di Emanuela Piroli – Ceccano, 1 Maggio 2018. Un fiore e un pensiero ai caduti sul lavoro – Monumento in Piazza Vittorio Bachelet
Questo è diventato per me un appuntamento fisso da qualche anno. Lo ritengo un modo significativo, bello, di celebrare il 1 Maggio.
Sappiamo che la Festa del 1 Maggio viene introdotta per ribadire l’importanza delle battaglie fatte per la riduzione dell’orario di lavoro, per le otto ore lavorative.
Oggi il significato è diverso, perché è cambiato il mondo del lavoro, è cambiata l’industria, sono cambiate le categorie dei lavoratori e le problematiche. Oggi si ribadisce soprattutto la centralità del lavoro nella vita della democrazia, il diritto al lavoro, l’equità di trattamento, le pari opportunità.
Ed uno dei temi centrali, che è poi quello che caratterizza questo 1 Maggio, è la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Qualche numero. Dal primo gennaio 2018 ad oggi sono 220 i morti sui luoghi di lavoro, con un +10% rispetto al 30 aprile 2017, un + 20%rispetto a 10 anni fa. Crescono anche gli infortuni, + 1,3 % di denunce, ed è questo un dato sottostimato, in quanto non sempre si denunciano gli infortuni.
Cosa c’è alla base di questa situazione drammatica? Ho letto in proposito, mi sono documentata e le cause principali sembrano essere:
– Minore formazione dei lavoratori. Problema legato alla precarietà, si risparmia in formazione, il lavoratore precario è meno formato, il lavoratore meno formato è a maggior rischio di infortunio
– Invecchiamento delle macchine. L’età media delle macchine è la più alta negli ultimi 40 anni. Per fortuna il Governo ha avviato un piano di incentivi per il rinnovo del parco macchine.
– Controlli insufficienti. Contiamo in Italia circa 3500 persone addette ai controlli su 4,4 milioni di imprese, inoltre delle imprese controllate due su tre sono irregolari. Non si investe in prevenzione perché la possibilità di ricevere un controllo è remota.
– Piccole e medie imprese. L’83% degli incidenti si verifica in piccole e medie imprese, dove non si investe in prevenzione per risparmiare e per mancanza di cultura.
– Non denuncia degli infortuni all’Inail. Sempre più frequente questa abitudine. Non si denuncia per non far aumentare i premi assicurativi che l’imprenditore paga all’Inail.
Tutto questo va combattuto con politiche indirizzate, con la cultura, con la formazione già a partire dalle scuole, con una maggiore sensibilizzazione al rispetto delle normative.
Quindi, se oggi, in questo 1 Maggio 2018, la ripresa economica (+1,5% rispetto al 2016) con l’aumento degli occupati (tasso di occupazione pari al 58%), circa 23 milioni di occupati con un aumento dei lavoratori dipendenti e della occupazione femminile, è una buona notizia, i dati sulla sicurezza ci fanno rabbrividire.
E non si potrà festeggiare un 1 Maggio felice, finché la sicurezza sul lavoro non sarà una priorità.
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