Appello alle forze che si presentano per un cambiamento alle elezioni amministrative a Frosinone.
Con l’operazione “una tenda per la dignità e per il lavoro” con la quale in maniera itinerante si mostrerà alla città le distruttive politiche della giunta uscente di Frosinone, i lavoratori ex multiservizi provano a costituire una lista che potrebbe concorrere alle prossime amministrative cittadine. Per questo motivo sono iniziate le iscrizioni e non si disdegna l’eventuale apporto di esterni.
Un punto importante è quello di incontrare le formazioni delineatesi e quelle che potrebbero esserlo, alcune delle quali hanno già dato disponibilità a cui però non si è data ancora risposta, non certo per mancanza di rispetto, ma, anzi, proprio per tentare di affrontare tali incontri con maggiore chiarezza. I lavoratori della tenda ritengono però che gli incontri debbano avere alcune basi sulle quali misurarsi già da adesso proprio per non rimanere sospesi nel limbo del “farò quando sono eletto”.
Il cambiamento è possibile individuando il soggetto che può esserne fautore e tale soggetto non può che essere la moltitudine. E questo processo implica una forte e reale pratica di coinvolgimento. Siamo davanti ad un nodo importante: la disoccupazione; la mancanza di reddito; lo scarso risparmio; l’esposizione debitoria delle famiglie impossibilitate anche a provvedere al pagamento dei servizi primari; la società che diventa anziana senza alcun progetto; le nascite che non ci sono; l’emigrazione tornata ai livelli degli anni ’60; l’esclusione delle persone dall’essere cittadini a cominciare dai migranti, vanno inquadrate anche nell’ottica della politica nazionale che disegna un quadro di sottrazione di momenti di decisione e risorse alla comunità – non ultima a Frosinone la vicenda delicatissima della restituzione del debito con il “piano di riequilibrio economico finanziario” e tutto ciò che ne consegue.
Si richiama altresì l’esigenza di rimettere al centro la democrazia partecipata nelle istituzioni e la legalità, confinata chissà dove, attraverso il recupero della gestione della cosa pubblica ostaggio di privati spesso sostenuti dalla politica/partitica, per aprire una strada al ripristino di una GIUSTIZIA SOCIALE a cominciare dal lavoro e dal reddito.
La vicenda della tenda è emblematica nel ripercorre le tappe forzate di esternalizzazione di servizi pubblici essenziali non economici. L’amministrazione attuale ha aperto delle autostrade a orde di privati che sono stati fatti accomodare alla tavola imbandita (con i soldi tutti, ovviamente) e continua a difenderne le azioni e le attività, anche se in palese contrasto con gli interessi della popolazione e con i valori ai quali la comunità è legata.
Con la nostra lotta, che è durata con la tenda 1000 giorni in difesa della DIGNITA’ e DIRITTI, si sta chiedendo alla città, e oggi lo chiediamo alla politica, RESPONSABILITA’, quella responsabilità di costruire attraverso l’approccio democratico partecipativo una visione della città altra rispetto a quella devastante di oggi.
I cittadini della tenda, le retrovie della città, SI APPELLANO a coloro che si presentano come soggetti per un cambiamento, a pochi mesi dalle prossime elezioni comunali, in un momento delicato, per dare vita alla sperimentazione di diverse forme di organizzazione per riuscire a mandare a casa l’indigesta amministrazione attuale dando priorità al programma, prendendo spunto proprie dalla pratica di Podemos nelle città spagnole.