Giuliano Sera – Ritrovo queste due poesie pubblicate su fb un anno fa. In questi giorni tutti impegnati in singolar tenzone sembrano come pesci fuor d’acqua.
Eppure mi sembrano opportune…
Stil nuovo
Una voce che mi chiama,
dolce, soave, fresca
come l’acqua di un ruscello
che lentamente scorre
a portare la speranza nei campi
a valle, riarsi dal sole.
Gli occhi miei increduli
ti cercano d’intorno,
il petto vacilla
scosso da un cuore stretto
che forte ancor batte.
Par che voglia uscir
dalle membra mie.
La bocca tremante
risponde al tuo saluto,
come volesse chieder scusa.
Guido, io vorrei che tu,
Lapo Gianni ed io…
nella mente mia ritornano
i versi di cui da giovine
ero innamorato.
Come un dolce stil,
sempre nuovo.
30 luglio 2014
Una leggera coltre di nebbia
Una leggera coltre di nebbia
avvolge la mia casa
come una nuvola
la nasconde da sguardi indiscreti.
Milioni di piccole goccioline d’acqua
vaganti nell’aria
bagnano i miei capelli,
e tutto il mio corpo
tremante osserva un paesaggio
quasi spettrale.
Le luci dei lampioni
e delle case lontane
creano un’atmosfera da favola:
mi vengono in mente le storie
che mio padre mi raccontava
di cavalieri, maghi e streghe malvage.
Uno spicchio di luna crescente
alto nel cielo
osserva instancabile
da milioni di anni
questa stanca terra,
sempre più stanca,
che lentamente si traforma
e ne ascolta i lamenti
che noi umani con grande fastidio
cerchiamo di coprire
con la nostra grave superficialità.
27 novembre 2014