Scheda referendum istituzionale“La ripresa dell’attivita’ politica e amministrativa a Giuliano di Roma dopo il ventennio fascista” è un articolo di Giulio Lampazzi di Giuliano di Roma, venuto a mancare qualche giorno fa. E’ un racconto dettagliato e vivace anche, di un momento da non dimeticare come lo è la ripresa dell’attività politica e amministrativa di un comune dopo 20 anni di dittatura ed alla fine di una dura guerra di lunga 5 anni. Questo articolo non è stato mai pubblicato prima come ci informa la signora Bianca Fabi, nostra lettrice di Giuliano, nella lettera di accompagnamento. Ci onora essere i prima a far conoscere questo scritto e con la nostra scelta vogliamo rendere omaggio a questo democratico, progressista, dirigente della sinistra ciociara. Qui di seguito c’è la prima pagina del lungo articolo che alleghiamo integralmente in formato pdf così da porterlo scaricare, stampare e conservare.

di Giulio Lampazzi – Giuliano di Roma, le ultime elezioni amministrative, prima dell’avvento del fascismo, si svolsero nel 1920. A metà mandato, precisamente nel 1923, a seguito dello scioglimento anticipato del consiglio comunale per motivi politici interni alla maggioranza, guidata dal Sindaco Anticoli Guido, il Prefetto di Frosinone nominò due commissari: il primo con l’incarico di sostituire l’Amministrazione dimissionaria e il secondo per indire le elezioni amministrative del 1925, con il sistema maggioritario. A Giuliano di Roma fu presentata solo una lista, composta di solo esponenti dell’allora partito fascista. Negli anni susseguenti s’insediarono vari podestà fino al 28 maggio 1944, giorno della liberazione di Giuliano di Roma dalle truppe tedesche da parte degli alleati.

Per ripristinare la democrazia e indire libere elezioni, il 18 luglio 1944, arrivò a Giuliano di Roma, proveniente da Frosinone il Signor Serafino Spilabotte, dirigente della Federazione del PCI provinciale, nominato Sindaco con Decreto prefettizio per la durata di venti giorni, indicato dal Comitato di Liberazione provinciale, nell’attesa di trovare nell’ambito del Comune di Giuliano di Roma una persona adatta e non compromessa col fascismo.

Il primo atto di una certa rilevanza sociale fu la costituzione di una commissione composta di vari esponenti locali e dall’Arciprete don Giuseppe Sperduti. I compiti di tale commissione furono quelli di elargire sussidi alle famiglie dei militari e l’assistenza ai poveri del paese. Nelle successive riunioni fu fatto un primo elenco dei danni subiti dalle famiglie giulianesi durante l’occupazione tedesca e il passaggio delle truppe marocchine. Moltissime famiglie subirono razzie e furti nelle loro abitazioni e nelle rimesse dove custodivano i capi di bestiame. I soldati tedeschi rubarono sei asini che servirono per trasportare materiale bellico. Durante la notte le stesse truppe, accompagnati da fascisti del luogo, in varie zone di campagna rubarono decine e decine di capi di bestiame.

Nel frattempo in vari comuni della provincia si organizzarono comitati di Liberazione. A Giuliano di Roma fu costituito il comitato composto da: Aversa Tullio, Gizzi Giovanni, Canari Enzo, Articoli Alceo e Aversa Gino, persone antifasciste di chiara estrazione politica comunista, socialista, repubblicana e del partito d’azione.

Uno dei compiti del comitato di Liberazione era quello di individuare e proporre al Prefetto il nome del Sindaco e degli assessori. Le modalità di nomina del comitato furono contestate dall’Arciprete don Giuseppe Sperduti, adducendo che i nomi dovevano essere scelti tra i rappresentanti dei partiti politici. A Giuliano di Roma i partiti politici non erano ancora stati costituiti, quindi le lagnanze dell’Arciprete si basavano su questioni ideologiche in quanto il Sindaco Spilabotte e i rappresentanti del comitato appartenevano al partito comunista e socialista.

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