
di Antonella Necci – L’architetto Alberto Pulcini ha, alla fine, accettato la proroga all’incarico che dal primo Gennaio 2017 gli è stato assegnato. in via provvisoria, di Responsabile del servizio lavori pubblici manutentivo e ambiente.
La nomina è significativamente impegnativa se si aggiunge alla funzione di Responsabile del servizio Urbanistica e Patrimonio che l’architetto Pulcini già ricopriva dal Settembre 2014.
Le competenze e l’abnegazione lavorativa dell’architetto Pulcini e dei suoi validi collaboratori non vengono messe in discussione nemmeno dagli avversari politici dell’attuale amministrazione.
L’unica stonatura nel coro delle lodi riguarda il part-time dell’architetto e la mole di lavoro che gli è caduta sulle spalle in breve tempo, da quando, cioè, non è stato rinnovato il contratto all’ingegnere Salvatori.
L’ingegner Salvatori ricopriva solo un aspetto del servizio tecnico, quello afferente alla manutenzione e all’ambiente appunto.
La difficoltà oggettiva di tale incarico è che, per tanti anni, a nessuno è fregato niente delle buche nelle strade, dei rifiuti tossici sepolti a destra e a manca in prossimità di centri abitati, di Valle del Sacco, della Marangoni e della discarica di Radicina, dell’inquinamento ambientale e della mancanza di opere pubbliche che segnassero un passaggio importante nell’adeguamento della Città di Anagni alle esigenze della modernità.
Quindi durante l’epoca in cui l’ingegner Salvatori ricopriva tale incarico, la sua vita scorreva relativamente tranquilla. Vigeva il classico “lasciar stare, lasciar perdere” che oggigiorno non è più possibile.
Ad occhi chiusi per tanti anni e ora, d’improvviso la Valle del Sacco deve essere bonificata, il termovalorizzatore della Marangoni deve tacere per sempre, la tutela del territorio deve essere salvaguardata. Oltre alla bonifica il settore manutentivo paga lo scotto di anni di abbandono, di materiali scadenti nel rifacimento del manto stradale, di lavori cominciati illo tempore e mai completati.
Il senso di responsabilità figlio di una rinata coscienza protettiva nei confronti di un territorio fortemente maltrattato in nome di un progresso, mai giunto, e di un benessere economico, illusorio, rende certi lavori più difficili di tanti altri.
Un compito non proprio facile
Le associazioni ambientaliste si sono rivoltate contro l’amministrazione comunale e, di riflesso, contro Pulcini, alla presentazione alla cittadinanza dell’idea di progetto per un parcheggio.
Oggettivamente l’architetto Pulcini si trova tra le mani un incarico quasi esplosivo e che, difficilmente verrà assegnato a qualcun’altro altrettanto dotato di senso del dovere.
Qui dunque nasce il nocciolo del problema che tanto fa discutere l’opposizione politica, la quale, da conservatrice qual’è, vorrebbe riaffidare l’incarico all’ingegnere Salvatori, mentre l’attuale amministrazione vorrebbe mostrare un netto taglio con il modus operandi del passato, per ribadire che in questa nuova era ci vogliono uomini nuovi, in grado di accettare sfide difficili e soprattutto in grado di saperle vincere.
Ecco, forse uno dei requisiti richiesti per il superamento del concorso indetto dal Comune di Anagni per ricoprire l’incarico di Responsabile tecnico del servizio lavori pubblici, manutentivo e ambiente potrebbe essere la capacità di sapersi mettere in gioco e di rischiare in prima persona per il bene di una intera comunità.
Abilità che, per ora, solo l’architetto Pulcini sembra possedere.
Infine, se posso azzardare una previsione, penso che l’architetto si debba rassegnare a ricoprire il duplice ruolo per ancora parecchi altri mesi. Una sfida proibitiva, ma anche stimolante. E chissà che,alla fine, non diventi anche una partita vinta.
Io glielo auguro, e spero di intervistarlo presto. Anche per monitorare come procede il suo operato.
Già, oltre agli ambientalisti, pure i giornalisti. Tempi duri davvero.
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