Si è svolto, sabato 8 aprile 2017, il primo congresso provinciale di Sinistra Italiana. L’assemblea, presieduta da Angelo Fredda, Marco Maddalena, Ornella Carnevale, Manuel D’Onofri e Laura Meloni, dopo aver eletto le commissioni congressuali ha ascoltato una relazione del deputato Angelo Fredda, garante nazionale del congresso che ha svolto un ragionamento sulle vicende belliche internazionali che hanno colpito in maniera drammatica l’animo di tutti. Insistente è stata l’argomentazione delle ragioni che hanno portato alla nascita di Sinistra Italiana; alternativi al Pd oltre che alle destre, a fianco dei deboli, di chi lavora, per una diversa politica economica e per un’Europa dei popoli nel quadro di reale e concreta attuazione della Costituzione italiana. Molte le associazioni, i movimenti, i soggetti politici e sindacali attivi sul territorio provinciale che oltre a portare i saluti, hanno partecipato alla discussione. Quasi una speranza di novità finalmente positiva e certa e concreta. Importante l’apporto delle diverse vertenze territoriali che formano la base della proposta concreta e fattiva di questa nuova formazione politica. Si poteva cogliere un grande interesse per questo evento congressuale da parte degli ospiti che hanno preso la parola. Una grande unità si è manifestata intorno all’elezione del segretario Marco Maddalena e della Segreteria* che hanno definito di qualità perché ha tenuto conto, oltre alla parità di genere, anche di coprire tutto il territorio della provincia.
Anche UNOeTRE.it è stato invitato a portare il suo saluto, come già era avvenuto nel X congresso del PRC a Isola Liri. Qui di seguito quanto ha detto, per conto del giornale, Ignazio Mazzoli
«Grazie dell’invito, grazie anche per l’ascolto di questi interventi che costituiscono una preziosa rassegna che consente di conoscere dal vivo tanti disagi e tante aspettative deluse. Ho seguito momento per momento la discussione sul “campo largo e stretto” e con trepidazione ho atteso l’esito della vostra scelta. UNOeTRE.it ha dato conto delle due assemblee in preparazione del congresso nazionale, che hanno concluso la prima settimana di febbraio scorso.
“Campi larghi” e “campi estesi” a me paiono semplici nomi nati da una ricerca di definizioni e non concrete proposte di nuove politiche. C’è un solo campo largo, ed è quello dei milioni di poveri, indigenti, disoccupati, cittadini immersi nel disagio generalizzato dei servizi sempre più costosi per i redditi di milioni di noi italiani, dal costo della luce, a quello dell’acqua, dei trasporti, del telefono, ma anche della sanità, che inibiscono consumi e la qualità della vita. È un campo almeno di 15-20 milioni di persone. È abbastanza largo per rappresentare un sano impegno politico quotidiano, senza fare accordi o accordicchi, spesso mortificanti?
È in quel campo che si debbono piantare profondamente le radici di qualunque forza politica che voglia davvero cambiare modo di fare politica. Ci sono in cammino processi unitari, penso a Possibile e Sinistra Italiana. Io l’apprezzo perché hanno in comune almeno due punti importanti: fondano le loro scelte sul lavoro e non sul capitale, proprio come dice l’articolo 1 della Costituzione. Un punto che io non voglio dimenticare mai. Le alleanze sono indispensabili, ma con pari dignità. Definire le alleanze prima della propria identità che senso ha?
Anche a me preoccupano i venti di guerra che sembrano lontani perché hanno scelto come campo di gioco la Siria. Lì si fronteggiano interessi di grandi potenze e altrove come in Svezia si muore per attentati terroristici. Penso che Papa Francesco abbia proprio ragione: la terza guerra mondiale si fa a pezzi un po’ dovunque. Questo quadro chiede che si operi senza ritorsioni e si cerchi solo come assicurare e garantire la PACE. Ma voglio utilizzare, ora, il mio tempo per un altro argomento.
La Cgil, dopo lunghi silenzi, il 4 aprile a Frosinone ha detto “la crisi avanza e la Regione scappa. Questa Giunta è un pronto soccorso di tante emergenze che non riesce ad affrontare perché non le ha previste.” C’è una campionessa che mi simboleggia questa maggioranza di Zingaretti. L’assessora Lucia Valente, sacerdotessa del liberismo compulsivo alla Pietro Ichino, amica degli imprenditori privati e nemica dei lavoratori e dei disoccupati. Nessuno della maggioranza ha preso le distanze da questi atteggiamenti. Il prezzo che pagheranno tutti sarà molto alto.
Questo preoccupa: Non c’è governo, ma neppure c’è opposizione, ad eccezione di Ferentino, e non perché sono vostro ospite. Qui è evidente l’unità e l’iniziativa intorno al vostro partito. Ma ovunque si polemizza solo per fatti personali e beghe opportunistiche.
Le uniche notizie nell’informazione sono le liti fra big, che così vengono presentati come figure senza alternativa, destinati all’immortalità politica (credono loro), ma questo non è parlare di politica è gossip, pettegolezzo, retroscena. C’è tanto fuoco sotto la cenere, ma chi ne parla?
Dove sono i 130mila disoccupati di questa provincia e i 380mila e del Lazio, la paralisi delle decisioni per la bonifica della Valle del Sacco, a che punto è la rescissione del contratto con Acea, quando scatterà qualche assunzione elettorale nella Sanità lasciando andare tutto alla malora della privatizzazione di questo diritto alla salute che è sacrosanto per tutti? Anche per i poveri?
Se si demonizza la protesta si sterilizza la democrazia ridotta a qualche dichiarazione e niente più. Far la sinistra, essere davvero sinistra, significa anche rimettere in piedi un movimento che è il vero potere delle forze che vogliono fare il proprio dovere fino in fondo verso i più deboli e quelli che hanno meno. La protesta è sterile senza rappresentanza politica, ma questa, senza protesta e senza movimento, non conta. Le uniche proposte che sono sul tappeto, per lavoro e acqua e ambiente, vengono dal movimento per quanto debole.
Care compagne cari compagni, da oltre 50 anni mi occupo di politica, sono certo che quello che viviamo è il momento peggiore che mi è dato di conoscere. Il lavoro che manca è il dramma più grave, continuerà a mancare in maniera cronica con l’avanzare dell’automazione e della robotizzazione che produrranno nel mondo centinaia di milioni di disoccupati. Chiedo: l’utilizzo di questi mezzi di produzione può restare nelle mani di qualche privato che a suo piacimento continui a decidere le sorti di larghe fette di umanità mentre lui si arricchisce smisuratamente?
Questa concentrazione di potere nelle mani di pochissimi costituisce una minaccia permanente di guerre terribili per il dominio del mondo. La povertà non è una colpa, ma viene vissuta come tale e invece deve diventare la scintilla per rivendicare il diritto ad una vita dignitosa per tutti.
Chi sta dalla parte dei più deboli, di chi rivendica diritti conculcati o non riconosciuti, di chi vive del proprio lavoro e di chi non riesce a sopravvivere, deve sapere che ha un compito duro e difficile: conquistare e organizzare coscienze. E’ un impegno della massima importanza per il quale ognuno di noi dovrebbe dedicarsi senza risparmiarsi con la massima solidarietà e con la massima generosità. Buon lavoro»
Saluto di Ignazio Mazzoli per UNOeTRE.it
Ferentino 8 aprile 2017
*La Segreteria provinciale di Sinistra Italiana è composta da Marco Maddalena, Alessia Tedeschi, Annamaria Bellisario, Pasquale Caggiano, Ornella Carnevale, Fabio Magliocchetti, Daniele Marciano, Daniela Mastracci, Laura Meloni, Gianni Nardone, Costantino Santovincenzo.
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