Domenica 18, il sindaco di Cassino e l’abate di Montecassino inaugureranno un monumento ai soldati della 1ª Divisione paracadutisti. «Ho mandato questa notizia ai compagni dell’ANPI – ci scrive Angelino Loffredi – Compagni ed amici vi ricordo che la 1 divisione paracadutisti il 21 novembre 1943 a Limmari di Pietransieri, in Abruzzo ammazzarono 112 persone, fra cui 31 bambini. Successivamente il 27 e 28 maggio 1944 a Collecarino, frazione di Arpino uccisero Ugo Rosati e il 28 Giuseppe Pozzuoli, Dante Rea, Loreta Rea, Enrico Panzanella, Alfonso Mastroianni, Giacinto Quagleri, Lino Iafrate e due sfollati di Villa Latina.»
Importante e dolorosa questa precisazione. Necessaria, dopo aver letto l’articolo pubblicato ieri 15 marzo da Repubblica con il titolo “Cassino, inaugura il monumento-scandalo alla memoria dei para’ tedeschi. Anpi: “Gravissimo” e consultabile a questo link https://roma.repubblica.it/cronaca/2018/03/15/news/cassino_inaugura_il_monumento-scandalo_alla_memoria_dei_paracadutisti_tedeschi-191368844/
Una iniziativa a dir poco sconvolgente dell’Amministrazione comunale di Cassino che intende inaugurare un monumento ai paracadutisti tedeschi operanti a Montecassino nel 1944. L’inaugurazione avverrà domenica 18, con la presenza del sindaco D’Alessandro e dell’Abate di Montecassino, che la benedirà.
Questa iniziativa supera in ignominia quella del monumento di Affile, dato che non ha neppure la sia pur infantile scusa del personaggio locale. Celebriamo così l’esercito di Hitler, occupante ferocemente il suolo italiano, proprio a cassino, Città martire che però sembra non ricordare.
L’ANPI regionale ha già diffuso ampie note di protesta, e stiamo ragionando con il Nazionale per una azione legale. Tuttavia, mi pare necessaria una risposta politica quanto più unitaria e ampia. come prima risposta invieremo oggi stesso un comunicato alla stampa locale e a Repubblica, ma evidentemente non basta.
È indispensabile una mobilitazione, dicono i dirigenti dell’ANPI, per organizzare almeno una manifestazione importante, coinvolgendo le forze democratiche, quelle antifasciste, i sindacati, le Istituzioni. Purtroppo anche Istituzioni e uomini orientati in senso democratico, almeno nei proclami, non si sentono su questi temi e nemmeno su episodi di questa gravità. Ma è necessario fare il possibile per coinvolgere il massimo di adesioni, anche per far venire alla luce comportamenti non ammissibili e contraddizioni.
Non basta scrivere uno slogan su Facebook. C’è bisogno di una mobilitazione visibile, ampia, decisa e condivisa.
Il Regionale ANPI è impegnato, ma tocca in questo territorio lavorarci con l’obiettivo di un sit-in davanti al Comune di Cassino per la prossima settimana. L’ANPI da appuntamento per sabato pomeriggio alla sede di Cassino al Parco Baden-Powell in via Verdi 32 alle ore 18:00 per fare il punto organizzativo.
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