di Stefania Catallo – Che si chiamino Claretta Petacci o Marie Anne Erize o Irma Bandiera, le cose non cambiano. Che siano le donne a pagare il prezzo più alto, in guerra o in pace, è innegabile. Che siano loro il bottino di guerre e repressioni, e che niente sia cambiato, lo dimostrano le testimonianze, da ultimo, delle yazite, schiave dimenticate dell’Isis.
L’odio patriarcale si sfoga sulle donne, colpevoli di bellezza, intelligenza, sagacia, affettuosità, amore, rivoluzione. Esistono davvero ancora uomini che odiano le donne: e, mentre per alcuni quest’odio si trasforma in violenza evidente, per altri, per quelli che tengono di più alle apparenze, esso si tramuta in affettuosità e sostegno illimitato in pubblico, e alla privata mortificazione.
Quando una di noi è vittima di violenza, sia essa fisica o verbale, non valgono le idee politiche. Non si deve difendere solo chi la pensa come noi, perché la violenza che è agita su una lo è su tutte quante.
E tutte quante dovremmo fare fronte comune, allearci e fregarcene beatamente delle rispettive ideologie, religioni, ateismi e competizioni: chi tenta di dividerci sta facendo suo quel “Dividi et impera” proprio di Cesare.
Mi duole però notare come sia fragoroso il silenzio di molte, finora indignate per i vari Weinstein & co., per quelle, presenzialiste nelle stanze del potere durante le cerimonie ufficiali, magari sedute negli scranni accanto a parlamentari e senatrici nei giorni dedicati alla Donna, per quelle che ricoprono cariche istituzionali e tacciono, per quelle che sono sorde e mute perché non gli fa comodo parlare ed esporsi, dopotutto ci sono le elezioni a marzo, per quelle che, così agendo, fanno autogol.
Che siamo mestruate e quindi instabili, o maiali grufolanti nella spazzatura: gli insulti non devono toccarci nella nostra autostima bensì nella dignità di donne.
E adesso chiediamoglielo, a questi signori, anzi pretendiamole, le loro scuse. Che siano Gene Gnocchi o il consigliere Macciomei.
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie