Una dichiarazione di Maria Spilabotte – ‘L’offesa è dardo invisibile che corre, volando, rimbalzato da mille bande, sinchè non torni nel petto di chi l’ha vibrato’.
“Ecco io credo che questa frase di Nicolò Tommaseo, racchiuda a pieno il sentimento che ha suscitato nel sentire comune la circostanza che avrebbe visto oggi, con l’assenso del Sindaco di Cassino, l’inaugurazione di un monumento che, per la sua stessa natura, avrebbe rappresentato un violento schiaffo alla dignità della Citta Martire. Uno schiaffo che non avrebbe potuto mai essere scordato”. Così, Maria Spilabotte, esponente del PD e pasionaria dei diritti civili, commenta l’annullamento dell’ iniziativa portata avanti dall’associazione “Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav” la quale, recependo le richieste di un’altra associazione, quella dei “Paracadutisti Tedeschi di Nagold”, aveva previsto l’inaugurazione di una stele dedicata ai paracadutisti tedeschi, gli stessi che nel ’43 uccisero ben 121 persone, fra le quali 31 bambini.
“Sarebbe stato un vero oltraggio alla memoria dei cassinati, una popolazione che ha pagato un prezzo altissimo e ha visto la propria città completamente distrutta. È sicuramente giusto il principio secondo cui si può avere pieta per tutti i caduti di guerra, ma bisogna tenere ben distinte responsabilita degli oppressori e meriti dei liberatori. I morti non sono tutti uguali. Soprattutto in questo caso. Non si può confondere la comprensione della storia, quella dolorosa e triste pagina della nostra storia, né alimentare un pericoloso revisionismo o negazionismo storico. Non serve nessuna stele. Non occorre offendere ancora oltre la dignità del dolore. Nel 2002, a Pontecorvo, fu posato il monumento che non posso che definire “della vergogna” in memoria delle truppe marocchine che oltraggiarono la dignità di donne e bambini. Quella stele porta una scritta in lingua francese che dice: qui riposano 175 soldati francesi morti gloriosamente. Per evitare incidenti diplomatici non è stato possibile rimuoverla, ma i cittadini si sono organizzati per una raccolta di firme ed avviare una trattativa con l’ambasciata francese. Oggi abbiamo evitato un altro abominio. Una ferita che difficilmente sarebbe stato possibile sanare”.
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