di Antonio Ciotoli, segretario sezione “Pertini” PSI Ceccano – In vista del Consiglio Comunale aperto, il PSI ha una semplice richiesta diretta al Sindaco Caligiore: cosa intendono fare le autorità preposte sul territorio e responsabili in materia ambientale e sanitaria per trovare una risoluzione immediata alla problematica ambientale che da due anni rende irrespirabile l’aria di Ceccano e dei suoi dintorni?
A parte la carrellata di volti noti dello star system comunale e dei neo eletti a tutti i livelli governativi dello scorso 12 giugno; a parte la stessa curiosa manifestazione che i Sindaci del comprensorio hanno voluto rivolgere contro “loro stessi”, in quanto massime autorità sanitarie e ambientali; a parte il rispolvero delle maschere antigas che erano rimaste chiuse per anni nei cassetti degli oppositori duri e puri della prima decade del 2000 e che da tre anni, finalmente, sono al governo della città: quale è stata in questi ultimi due anni o quale sarà l’azione concreta nelle prossime due settimane che il Sindaco Caligiore ha ordinato con i dispositivi che ha a disposizione -come Ordinanze, ecc .-, finalizzate al superamento dell’emergenza puzza a Ceccano e dintorni?
L’informativa presso la Procura della Repubblica di Frosinone? Un protocollo di intesa con gli organi di controllo come l’ARPA mirato a restringere il paniere delle responsabilità? Un tavolo di indagine e di approfondimento con gli organi consortili ASI per accertare se oppure quali tra le aziende servite stiano procurando tanto disagio e tanto allarme tra la popolazione? Insomma, quale è ad oggi, dopo due anni, la causa di questo dannoso fenomeno?
Sono quesiti seri e che non celano nessuna ironia e che soprattutto non intendono prestare il fianco a risposte inutili e già sentite fino alla noia negli ultimi tre anni, tra cui «abbiamo segnalato, abbiamo denunciato, abbiamo coordinato, siamo in attesa di risposte»… e altri bla bla bla che hanno lasciato la problematica dove era ed è tuttora.
E diciamo subito, onde evitare di dover ascoltare ancora la lista dei falsi primati di Caligiore, che chi nel passato, prima di lui si è occupato delle problematiche ambientali: ha denunciato infinite volte e si è visto per altrettante volte archiviare le denunce come è agli atti dell’Amministrazione comunale, ha organizzato e promosso tavoli e manifestazioni coordinate con gli altri Comuni, ha perseguito i malfattori per anni anche solo con l’ausilio proprie autorità di controllo e, alla fine, annusando il rischio di restare inascoltato si è assunto a piene mani il peso delle proprie responsabilità.
Quelle massime autorità sanitarie di allora hanno ordinato chiusure di attività moleste come è stato per la porcilaia, hanno impedito la lavorazione presso il depuratore consortile dei reflui di discarica (percolato), hanno impedito la creazione di impianti di gestione dei rifiuti, hanno collaborato quotidianamente con gli organi consortili per la mitigazione continua degli impatti olfattivi del depuratore ASI sito nel territorio e per accertare giornalmente il suo corretto funzionamento, hanno preteso e ottenuto l’inserimento delle aree contaminate nel Sito di Interesse Nazionale -che nel 2005 senza l’Amministrazione comunale si sarebbe fermato a Sgurgola- e hanno conseguentemente richiesto e ottenuto il monitoraggio sanitario della popolazione.
Chi l’ha preceduto si è sentito chiamare assassino dalla più parte della sua attuale amministrazione e che però soltanto ieri ha ritrovato in fondo ai cassetti quelle stesse maschere antigas usate in quegli anni.
La domanda è: per usarle contro chi, oggi? Contro il Sindaco che da tre anni dovrebbe “agire” e pare non lo faccia? Contro il Sindaco che lamenta abbandono delle istituzioni e pare non sia consapevole di essere lui la prima Istituzione ad avere a disposizione gli strumenti imperativi indispensabili, quanto meno, per migliorare la condizione di vivibilità del proprio Comune? Contro un Sindaco troppo impegnato sempre a guadagnare la scena mediatica con il solito rituale della passerella o del classico colpo di teatro dell’arrivo della provvidenziale telefonata dall’alto? Il paradosso è che non servirà neanche questo perché il Sindaco ieri sera ha fatto da solo: ha protestato contro se stesso e ha fatto anche bene.
Nel territorio ci sono già Enti e autorità responsabili, il Comune per primo, e per seguire ARPA Lazio, ASI, Regione Lazio, Carabinieri Forestali e la lista si allunga a voler cercare altri strumenti: agisca Caligiore dove è di sua competenza e pretenda collaborazione risolutiva, chiara ed efficace da chi, intorno al primo cittadino di Ceccano, con inferiori, pari o superiori poteri è deputato a farlo.
Ci faccia sapere in sede del prossimo Consiglio Comunale dedicato quale è la sua azione concreta a contrasto della puzza che da due anni ammorba insopportabilmente Ceccano, e cioè da un anno dopo la Sua elezione a Sindaco: fatti finalmente e non più proclami.
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