InceneritoreMarangoni 350 260di Valerio Ascenzi (Marangoni 2) – Forse non ci siamo capiti. Forse non è ben chiaro che si tratta della salute dei cittadini e non di beghe tra rappresentanti di quello o dell’altro partito. Non è una gara a chi conserva il proprio elettorato o raggiunge nuovi elettori in vista delle prossime regionali. Gli inceneritori su un territorio come quello compreso tra Anagni e Colleferro, come per tutto il resto della Valle del Sacco, non devono essere riattivati. Punto.
L’Assessore regionale all’ambiente Mauro Buschini, pare esser corso ai ripari. Pare. Ha chiesto valutazioni più approfondite e l’attivazione di una procedura di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Non è detto però che tale richiesta porti la Regione a riesaminare il procedimento che ha portato ad una nuova autorizzazione al gruppo Marangoni.
Quindi una cosa appare palesemente certa: non si può aspettare che il dirigente, al quale Buschini ha indirizzato la missiva con le citate richieste, risponda.

I ricorsi devono partire. Non c’è un minuto da perdere.
E stando a quanto affermato dal sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, in un comunicato stampa relativo alle motivazioni che hanno spinto il Comune a dare parere negativo, sarebbero dovute bastare queste stesse motivazioni a far fare dietro front alla concessione di un nuovo permesso.
Noi pensiamo che tutte le iniziative vadano sostenute, quelle delle associazioni ambientaliste come Re.Tu.Va.Sa., ma soprattutto ci attendiamo che il sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, mandi avanti il ricorso già pronto per impedire la riattivazione dell’impianto Marangoni. Se non lo facesse sarebbe una beffa per i cittadini e una sconfitta, su tutta la linea, per le politiche annunciate e portate avanti dallo stesso sindaco.
Bassetta, come dicevamo, attraverso un comunicato ha già dichiarato che la Regione “non ha tenuto in debito conto le osservazioni critiche del Comune e delle associazioni”. Lui stesso ha partecipato alla Conferenza dei Servizi tenuta nella sede della Regione Lazio esprimendo il parere negativo del Comune di Anagni. Purtroppo però erano assenti la Asl di Frosinone, e il Presidente della Provincia, Antonio Pompeo, anche lui sindaco di un comune vicinissimo ad Anagni, ossia Ferentino. Tralasciando ulteriori commenti alle “giustificazioni” addotte dal consigliere provinciale con delega all’ambiente, Maurizio Bondatti – il quale avrebbe potuto incazzarsi un po’ su questa vicenda con il Consiglio provinciale – ci chiediamo in queste ore anche il motivo per cui uno come Pompeo, abbia “marinato” la Conferenza dei Servizi: l’aria che respiriamo ad Anagni, non è bene o male la stessa che arriva poi con i venti fino a Ferentino? Oppure pensa che Marangoni riattiverà l’inceneritore e metterà Anagni sotto una mega campana di vetro? E i vertici Aziendali della Asl… perché non sono intervenuti? Perché tanto avremo ad Anagni l’ospedale ambientale? Non c’è da meravigliarsi poi quando un comune cittadino, mediamente istruito, manifesta segni di intolleranza nei confronti di una classe dirigente che sembra improvvisare giorno per giorno, quando non va allo sbaraglio.
Tornando all’operato di Bassetta, dobbiamo sottolineare che il Comune di Anagni ha “evidenziato che il sito Marangoni è ricompreso all’interno della perimetrazione del Sin (sito di interesse nazionale) “Bacino del Fiume Sacco” che è in attesa di bonifica”. Quindi agli amministratori regionali, dirigenti (quindi amministratevi) e politici, era stato ricordato che l’area in questione è paragonabile alla Terra dei fuochi! Ma non gli è venuto in mente che stavano per fare la fantozziana corazzata Potëmkin!?
Sempre il Comune di Anagni ha ricordato alla Regione “i dati preoccupanti forniti dall’indagine della Procura della Repubblica di Frosinone sulla qualità dell’aria che coinvolge in pieno il territorio anagnino”. Avete capito bene: gli è stata fatta menzione di una indagine da parte della Procura della Repubblica… solo a sentire la parola “procura” a noi sarebbe passato un brivido dietro la schiena. Evidentemente o non sanno che cos’è sta benedetta Procura della Repubblica oppure pensano di essere immuni. Bah…
La partita non è conclusa però, e nelle mani del sindaco di Anagni c’è più di qualche match ball, importante è sparare le cartucce entro i tempi stabiliti dalla legge. E che il sindaco non si tiri indietro e non si lasci intimidire o convincere del contrario: tutte le iniziative saranno utili, anche un riesame, ma per correre ai ripari subito è necessario far partire i ricorsi!
Apprezziamo la presa di posizione del consigliere regionale Daniela Bianchi, però siamo fortemente scettici in merito al fatto che il suo appello venga ascoltato dai dirigenti del gruppo Marangoni. Di sicuro però la Bianchi ha dato una lettura della vicenda, da un punto di vista diverso ma degno di nota: la combustione di pneumatici non è una attività in linea con i principi di economia sostenibile che la Regione si è imposta negli ultimi anni. Se sono stati imposti alcuni principi però, non si dovrebbe cadere in queste trappole come degli allocchi! Vogliamo scaricare la responsabilità sui dirigenti? Si ma non si dovrebbero lasciare i dirigenti da soli a prendere simili decisioni: la parte politica dovrebbe vigilare! Comunque, tornando al pensiero della Bianchi, anche noi crediamo che l’approccio alle attività produttive in questo territorio debba cambiare, perché ancora non ci riprendiamo dai danni subiti negli anni passati. Mai avremo – cittadini e politici – una visione diversa del nostro territorio, mai ci risolleveremo. Una massima di un capo indiano d’America recita: “la terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”. Abbiamo quindi il compito di lasciare questa terra in maniera tale che i nostri figli possano viverla. Quindi se chi amministra la Regione non intende stare dalla parte dei cittadini e difendere il nostro territorio, lo dovremo difendere da noi, con tutti i mezzi possibili, ovviamente legali, e con qualsiasi forma di protesta.
Nel frattempo stiamo ancora aspettando una dichiarazione da parte di Zingaretti, il quale ha dato la delega all’ambiente a Buschini. Quest’ultimo un passo lo ha fatto, ma è dal Presidente della Regione che ci aspettiamo qualcosa. Qualcosa di incisivo.

Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.