mimose di Antonella Necci – Partiamo subito dal punto che mi ha spinto, stavolta, a scrivere per l’otto Marzo: l’ultimo articolo, in ordine di tempo, ma magari mentre sto scrivendo ne starà già programmando un altro, di quel Franco Ducato, conte del Piglio, corrispondente per alessioporcu.it e forse anche residente nella Città dei Papi.

Premetto che Franco Ducato o soffre di bipolarità oppure è semplicemente un nome fittizio per “nascondere” sotto giornalistiche spoglie una serie di amici bontemponi legati ad Alessio Porcu, ma ancora di più dall’antipatia per il sindaco Fausto Bassetta. A testimonianza di quanto affermo ci sono i diversi stili e tagli giornalistici che escono sempre sotto il suo nome.

Prendiamo gli argomenti che più lo appassionano in questo momento: la caccia alle streghe che secondo lui si sta mettendo in atto nella pigra e catartica città di Anagni per scoprire la sua reale identità, e chi sarà il successore dell’ingegner Salvatori come dirigente dei Lavori Pubblici e dell’Ufficio tecnico del Comune di Anagni.

Bene, nell’articolo carnevalesco, nel quale “istigava” l’amministrazione anagnina a scoprire la sua reale identità, il giornalista Franco Ducato faceva bella mostra delle sue abilità dialettiche, e anche didattiche, spiegando per filo e per segno i motivi della sua delusione nei confronti dell’amministrazione che lui stesso dichiara di aver votato(non fa, stavolta, il nome di Bassetta, in un moto di cavalleresca delicatezza. Tanto lo aveva massacrato altrove…)
In quell’articolo, tanto di cappello. Nel senso: Bravo Ducato, sei stato limpido e lineare nel discorso, come solo un vero giornalista, abile del mestiere sa essere. Caratteri essenziali, dignità nell’offesa, arguzia nell’istigare tutti a capire chi si nasconde sotto alla maschera di Conte del Piglio e, infine, accento didattico nel bacchettare chi, secondo te si è lasciato avvinghiare dalle maglie gattopardesche dell’amministrazione anagnina, subendone le lentezze se non i clientelismi, anche a causa di una naturale propensione all’onestà. Sempre Fausto Bassetta nella sua testa.

L’altro punto che non fa dormire Franco Ducato è l’enigma dell’ufficio tecnico. L’amministrazione avrà fatto bene a far scadere il contratto-Salvatori o avrà sbagliato?
Ora, prima di commentare quanto scritto dal Ducato, devo precisare, da non-anagnina, da non-votante, da “esterna”, che a nominare ing. Salvatori, nella città dei Papi, si scatena una contorta reazione di diffidenza. I volti si oscurano, le bocche tacciono.
Ora, mi domando e dico, sempre da “esterna”, perchè non aspettare per giudicare l’architetto Pulcini, che per quel poco che ho conosciuto mi sembra una persona seria e lavoratrice, potrà mai osare fare peggio? Secondo me, no. E Anagni ci ha guadagnato. Scusate se è poco.

E ora giungo finalmente al punto che mi ha fatto perdere le staffe.
Il giornalista Franco Ducato, nell’ultimo articolo sulla questione dell’ufficio Tecnico, parla di telenovela. Fa riferimento a questa per indicare ed accattivarsi, crede lui, il pubblico femminile. Rincara la dose confrontando le telenovele dei nostri giorni con i fotoromanzi che le nostre mamme leggevano.

LE NOSTRE MAMME????

Franco Ducato, per tua norma e regola ti ricordo che utilizzare simili mezzucci per indicare il pianeta femminile è da maschilisti puri. Anni di emancipazione femminile buttati nelle ortiche di un giornalista, che in questo articolo è sceso davvero in basso, anche nello stile, a riprova che questo Ducato qui è il più scadente tra i giornalisti che si firmano con lo stesso nome.

Signor Ducato voglio ricordare che a casa mia, né io né mia madre abbiamo mai letto fotoromanzi o visto telenovele, e che prima di additare simile spazzatura come appartenente prettamente all’universo femminile, sarebbe il caso di usare maggiore sensibilità.
Infine io stessa, come donna, mi ritengo offesa di essere additata come un essere dotato di intelligenza di serie B, visto che il signor Ducato, nel nominare simili media, fa espressamente riferimento alle donne.
Le ricordo, signor Ducato, che anche il Frosinone si trova in B, ma sta facendo molto male ai suoi avversari!
Signor Ducato, la invito a riconsiderare i termini di riferimento quando si rivolge al mondo femminile e, se le è possibile, a scrivere articoli con maggiore fondamento di verità.
E se proprio non ci riesce, per una naturale propensione al gossip, faccia scrivere gli articoli a quello “bravo”…….lei resti a guardare.

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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