di Armando Mirabella – Comanda il Frosinone. Si può essere primi non solo nella classifica del pm10.
Da festeggiare, invece, è il primato della squadra di Pasquale Marino ottenuto grazie alla vittoria di misura contro il Carpi di Castori. Si potrebbe dire il solito Carpi di Castori: 4 4 1 1 esibito plasticamente prima del calcio di inizio, con nessuna volontà di fare possesso palla, sempre pronto a fiondare ripartenze con lanci in profondità per il cavallo di ritorno Mbakogu. Ed è un altro cavallo di ritorno a risolvere la partita: Emanuele Terranova, difensore centrale del Frosinone ritornato sotto il Campanile a sei anni dalla sua ultima apparizione con la maglia canarina.
Frosinone che si schiera con il suo 3 5 2 davanti al rientrante Bardi. Krajnc, Ariaudo e proprio Terranova per la trincea difensiva, a centrocampo il vertice basso è Maiello, playmaker e recuperatore di palloni, a destra Fiamozzi che fa passare un pomeriggio terribile al povero Fedato, adattato da Castori nel ruolo di laterale. A sinistra Mazzotta, agli inserimenti centrali Sammarco, libero di svariare dietro le punte Soddimo. Davanti Dionisi e Ciofani. Centinaia le palle toccate dall’attaccante di Cantalice, prontissimo, soprattutto nel primo tempo, a venire a prendere palloni in tutte le zone del campo. Da saloon la rissa inscenata per tutta la partita da Daniel con i due centrali difensivi del Carpi, in particolare con il roccioso Romagnoli.
Al sesto minuto pericolosa quanto frettolosa l’ammonizione a Krajnc che rallenta il rinvio di Belec. Resta un po’ sotto
shock lo sloveno che tre minuti dopo regala una chance a Letizia. Sempre pericoloso il Frosinone sui calci piazzati, e sullo sviluppo di una di queste palle inattive che al minuto 19 Emanuele Terranova, due crociati in meno e sei anni in più, torna ad esultare sotto la Curva Nord. Gli anni passano, ma il vizio del gol resta per il centrale di Mazara del Vallo che da difensore fece il record di 11 segnature nel campionato di B stravinto dal suo Sassuolo nel 2012-2013.
Il Frosinone dopo dieci minuti sfiora il colpo del KO naturalmente su calcio piazzato: fallo di Letizia su Soddimo. Venti metri lato curva nord dalla parte della tribuna centrale batte lo stesso trequartista di San Basilio che centra la traversa, la sua palla sbatte poi sulla schiena di un fortunatissimo Belec e va fuori. Il fosforo di Maiello e Sammarco, i tocchi preziosi ed illuminanti di Dionisi, la puntualità degli inserimenti di Fiamozzi, alla sua prima prova davvero convincente, e in questo primo tempo il Frosinone davanti ad un quasi inoperoso Bardi è padrone del campo con un Carpi rassegnato.
Oggetto di indagine è il secondo tempo della squadra di Pasquale Marino. Ha smesso di giocare o ha deciso di abbassare il ritmo per impedire le ripartenze del Carpi? Di fatto scompaiono le occasioni dal taccuino. La prima cosa da annotare è il cambio di modulo operato da Castori che al 23.mo minuto manda in campo la seconda punta Kevin Lasagna, autore lo scorso anno di pesantissimi gol nello scorso campionato di serie A. Due minuti dopo ammonizione per Mbakogu. Al minuto 41 il contropiede del Frosinone: Soddimo serve Ciofani che si gira e calcia il pallone sul fondo. E proprio Daniel, entrato in campo con un antidolorifico per un fastidioso torcicollo, due minuti dopo termina la sua partita tra gli applausi e gli incoraggiamenti di tutto lo stadio. Vedrà dalla panchina l’espulsione comminata a Mbakogu per una entrata scomposta su Ariaudo.
Finisce al minuto 50 quella che lo scorso anno era una partita di serie A. Serie A che lo Stadio Matusa certamente non vedrà più, ma che gli elementi oggi a disposizione dicono ritroverà il Frosinone.
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