di Daniuela Mstracci – Ieri, 30 maggio 2017, Sinistra Italiana – Federazione di Frosinone ha fatto un’importante iniziativa a Frosinone. E abbiamo parlato di Scuola. È strano che un partito politico parli di Scuola? Certo, rispetto agli ultimi tempi devo dire che sì, è strano. Perché non accade. Perché non la si considera fino in fondo, seriamente, una battaglia politica. Perché forse è una battaglia persa? Perché si pensa che l’elettorato della scuola, tradizionalmente di sinistra, ha abbandonato Renzi? E il 4 dicembre lo dimostra?
La 107, il problema
Non è così. Certo è un elettorato tradizionalmente di sinistra, ma anche esso in tanta parte “convinto” che la sinistra sia il Pd, e chi tra esso è stanco del PD è diventato pentastellato. E un bel po’ stanno anche a destra. Chi invece soffre la 107 e non solo, si sta convincendo che indietro non si torna più. Che ormai quella legge è LA legge: la scuola sarà così e sarà sempre peggio. Perché i dirigenti avranno sempre più potere, il collegio sempre meno, non c’è democrazia, non c’è partecipazione alla decisione, c’è ratifica, e basta. E però tutto questo viene interiorizzato come inevitabile, un “già fatto” che non si può cambiare.
Ecco, anche chi scrive è molto pessimista. Ma non me lo voglio permettere, e voglio dire chiaro che ci dobbiamo battere perché la Scuola cambi. Si può cambiarla. Si può, se cambiano le maggioranze in Parlamento. Se la Sinistra Sinistra torni ad essere, non dico al Governo, ma un’opposizione forte e determinata. Come quando il PCI era forte e determinato e, alla DC al governo, gli ha fatto vedere i sorci verdi. Ecco dobbiamo mirare ad un Parlamento così. E poi magari chissà, potremmo essere addirittura noi la maggioranza: perché la maggioranza degli Italiani non sta bene per niente in questo mondo di flessibilità, precarietà, mondo del lavoro nelle mani dei capi di turno, con diktat cui obbedire, perché siamo diventati tutti più ricattabili. E, certo, da questo punto di vista è il lavoro privato che sta peggio di tutti: vedi Jobs act, voucher, abrogazione dell’articolo 18, licenziamenti senza possibilità di reintegro. E sopra tutto la totale mancanza di investimenti sia nel pubblico (dove c’è ancora) sia nel privato (dove i profitti non vengono reinvestiti, ma solo capitalizzati e tradotti in giganteschi conti in banca, estere e da paradiso fiscale soprattutto). Ma anche la distinzione pubblico / privato è strumentale a chi vuole dividere i lavoratori. E perciò dobbiamo superarla, e lottare insieme perché, dove c’è un briciolo di diritto ancora, quella parte della società civile deve stare al fianco di tutta quell’altra parte, che di diritti non ne ha davvero più.
Scuola Pubblica, una giusta causa per cui battersi
Cominciamo con la giusta causa della Scuola Pubblica. O almeno noi ieri abbiamo cominciato da qua. E abbiamo detto chiaro che se di diritti non ce sono più, è nel mondo della scuola che lo si vede come in filigrana: chi ha vissuto la sua vita dentro la scuola pubblica lo sa bene. Una volta il collegio docenti decideva davvero, tutti insieme, nella volontà democratica e partecipativa dell’incontro di tutte le opinioni, del tempo della discussione, della sintesi. E tanto si potrebbe dire di una scuola cui sono stati riconosciuti diritti fondamentali! Ma adesso non è più la stessa scuola. Senza reale confronto, senza discussioni e opinioni condivise, senza reale partecipazione, ma con decisioni in capo al dirigente scolastico, per cui gli organi collegiali, stanchi e defraudati delle loro giuste prerogative, sono diventati solo degli organi per ratificare il già deciso. Questo è solo uno degli aspetti. Piano piano ne racconteremo altri.
Per ora vi dico: uniamoci nella lotta per la Scuola Pubblica, facciamo in modo che i governi prossimi abbiano a cuore la Scuola, e lo dimostrino con scelte coraggiose e davvero alternative, in discontinuità, totalmente diverse, e cioè quella cosa che non succede più da troppo tempo: INVESTIMENTI nella Scuola Pubblica. Si, investimenti, soldi a stabilizzare docenti, a garantire docenti di sostegno, a garantire mediatori culturali. E chiudo con la proposta più scioccante che si possa ascoltare in questa Italia del “privatizziamo che è meglio!”, del “liberalizziamo che è meglio”, del “non ci sono più soldi” (e poi però li metti tutti a salvare le banche e ad aumentare la spesa militare: allora, fammi capire: ci sono o non ci sono i soldi?) Insomma esattamente all’incontrario di tutto quello che si è detto fino ad adesso sulla “spesa sociale”: vogliamo e lottiamo per la Scuola GRATUITA dal Nido all’ultimo anno delle superiori, ed estendiamo l’obbligo scolastico fino a 18 anni. Cosa c’è oggi di più socialmente utile di questo? Cosa c’è di più all’insegna della differenza con tutti i governi che abbiamo avuto da 30 anni? Cosa c’è di più prossimo all’attuazione della nostra Costituzione?
Ebbene questa è la proposta di Sinistra Italiana, ed è la proposta della LIP, la Legge di iniziativa popolare per la Scuola della Costituzione.
Lip e Sinistra italiana insieme
Ieri Lip e proposta di Sinistra Italiana si sono incontrate ed hanno parlato assieme e condiviso punti fondamentali, come questo della GRATUITA’. Con noi c’era le Rete degli Studenti Medi che ha decisamente molto apprezzato questa assoluta novità, che va incontro esattamente alle analisi che la stessa Rete degli studenti va facendo. Allora c’è ampia convergenza. E’ un fatto e non una speranza vana e solo ventilata. La volete così, la Scuola Pubblica? C’è una proposta in campo, appoggiamola. Facciamone una battaglia condivisa e consapevole. Per un’Italia migliore, culturalmente – socialmente – economicamente davvero equa, davvero emancipante. Pronta ad affrontare tante altre battaglie. Perché si comincia da lì, dalla Scuola, dove insegnanti riprendano fiato, Ata vengano riconosciuti. Ma soprattutto una Scuola che prepari i futuri cittadini ad essere coscienti, attivi, che possano abitare un mondo che ne riconosce e garantisce sempre i Diritti e che loro, a loro volta, possano tramandare alle generazioni di domani. Se sai cosa ti spetta e cosa spetta agli altri, se ne capisci la portata morale ma soprattutto politica allora potrai costruire un mondo di diritti e doveri saputi, introiettati e agiti.
Sinistra tutta! svegliati e ama la Scuola, vedrai che la Scuola amerà te.
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