25 aprile 350 260

25 aprile 350 260di Angelino Loffredi – E’ necessario esaminare ulteriormente la vicenda accaduta a Ceccano in occasione della Festa della Liberazione.
Il Sindaco, infatti non ha permesso che la corona predisposta dall’ANPI cittadina affiancasse quella del Comune alla base del Monumento ai caduti. La motivazione è stata legata a “Problemi di protocollo“.

Premetto che in questi anni la sezione ANPI ha mostrato verso l’amministrazione in carica e verso lo stesso Sindaco un rigoroso rispetto istituzionale.
Una disponibilità, quella della corona dell’ANPI, che altri amministratori avrebbero certamente accolto con entusiasmo e orgoglio per segnalare, appunto, una volontà di inclusione e condivisione che, invece, è stata respinta con argomenti pretestuosi e risibili.

Il fatto che non si sia trattato di un problema burocratico è confermato da altri piccoli e grandi segnali che hanno caratterizzato la mattinata: la presenza di majorettes e il tentativo di non far suonare dalla Banda “Bella Ciao”. Solo al termine della cerimonia e dopo vivaci richieste dei presenti ne abbiamo potuto sentire le note.
Più in generale debbo scrivere che dell’intervento del Sindaco mi ha colpito la mancanza di parole quali fascismo e Resistenza e più in generale l’assenza di ogni collegamento fra la lettura del testo con la Giornata che avrebbe avuto il dovere di ricordare. Per esempio è mancato ogni riferimento alle uccisioni nazifasciste del 1944 nel territorio cittadino: Antonio Micheli, Giacinto e Giovanbattista Capoccetta, Giulio Polisena, Francesco e Vincenzo Zeppieri. Ignorata la figura di Francesco Bruni comandante partigiano a Roma e ucciso fra atroci dolori.
Nemmeno un accenno alle stragi avvenute in paesi vicinissimi: Patrica, Ripi, Boville.

Mentre parlava il Sindaco aveva alle spalle due cippi marmorei dove sono indicati i nomi (sempre più scoloriti) dei deceduti. Da una parte vengono ricordati i militari morti in azioni di guerra, dall’altra i civili uccisi prevalentemente ad opera dei bombardamenti angloamericani. Giusto il pensiero ed il ricordo, ma se si dimentica di dire chi iniziò a dichiarare guerra c’è il rischio non di ricordare ma di confondere le idee.
Ceccano ha avuto oltre duecento cinquanta morti fra civili e militari. Nel mondo circa 50 milioni, allora perché non evidenziare i motivi di una così grande catastrofe ? Perché il nazifascismo dichiarò guerra alla Francia, Gran Bretagna, Grecia, Jugoslavia, Unione Sovietica e Stati Uniti ? Non fu forse dovuto ad una bramosia di dominio, ad una ricerca di schiavizzare i popoli del mondo?

Abbiamo assistito ad una iniziativa priva di senso e di significativi dati storici. Una giornata del Nulla realizzata per provare a far dimenticare e confondere. Se la giornata del 25 aprile del 2018 ha lasciato rabbia ed amarezza il 1 maggio alle ore 11, l’ANPI invita cittadini, associazioni, sindacati e partiti ad incontrarsi a Piazzale Bachelet, sotto il monumento dei Caduti sul lavoro. Per ricordare che in questi primi mesi dell’anno ci sono stati 160 omicidi bianchi e per fermare questa strage.
Come sempre non ci saranno comizi ufficiali. Ognuno dei presenti potrà depositare un fiore ed esprimere un pensiero. Per assolvere un umano e significativo gesto non sarà necessario coinvolgere o tirare il ballo il Protocollo.

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Di Angelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

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