramsci; Via Principe Umberto verrà sostituita con via Francesco Bruni.
Ecco dunque la rettifica che debbo fare, il doveroso riconoscimento che bisogna evidenziare: il Consiglio Comunale di Ceccano non fu disattento, né indifferente verso il Bruni, espresse, invece sessanta anni fa un alto attestato di gratitudine al sacrificio del nostro concittadino.
Il Sindaco Bovieri nella stessa seduta precisa che via Francesco Bruni sarà tale solo al raggiungimento dei dieci anni della sua morte, ovvero dopo sei mesi dalla approvazione della delibera. La puntualizzazione da fare, inoltre, riguarda l’inesistenza di provvedimenti sia negativi che positivi da parte del Prefetto, che allora esercitava il controllo sugli atti del comune.
Riepilogando: la Villa è chiamata Villa Comunale, esiste Via Gramsci, rimane invece disattesa la volontà di denominare via Bruni in sostituzione di via Principe Umberto. Ci impegneremo a conoscere i motivi di tale mancata attuazione
Ho informato la Sindaca della volontà disattesa del consiglio Comunale del 1953. Sono fiducioso che l’attuale Amministrazione Comunale possa ristabilire la rotta più coerente da seguire a riguardo.»

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Di Angelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

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